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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 18:39

Ilva, i soldi tolti ai Riva utilizzati per risanare

TARANTO - Al Senato cambia radicalmente fisionomia il nuovo decreto sull’Ilva, diventato nel frattempo emendamento al decreto legge 91 sulla Competitività. «Qualora sia necessario ai fini dell’attuazione e della realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell’impresa soggetta a commissariamento, non oltre l’anno 2014, il giudice procedente trasferisce all’impresa commissariata, su richiesta del commissario straordinario, le somme sottoposte a sequestro penale»
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Ilva, i soldi tolti ai Riva utilizzati per risanare
DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Sì all’utilizzazione dei soldi sequestrati ai Riva per reati fiscali e valutari. Serviranno al risanamento e varranno sull’aumento di capitale sia pure con un vincolo. Inoltre viene riscritta della figura del sub commissario: ora ha più poteri. Al Senato cambia radicalmente fisionomia il nuovo decreto sull’Ilva, diventato nel frattempo emendamento al decreto legge 91 sulla Competitività.

Giovedì 10 luglio, il testo varato dal Consiglio dei ministri aveva previsto solo la prededuzione dei finanziamenti delle banche all’Ilva. Questo per garantire le stesse banche, molto restie nel concedere soldi ad un’azienda a rischio fallimento. Ma la prededuzione e basta era troppo poco, stando anche alle voci critiche che si sono subito levate rispetto al decreto: dai sindacati metalmeccanici a molti esponenti del Pd. Tanto più che nella bozza circolata sino a poche ore prima della seduta dell’esecutivo Renzi c’erano, accanto alla prededuzione, anche l’istituzione della figura di un commissario ambientale accanto a quella del commissario e l’uso dei soldi bloccati dai giudici di Milano. Poi, prima che entrasse in Consiglio dei ministri, la bozza risultava già monca delle parti relative al commissario ambientale e ai soldi sequestrati. Sul primo aspetto, il premier aveva infatti ritenuto inutile uno sdoppiamento del commissario, mentre sul secondo avrebbero pesato i dubbi e le perplessità espresse dal ministero di Giustizia, sebbene di uso di soldi sequestrati si parlasse già nella legge dello scorso febbraio, Ilva-Terra dei Fuochi.

Il lavoro fatto dalle commissioni Industria e Ambiente del Senato ha ora riportato indietro le lancette. Con due sub emendamenti nel decreto Competitività, il capitolo Ilva ha riacquistato in larga parte l’aspetto della bozza del decreto del 10 luglio. Non c’è il commissario ambientale, è vero, anche se si è tentato di inserirlo in extremis, ma ora il sub commissario conta di più in azienda. Inoltre, c’è l’aspetto dei soldi, la cui assoluta mancanza sinora ha inficiato ogni discorso sull’Ilva a partire dalla bonifica e messa a norma degli impianti.

«Qualora sia necessario ai fini dell’attuazione e della realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell’impresa soggetta a commissariamento, non oltre l’anno 2014, il giudice procedente trasferisce all’impresa commissariata, su richiesta del commissario straordinario, le somme sottoposte a sequestro penale - si legge nel sub emendamento -. Le somme devono essere trasferite a titolo di sottoscrizione di aumento di capitale, ovvero in conto futuro aumento di capitale nel caso in cui il trasferimento avvenga prima dell’aumento di capitale». Punto significativo è che «il sequestro penale sulle somme si converte in sequestro delle azioni o delle quote che sono emesse; nel caso di trasferimento delle somme sequestrate prima dell’aumento di capitale, in sequestro del credito a titolo di futuro aumento di capitale». Un’innovazione, quest’ultima, che probabilmente ha fatto superare le perplessità giudiriche in ordine all’uso di somme soggette a sequestro preventivo. Perché queste somme adesso possono sì essere messe a disposizione del commissario dell’Ilva, ma su di loro il vincolo non sparisce del tutto. Si trasferisce, invece, dai soldi alle azioni. Tant’è che il sub emendamento dice che «le azioni e le quote di nuova emissione devono essere intestate al Fondo Unico di Giustizia e per esso al gestore ex lege del Fondo Unico Giustizia».

In quanto al sub commissario, con un altra modifica al testo Competitività si afferma che «sub commissario dispone, coordina ed è responsabile in via esclusiva dell’attuazione degli interventi» del piano ambientale». Inoltre definisce «d’intesa col commissario straordinario, la propria struttura, le relative modalità operative e il programma annuale delle risorse finanziarie necessarie per far fronte agli interventi previsti». E ancora «dispone i pagamenti con le risorse rese disponibili dal commissario straordinario».

«Abbiamo approvato due sub-emendamenti al dl Competitività che rafforzano l’ultimo decreto Ilva e le condizioni per il risanamento e il rilancio produttivo dell’azienda ed, in particolare, dello stabilimento di Taranto. È stato un lavoro lungo, ma siamo molto soddisfatti» dice il senatore Salvatore Tomaselli, capogruppo del Pd nella commissione Industria, primo firmatario dei due testi approvati a larghissima maggioranza. «Si tratta - sottolinea Tomaselli - di due modifiche di assoluto rilievo, in grado di dare una svolta positiva alla prospettiva dell’Ilva di Taranto, garantendo che il risanamento ambientale venga effettivamente attuato e creando le condizioni per la continuità produttiva e dunque anche per la salvaguardia dell’occupazione». «Grazie all’utilizzo del denaro sequestrato dalla Magistratura alla famiglia Riva, abbiamo scongiurato la chiusura dello stabilimento e contestualmente abbiamo garantito l’attuazione del Piano ambientale» è infine il commento di Michele Emiliano, segretario regionale del Pd pugliese.

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