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Taranto, rinviate le scelte sul progetto di Eni-Total

TARANTO - Slitta ancora la conclusione del progetto «Tempa Rossa». Da quel che si apprende da fonti vicine ad ambienti comunali, la conferenza di servizi decisiva che avrebbe dovuto tenersi il prossimo 30 luglio è slittata al prossimo mese di settembre. L’incontro avrebbe dovuto tenersi nella sede del ministero delle Infrastrutture. Se ne riparlerà, dunque, tra un paio di mesi circa. Resta, intanto, invariato il «no» del Comune di Taranto
Taranto, rinviate le scelte sul progetto di Eni-Total
TARANTO - Slitta ancora la conclusione del progetto «Tempa Rossa». Da quel che si apprende da fonti vicine ad ambienti comunali, infatti, la conferenza di servizi decisiva che avrebbe dovuto tenersi il prossimo 30 luglio è slittata al prossimo mese di settembre. L’incontro avrebbe dovuto tenersi nella sede del ministero delle Infrastrutture. Se ne riparlerà, dunque, tra un paio di mesi circa. Resta, però, invariata la posizione del Comune di Taranto che ha ribadito anche, anzi soprattutto, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio comunale il suo «no» al progetto di Eni e Total in quanto, secondo l’Amministrazione comunale, non ci sarebbero le dovute garanzie sia per quel che riguarda le condizioni ambientali che per la sicurezza.

Del resto, proprio in una riunione avvenuta dieci giorni fa al ministero, l’assessore comunale all’Ambiente, Vincenzo Baio, aveva chiaramente detto che «la salute non sarà barattata con nient’altro». Poi l’assessore aveva proseguito così: «Taranto è venuta alla ribalta per la presenza di Ilva, Eni, Cementir ed Arsenale. È una città che ha patito uno stupro ambientale sulla salute degli abitanti. Quest’incontro si è concluso con la richiesta da parte dei consiglieri ai rappresentanti di Eni dell’acquisizione del progetto di Tempa Rossa per avere degli elementi utili per le scelte da intraprendersi».

Ma per l’assessore comunale all’Ambiente «la documentazione dell’Eni, inviata lo scorso 25 giugno, chiarisce solo gli adempimenti relativi alle problematiche della direttiva Seveso. Vengono elencate tutte le autorizzazioni chieste da Eni mentre nell’unica nota tecnica allegata, viene illustrata l’attività di monitoraggio delle sostanze emesse (ovvero, gli odorigeni) per i quali, peraltro, è previsto l’abbattimento nella nuova Aia».

f.ven.

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