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Inquinamento all'Ilva il Tar sospende l’ordinanza del sindaco Da agosto nuovo direttore

di FABIO VENERE
TARANTO - Inquinamento Ilva, sarà il Tar a pronunciarsi sull’ordinanza sindacale del 20 giugno. Il Tribunale amministrativo regionale, infatti, in seguito al ricorso presentato dai legali dello stabilimento siderurgico, ha concesso la «sospensiva» fissando al 30 luglio la data dell’udienza per l’esame della controversia tra Ilva e Comune di Taranto. Lo si apprende da fonti vicine ad ambienti comunali
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di FABIO VENERE

TARANTO - Inquinamento Ilva, sarà il Tar a pronunciarsi sull’ordinanza sindacale del 20 giugno. Il Tribunale amministrativo regionale, infatti, in seguito al ricorso presentato dai legali dello stabilimento siderurgico, ha concesso la «sospensiva» fissando al 30 luglio la data dell’udienza per l’esame della controversia tra Ilva e Comune di Taranto. Lo si apprende da fonti vicine ad ambienti comunali.

Ma per quale motivo era scattata l’offensiva di Ezio Stefàno? A non convincere il sindaco di Taranto, e prima ancora di lui Asl ed Arpa, erano stati alcuni dati provenienti dall’area Granulazione ghisa dello stabilimento.

In estrema sintesi, Stefàno aveva invitato l’Ilva, entro trenta giorni (che appunto sono scaduti lunedì scorso), a fare tre cose ben precise. Ovvero: avviare un monitoraggio ambientale degli impianti dispersi in atmosfera nei reparti Afo (altoforni) ed Ome (officine meccaniche) della Colata continua concordando con Arpa Puglia ed Asl tempi e modalità d’intervento; di definire attività per realizzare un idoneo sistema di raccolta e trattamento delle acque meteoriche, di raffreddamento dell’area Granulazione ghisa e, infine, chiede di realizzare un sistema di captazione e trattamento dei vapori derivanti dal raffreddamento della ghisa.

Per la cronaca, l’Ilva, lo scorso 16 maggio, aveva confermato la propria disponibilità a concordare con gli enti di controllo gli interventi ma senza specificare ulteriormente. Ed ancora, per la seconda richiesta del sindaco tutto era stato rimandato al piano delle acque dello stabilimento che, invece, dev’essere presentato entro maggio 2015. Ed infine, sempre l’Ilva aveva assicurato che esiste un ordine d’acquisto per la realizzazione di un sistema «di captazione e trattamento dei vapori derivanti dal raffreddamento della ghisa» ma, secondo il Comune di Taranto, non ci sarebbe alcun cronoprogramma per la progettazione, approvazione e realizzazione degli interventi. Per questo, evidentemente, un mese fa, era scattata l’ordinanza in cui Stefàno aveva peraltro avvertito che in caso di inosservanza da parte dell’Ilva, gli impianti interessati avrebbero dovuto sospendere la loro attività.

Sin qui quello che accade lungo l’asse Taranto-Lecce (sede del Tar). A Roma, invece, arriva l’emendamento che inserisce nel decreto legge Competitività le misure sull’Ilva. La proposta di modifica, presentata dal governo in commissione Industria e Ambiente del Senato, prevede un articolo aggiuntivo dal provvedimento, che ingloba il decreto legge ad hoc, varato dal Consiglio dei ministri dell’11 luglio. Le norme, è opportuno ricordarlo, prevedono la realizzazione del piano e delle attività di tutela ambientale e sanitaria per le imprese sottoposte a commissariamento straordinario come appunto l’Ilva di Taranto guidata dal commissario Piero Gnudi.

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