Cerca

Taranto, donna 27enne condannata a 16 anni per infanticidio

TARANTO – La Corte d’Assise di Taranto (presidente Rina Trunfio, a latere Fulvia Misserini) ha condannato a 16 anni di reclusione una donna di 27 anni di Massafra (Taranto), accusata di aver ucciso e nascosto in un armadio la bimba che aveva appena partorito. I fatti risalgono al primo ottobre 2012. La donna, spostata e madre di altre due bimbi, aveva chiamato il 118 ed era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto con una grave emorragia. I medici, che le salvarono la vita con un intervento chirurgico d’urgenza, si resero subito conto che aveva appena partorito e allertarono la Polizia
Taranto, donna 27enne condannata a 16 anni per infanticidio
TARANTO – La Corte d’Assise di Taranto (presidente Rina Trunfio, a latere Fulvia Misserini) ha condannato a 16 anni di reclusione una donna di 27 anni di Massafra (Taranto), accusata di aver ucciso e nascosto in un armadio la bimba che aveva appena partorito. I fatti risalgono al primo ottobre 2012.

La donna, spostata e madre di altre due bimbi, aveva chiamato il 118 ed era stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto con una grave emorragia. I medici, che le salvarono la vita con un intervento chirurgico d’urgenza, si resero subito conto che aveva appena partorito e allertarono la Polizia.

Nel corso di un primo sopralluogo, le forze dell’ordine avevano trovato sotto il letto la placenta e parte del cordone ombelicale. Successivamente, fu scoperto nell’ armadio della camera da letto il corpicino della piccola, avvolto in una busta di cellophane, riposto tra coperte ed altri indumenti. Si trattava di una bambina del peso di circa 2,5 kg, partorita presumibilmente tra il settimo-ottavo mese di gravidanza.

Dall’autopsia emerse che la bimba era nata viva e non aveva malformazioni. Agli atti del processo c'è una lettera scritta dall’imputata al marito cinque giorni dopo l’arresto, attraverso la quale chiedeva perdono per il gesto commesso. La 27enne in sede di interrogatorio affermò confusamente di non essere nemmeno a conoscenza della gravidanza in atto. Anche il pm Remo Epifani aveva chiesto di condannare l’imputata, difesa dagli avvocati Giovanni Vinci e Gaetano Vitale, a 16 anni. Il marito della donna si era costituito in giudizio tramite l’avv.Ignazio Dragone.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400