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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:45

Taranto, raffineria Eni blocco il 29 luglio e sciopero a Roma

di PAMELA GIUFRE'
TARANTO - Mentre una delegazione di lavoratori della Raffineria Eni sarà a Roma a manifestare in piazza Montecitorio, gli altri rimasti a Taranto bloccheranno l’ingresso dello stabilimento ionico. E’ questo il programma dello sciopero nazionale indetto per il prossimo 29 luglio. Rappresentanti dei lavoratori scettici sulla possibilità di trasformare l’impianto di Taranto in deposito costiero: si perderebbero posti di lavoro
Taranto, raffineria Eni blocco il 29 luglio e sciopero a Roma
di Pamela Giufrè

TARANTO - Mentre una delegazione di lavoratori della Raffineria Eni sarà a Roma a manifestare in piazza Montecitorio, gli altri rimasti a Taranto bloccheranno l’ingresso dello stabilimento ionico. E’ questo il programma dello sciopero nazionale indetto per il prossimo 29 luglio. L’hanno concordato ieri nella capitale i rappresentanti sindacali dei lavoratori Eni di tutti gli stabilimenti d’Italia, che si sono riuniti nel coordinamento unitario. Per i dipendenti di Taranto, c’era un gruppo di sindacalisti rappresentato dai segretari territoriali di Femca Cisl e Uilcem Uil, Emiliano Giannoccaro e Amedeo Guerriero, e da Francesco Albano e Pietro Ribezzo per Filctem-Cgil.

Il “pomo della discordia” è la profonda crisi in atto nel sistema della raffinazione italiana, culminata con la chiusura di tre raffinerie e con le posizioni recentemente rese note da Eni su blocco di investimenti e ridimensionamenti d’ogni sorta.

«Appena rientreremo in città - annuncia Ribezzo - organizzeremo un’assemblea per comunicare le decisioni prese ai lavoratori ionici. Poi ci attiveremo per far partire da Taranto alcuni mezzi per garantire la nostra presenza al presidio in programma per le 15 di martedì 29 luglio. E’ giusto far sentire con forza anche la nostra voce perché lo stabilimento di Taranto, nei programmi del nuovo amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, sarà sottoposto ad un’operazione di riorganizzazione aziendale. E’ nelle intenzioni quella di trasformarlo in un deposito. E noi faremo di tutto per impedirlo. Al momento abbiamo già congelato tutte le attività sindacali con l’azienda».

La Filctem-Cgil ritiene urgente affrontare il complicato capitolo del piano energetico in Italia: «L’Eni fa all’estero il 94 per cento dei suoi utili. Solo il 6 per cento sul territorio italiano. Questo significa che non intende più fare investimenti nel Paese». «E’ necessario avviare una trattativa immediata con il governo nazionale - afferma anche Giannoccaro - ed il modo più celere per arrivarci è lo sciopero del 29 con la manifestazione unitaria in piazza Montecitorio perché questa vertenza non va gestita in modo scompattato, proprio per poter contare su una maggiore forza sindacale».

Sull’ipotesi di fare dello stabilimento di Taranto un deposito costiero, Giannoccaro è scettico: «Non non ci sembra che questa operazione possa salvaguardare interamente l’occupazione. Se l’azienda ionica diventasse un deposito costiero quasi sicuramente il numero degli addetti diminuirebbe. Per questo giochiamo d’anticipo affinché ci sia tutto il tempo per rivedere le decisioni». «A Montecitorio ci saremo anche noi - conclude Guerriero - ma contestualmente faremo in modo di creare disagi sul territorio ionico bloccando l’ingresso e l’uscita del prodotto».

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