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Sabato 21 Ottobre 2017 | 12:07

Telecamere all’Ilva contro gli atti vandalici

di FULVIO COLUCCI
TARANTO - L’Ilva dichiara guerra ai vandali. E piazza telecamere davanti agli ascensori che portano agli spogliatoi - d’accordo con i sindacati Fim Cisl, Uilm e Usb ma non con la Fiom Cgil - per individuare e punire i responsabili degli atti che, mettendo fuori uso i mezzi, hanno «appiedato» i lavoratori. Nuovo blitz dei custodi giudiziari dentro lo stabilimento
Telecamere all’Ilva contro gli atti vandalici
di Fulvio Colucci

TARANTO - L’Ilva dichiara guerra ai vandali. E piazza telecamere davanti agli ascensori che portano agli spogliatoi. D’accordo con i sindacati Fim Cisl, Uilm e Usb - ma non con la Fiom Cgil - si vogliono individuare e punire i responsabili degli atti che, mettendo fuori uso i mezzi, hanno «appiedato» i lavoratori costringendoli a salire anche cinque piani a piedi per raggiungere i propri armadietti.

È stata una mattinata di tensione fra azienda e sindacati, in un quadro già di per sé abbastanza incandescente. Ieri nuovo blitz dei custodi giudiziari e incontro con i responsabili di stabilimento delle aree ghisa e acciaieria nel quadro delle ispezioni agli impianti sotto sequestro, ossatura della nuova relazione da consegnare alla magistratura.

Dunque telecamere per fermare chi danneggia gli ascensori, «sport» assai diffuso e che ha creato gravi disagi. Ma la Fiom Cgil non ha firmato l’accordo con i vertici aziendali ed ha, anzi, minacciato di ricorrere all’Ispettorato del lavoro (successe già tre anni fa) perché la ripresa video della zona ascensori, durante i lavori di pulizia o di manutenzione degli stessi, viola la legge, lo Statuto dei lavoratori, costituendo un controllo a distanza delle attività poste in essere dai dipendenti diretti o dell’appalto. La Fiom ritiene decisiva non un’azione di repressione ma di “persuasione morale” che permetta ai lavoratori di isolare i vandali.

«È un po’ difficile se pochi giorni fa, riparati gli ascensori, dopo tre turni, cioè praticamente dopo un giorno, erano di nuovo rotti». Difendono la firma in calce all’intesa con l’Ilva Franco Rizzo, coordinatore dell’Usb e Vincenzo Castronuovo, segretario della Fim Cisl. «Un lavoratore anziano, un cinquantenne - racconta Rizzo - mi ha detto: basta, non ce la faccio più, dopo una giornata in fabbrica, a salire cinque piani a piedi. Allora - aggiunge Rizzo - se è vero che l’Ilva è una città, che i vandali sono una minoranza, ma purtroppo esistono, l’accordo con l’azienda per la videosorveglianza costituisce un rimedio valido. La Fiom sbaglia a dire di no per un semplice motivo: non ci sarà alcuna sorveglianza dei lavoratori. Le telecamere inquadreranno soltanto l’ingresso degli ascensori e le pulsantiere. Le immagini non saranno controllate da nessuna postazione con monitor, ma saranno registrate e distrutte. E nel caso in cui i vandali entrino in azione, l’azienda prenderà provvedimenti solo dopo aver visionato le registrazioni insieme ai sindacati. C’è di più: quando entreranno in azione le squadre di pulizia o i manutentori le telecamere saranno spente».

«Sono anni che cercavamo di risolvere il problema, i lavoratori erano esasperati» dichiara il segretario Fim Castronuovo. «Sì la Fiom polemizza, ma la vigilanza dei sindacati sarà massima perché i lavoratori non siano controllati e, ugualmente, sia garantito il funzionamento degli ascensori. Le nostre richieste, in tal senso, sono state accolte. Non è giusto che la maggioranza sia penalizzata da qualche collega in vena di vandalismi. E sulle sanzioni visioneremo insieme all’Ilva i filmati, a garanzia di qualsiasi decisione presa».

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