Cerca

Taranto, l'Ue chiede chiarimenti su «Tempa Rossa»

di FABIO VENERE
TARANTO - «Tempa Rossa», Palazzo Chigi «chiama» Comune, Regione ed Asl per rispondere alla Commissione europea ed evitare così la procedura d’infrazione. E lo fa ponendo quattro domande che vanno dall’ok espresso dai tecnici comunali nel 2010 all’allaccio alla rete di Snam Gas da parte dell’Eni (che, almeno all’epoca, non aveva alcun legame con «Tempa Rossa») sino alle emissioni inquinanti per poi concludersi con la commercializzazione dei... mitili
Taranto, l'Ue chiede chiarimenti su «Tempa Rossa»
di FABIO VENERE

TARANTO - «Tempa Rossa», Palazzo Chigi «chiama» Comune, Regione ed Asl per rispondere alla Commissione europea ed evitare così la procedura d’infrazione. E lo fa ponendo quattro domande che vanno dall’ok espresso dai tecnici comunali nel 2010 all’allaccio alla rete di Snam Gas da parte dell’Eni (che, almeno all’epoca, non aveva alcun legame con «Tempa Rossa») sino alle emissioni inquinanti per poi concludersi con la commercializzazione dei... mitili.

La riunione è stata convocata urgentemente perché proprio oggi sarebbero scaduti i termini entro cui Palazzo Chigi avrebbe dovuto spedire a Bruxelles i chiarimenti richiesti. Una nuova, è la seconda, proroga però farà respirare il Governo almeno per un’altra settimana ancora.

«La Commissione europea - spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, Vincenzo Baio, contattato dalla Gazzetta appena terminata la riunione a Roma - ha posto quattro domande al dipartimento delle Politiche comunitarie di Palazzo Chigi. Il primo dei quesiti era relativo ad un via libera concesso dagli uffici tecnici comunali nell’aprile del 2010 non già a “Tempa Rossa” - evidenzia Baio - ma all’allacciamento da parte di Eni Power alla rete del gas gestita dalla Snam. Furono concessi due raccordi. UNo di oltre 4 chilometri e l’altro di 500 metri necessari per alimentare la raffineria ma non si trattava del progetto su cui, com’è noto, l’Amministrazione Stefàno è contraria perché non intende barattare la salute dei tarantini con la produzione energetica». In quell’occasione, però, i tecnici comunali non attivarono la procedura per la Vas, valutazione ambientale strategica, che dipende dalla Regione. Sul punto, però, pare che questa procedura non fosse effettivamente necessaria in quanto si trattava «di raccordi - spiega l’assessore comunale all’Ambiente - lineari, di piccola portata e collegati ad un impianto già esistente così come già precisato da un decreto ministeriale».

Un’altra domanda, la seconda, era relativa al piano di emergenza esterna sempre dell’Eni che, però, è di competenza della Prefettura ed è stato peraltro già consegnato ed approvato. Chiarimenti, inoltre, sono stati richiesti sulle emissioni industriali. La Commissione europea ha richiesto al Governo delle relazioni tecniche per la mitigazione degli odorigeni («che, però, spettano all’Eni», ricorda ancora l’assessore Baio).

Ed infine, è ancora l’esponente della giunta Stefàno a riferire che la Commissione europea ha chiesto ulteriori informazioni “per evitare che siano immessi sul mercato i mitili del primo seno del mar Piccolo a rischio di contaminazione”. Ma, ricorda Baio, «è stata l’Asl a precisare che le nostre “cozze” non c’entrano nulla con il progetto di Tempa Rossa. Peraltro - conclude Baio - il primo seno è interdetto e i mitili sono stati trasferiti in mar Grande».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400