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Ilva, approvato decreto Priorità il risanamento

ROMA – «Sì sì, il decreto Ilva è stato approvato. Non nella forma che avevo visto sui giornali». Così il premier Matteo Renzi in conferenza a Palazzo Chigi al termine del consiglio dei ministri. «Il decreto Ilva contiene la riorganizzazione dei tempi ambientali e la questione del prestito ponte». «Non ci sono sdoppiamenti commissariali - aggiunge - come avevo letto e come era stato proposto. Le cose funzionano e devono funzionare». Il decreto dispone che per «l'osservanza» del Piano di risanamento devono essere «attuate almeno l’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015»; per il resto il termine è fissato al 4 agosto 2016. La parte più sostanziale, quella del prestito ponte che sarà «funzionale» all’attuazione delle misure di «tutela ambientale e sanitaria»
Ilva, approvato decreto Priorità il risanamento
ROMA - «Il decreto Ilva è stato approvato, ma non nella formula che avete letto sui giornali». Così il presidente del consiglio Matteo Renzi, in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm. «Il decreto contiene la riorganizzione dei tempi ambientali e la questione del prestito ponte. Non ci sono sdoppiamenti commissariali, perchè non credo che abbia senso», ha aggiunto Renzi.

«Il risanamento ambientale dell’Ilva è un’assoluta priorità sociale ed economica e uno strumento strategico per il rilancio dell’azienda. Con il decreto legge Ilva approvato oggi dal Consiglio dei Ministri si rafforza questo impegno, consentendo il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per gli interventi», affermano in una nota congiunta il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Il governo di nuovo in campo per l'Ilva quindi e questa volta il consiglio dei ministri approva un decreto che, seppur stringato (un articolo) e rivisitato rispetto alle precedenti bozze, come dicono i ministri Gian Luca Galletti e Federica Guidi, offre un futuro a Taranto consentendo di reperire le risorse per il risanamento degli impianti attraverso un prestito ponte.
Ma, già da subito, l’ipotesi che si fa strada è che il decreto sia destinato a diventare un emendamento al decreto imprese ora all’esame di Palazzo Madama; forse, per questo si è giunti ad una versione ridotta, ottenendo allo stesso sia la validità immediata delle norme contenute (dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale) che un ulteriore ingorgo di decreti alle Camere.

Il premier Matteo Renzi aveva annunciato, dopo il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, che il testo del provvedimento era cambiato: non ci sono «sdoppiamenti commissariali»; contiene invece riorganizzazione del Piano ambientale e quella del prestito ponte. Nell’ultima versione sparisce lo sblocco delle risorse sequestrate alla famiglia Riva e scompare anche la figura del commissario ambientale, una specie di supercommissario che aveva carta bianca sugli interventi ritenuti – nella precedente bozza – come «indifferibili, urgenti e di pubblica utilità».

Rimangono invece modifiche al Piano ambientale già approvato a metà marzo dalla presidenza del consiglio: si tratta in questo caso di una rimodulazione dei tempi. Poi, il decreto dispone che per «l'osservanza» del Piano di risanamento devono essere attuate almeno l’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio del 2015; per il resto delle prescrizioni il termine è fissato al 4 agosto 2016, a parte l'applicazione della decisione della commissione Ue del 2012 sulle migliori tecniche disponibili per produrre ferro e acciaio. La parte più sostanziale, quella del prestito ponte che sarà «funzionale» all’attuazione delle misure di «tutela ambientale e sanitaria» e per «la continuazione dell’esercizio dell’impresa e la gestione del relativo patrimonio». La norma riguarda l'impresa commissariata, la quale «può chiedere di essere autorizzata a contrarre finanziamenti prededucibili».

Per Galletti e Guidi in questo decreto sono contenuti «elementi importanti per assicurare all’Ilva e a Taranto una prospettiva di tutela ambientale, ma anche quella opportunità di sviluppo economico che la crisi del siderurgico aveva messo a rischio», assicurando anche la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità produttiva. Infine fanno presente che è stato «rafforzato l’impegno per il risanamento ambientale. Uno strumento fondamentale per il futuro del siderurgico tarantino».

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