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Ilva: «La barca di Riva resta sequestrata»

MILANO – I giudici della terza sezione penale di Milano hanno respinto la richiesta di Fabio Riva, vicepresidente di Riva Fire, la holding del Gruppo Ilva, che intendeva vendere un’imbarcazione che è stata posta sotto sequestro dai magistrati milanesi nell’ambito del procedimento che lo vede imputato per truffa e associazione per delinquere, assieme ad altre due persone e alla stessa holding che risponde in base alla legge sulla responsabilità amministrativa
Ilva: «La barca di Riva resta sequestrata»
MILANO – I giudici della terza sezione penale di Milano hanno respinto la richiesta di Fabio Riva, vicepresidente di Riva Fire, la holding del Gruppo Ilva, che intendeva vendere un’imbarcazione che è stata posta sotto sequestro dai magistrati milanesi nell’ambito del procedimento che lo vede imputato per truffa e associazione per delinquere, assieme ad altre due persone e alla stessa holding che risponde in base alla legge sulla responsabilità amministrativa.

Nel processo milanese, che vede al centro una presunta truffa allo Stato da 100 milioni di euro, per oggi era prevista la requisitoria del pm Stefano Civardi, ma è slittata a giovedì prossimo, 10 luglio, perchè i giudici hanno accolto la richiesta delle difese di avere più tempo per consultare atti che sono stati depositati di recente dalla Procura (altre udienze sono fissate per il 14, il 17 e il 21 luglio). I giudici hanno detto no alla richiesta della difesa di Fabio Riva – figlio di Emilio, il patron dell’Ilva di Taranto morto nei mesi scorsi – di dissequestrare la barca perchè – hanno spiegato – “si tratta di un bene la cui sorte è pendente” e legata all’esito del procedimento giudiziario.

Secondo l’accusa, Fabio Riva ed altri avrebbero costituito ad hoc una società svizzera, la Ilva Sa, per aggirare la 'legge Ossolà, la normativa sull'erogazione di aiuti per le aziende che esportano all’estero, ottenendo indebitamente sovvenzioni pubbliche. Tra gli imputati anche l’ex consigliere delegato di Ilva Sa, Agostino Alberti, e il manager italo-svizzero Alfredo Lomonaco.

Per questa inchiesta il gip aveva disposto l’arresto per Fabio Riva, il quale però si trova a Londra da tempo. Oggi il pm ha precisato che i magistrati londinesi hanno fissato le udienze per valutare la richiesta di estradizione, a seguito del mandato d’arresto europeo, per il 3 novembre prossimo e per i quattro giorni successivi. Tra l’altro, le autorità inglesi nei mesi scorsi hanno detto sì alla richiesta di estradizione per l’ imprenditore in relazione al procedimento dei magistrati di Taranto con al centro l’accusa di disastro ambientale. La difesa di Riva, però, ha fatto ricorso ed è ancora pendente la procedura di appello a Londra.

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