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Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:21

Sbarcati 1.171 profughi al porto di Taranto Un pericolo contagio? In 4mila nell'ultimo mese

TARANTO – Sono in corso al molo 'San Cataldò del porto di Taranto le operazioni di sbarco da nave San Giorgio di 1.171 migranti (849 uomini, 148 donne e 174 minorenni) salvati nei giorni scorsi dalla Marina militare nell’ambito dell’operazione 'Mare nostrum'. In particolare, si tratta di profughi siriani, palestinesi e dell’Africa subsahariana. e preoccupano le notizie di migranti con malattie infettive
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Sbarcati 1.171 profughi al porto di Taranto Un pericolo contagio? In 4mila nell'ultimo mese
TARANTO – Sono in corso al molo 'San Cataldò del porto di Taranto le operazioni di sbarco da nave San Giorgio di 1.171 migranti (849 uomini, 148 donne e 174 minorenni) salvati nei giorni scorsi dalla Marina militare nell’ambito dell’operazione 'Mare nostrum'. In particolare, si tratta di profughi siriani, palestinesi e dell’Africa subsahariana.

L'Asl ha allestito un presidio medico avanzato per far fronte ad eventuali emergenze. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e il vice sindaco Lucio Lonoce. I profughi saranno ospitati temporaneamente in strutture messe a disposizione dal Comume, dalla Caritas e dalle associazioni di volontariato e in alcuni alberghi della provincia prima di essere accompagnati verso altre località. Nel ultimi venti giorni oltre cinquemila migranti sono giunti al porto di Taranto a bordo delle unità navali della Marina militare.

LE PREOCCUPAZIONI DI UN CONTAGIO SANITARIO - Preoccupa il Sindaco la notizia, appresa da diverse fonti, che alcuni militari impegnati nell'operazione “Mare Nostrum” avrebbero contratto forme di infezione tubercolare durante gli interventi di assistenza ai profughi. Mosso da tale apprensione, e nell’esigenza primaria della tutela della salute, il Primo Cittadino ha inviato un accorato appello al Ministro della Salute, on. Beatrice Lorenzin e al Ministro dell’Interno, on Angelino Alfano affinché, per quanto di rispettiva competenza, attraverso i propri organismi, individuino e destinino alle attività di accoglienza solo quei volontari e quelle unità per i quali è accertata la condizione di non rischio. Recentemente, in giorni diversi, nel porto di Taranto un consistente numero di profughi, già soccorso nelle acque del Mediterraneo, è sbarcato da navi della Marina Militare, ed è facile supporre che qui approderanno nell’immediato futuro altri migranti nordafricani. Con questa prospettiva è “legittima - scrive il Sindaco - la preoccupazione che i tanti volontari addetti ai servizi di assistenza a terra possano contrarre tale infezione, se non sono già venuti a contatto con il bacillo di Koch.”

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