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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 07:45

Caso Scazzi, Cassazione decide su Sabrina Il pg: resti in carcere

TARANTO - Nella sua requisitoria davanti alla Prima sezione penale della Cassazione, il pg ha chiesto il rigetto dei difensori della Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, contro l’ordinanza del tribunale del Riesame di Taranto che il 18 febbraio di quest’anno aveva confermato la misura cautelare in carcere. La decisione è attesa a breve. I difensori: non ci sono esigenze cautelari
Caso Scazzi, Cassazione decide su Sabrina Il pg: resti in carcere
TARANTO - Sabrina Misseri resti in carcere. Questa la richiesta del pg della Cassazione, Antonio Gialanella, nell’udienza a porte chiuse sul ricorso presentato dalla difesa della giovane di Avetrana condannata in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della cuginetta Sarah Scazzi.
Nella sua requisitoria davanti alla Prima sezione penale della Cassazione, il pg si è pronunciato per il rigetto dei difensori della Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, contro l’ordinanza del tribunale del Riesame di Taranto che il 18 febbraio di quest’anno aveva confermato la misura cautelare in carcere.

La decisione della Prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Umberto Giordano, è attesa nelle prossime ore. Sabrina Misseri si trova attualmente detenuta nel carcere di Taranto assieme alla madre, Cosima Serrano, in custodia cautelare dopo la condanna all’ergastolo.

 "Al di là del fatto che noi la riteniamo innocente, dopo quattro anni è eccessivo dire che sussistono ancora le esigenze cautelari. Per noi i domiciliari sono sufficienti". Così gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri, al termine dell’udienza in Cassazione sul ricorso contro la custodia cautelare in carcere della giovane condannata in primo grado dalla Corte d’Assise per l’omicidio di Sarah Scazzi. "Si è sempre detto – ha osservato il professor Coppi – che si è trattato di un omicidio di impeto, anche per questo le esigenze cautelari sono cessate, non si capisce come un delitto di impeto possa essere reiterato".

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