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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:22

Uccisa a Grottaglie la 28enne era incinta

di MONICA ARCADIO
GROTTAGLIE - Fiorenza De Luca era incinta di poche settimane. È quanto è emerso nel corso dell’esame autoptico eseguito dal medico legale, Marcello Chironi, sul corpo della 28enne uccisa, venerdì scorso, da un colpo di pistola in fronte esploso dal compagno Beniamino Ligorio nella loro casa nel centro storico di Grottaglie. Voci di paese, nei giorni scorsi, avevano parlato di uno stato di gravidanza della giovane donna, ma né il convivente né tantomeno i genitori erano a conoscenza
LACRONACA DI IERI
Uccisa a Grottaglie la 28enne era incinta
di Monica Arcadio

GROTTAGLIE - Fiorenza De Luca era incinta di poche settimane. È quanto è emerso nel corso dell’esame autoptico eseguito dal medico legale, Marcello Chironi, sul corpo della 28enne uccisa, venerdì scorso, da un colpo di pistola in fronte esploso dal compagno Beniamino Ligorio nella loro casa nel centro storico di Grottaglie. Voci di paese, nei giorni scorsi, avevano parlato di uno stato di gravidanza della giovane donna, ma né il convivente né tantomeno i genitori erano a conoscenza di questo dettaglio.

L’autopsia, invece, ha sgombrato il campo da ogni dubbio. «Fiore», come la chiamavano tutti, era incinta probabilmente di un mese. Ligorio, insieme a lei, ha ucciso anche il bimbo che portava in grembo. L’autopsia ha confermato che la donna è morta sul colpo per quel proiettile che gli ha trapassato la fronte, fermandosi nel cranio. Un proiettile calibro 8 mm che, sparato a una distanza di circa un metro e mezzo, non le ha lasciato via di scampo.

Benianimo Ligorio, intanto, resta in carcere. Il 33enne è stato interrogato dal Gip Patrizia Todisco che ha convalidato il fermo disposto dal pm inquirente, Marina Mannu, e ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Risponde di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. L’uomo, assistito dall’avvocato Ciro D’Alò, ha confermato quanto già raccontato nel corso dell’interrogatorio a cui fu sottoposto nelle ore successive all’omicidio.

Ligorio continua a sostenere di aver sparato per sbaglio, che stavano giocando lui e Fiorenza, che lei aveva paura di quell’arma e voleva dimostrarle che non era carica. E invece no. La pistola scacciacani modificata era carica e quel colpo in canna ha ucciso la donna e il suo bambino.

La gelosia, secondo l’accusa, sarebbe alla base del grave fatto di sangue epilogo di una storia che, stando alle testimonianze e anche al racconto dello stesso indagato, non era proprio idilliaca. Ligorio, per sua stessa ammissione, il giorno prima aveva anche pensato al suicidio perché erano troppo forti i contrasti nella coppia.

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