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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:25

Sventato tentato suicidio nel carcere di Taranto

TARANTO – Un detenuto di 40 anni circa, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, ha tentato di uccidersi nel carcere di Taranto ed è stato salvato dagli agenti della Polizia penitenziaria. Ne dà notizia Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato autonomo di categoria Sappe. Il detenuto tarantino ha utilizzato una corda rudimentale
Sventato tentato suicidio nel carcere di Taranto
TARANTO – Un detenuto di 40 anni circa, in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio, ha tentato di uccidersi nel carcere di Taranto ed è stato salvato dagli agenti della Polizia penitenziaria. Ne dà notizia Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato autonomo di categoria Sappe. Il detenuto tarantino ha utilizzato una corda rudimentale, probabilmente ricavata da un lenzuolo, cercando di impiccarsi alla grata dell’inferriata del bagno.

Pilagatti fa presente che il detenuto, "che nei giorni scorsi ha ricevuto un nuovo mandato di arresto", oggi ha avuto un colloquio con i famigliari e "dopo essere rientrato nella propria cella, forse in preda alla depressione, ha messo in atto l’insano gesto". L’uomo avrebbe prima oscurato lo spioncino esterno del bagno che consente agli agenti di poter controllare i detenuti, e poi si sarebbe chiuso nel bagno.
Proprio l’oscuramento dello spioncino ha insospettito gli agenti che hanno aperto con una spallata la porta del bagno. I poliziotti hanno tolto il cappio dal collo del detenuto, facendo stendere per terra il detenuto, che è stato rianimato dal personale sanitario del carcere.

"Il Sappe – osserva Pilagatti – da tempo sta denunciando il sovraffollamento nel carcere di Taranto mentre i vertici del Dipartimento continuano a giocare sulla 'vigilanza dinamica'. La situazione potrebbe esplodere con effetti deflagranti se non si pongono i dovuti rimedi".

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