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Fiorenza uccisa da un colpo al viso Fermato il marito Oggi l'autopsia

di MONICA ARCADIO
GROTTAGLIE - La ricostruzione delle ultime ore di vita della 28enne tarantina Fiorenza De Luca, uccisa venerdì pomeriggio dal convivente con un colpo di pistola in fronte, non lasciava presagire un epilogo così tragico della loro relazione. Beniamino Ligorio, bracciante agricolo 33enne, originario di Villa Castelli, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, ha sempre raccontato di averla ammazzata per sbaglio, di averle puntato contro quella pistola solo per dimostrarle che non era carica
Fiorenza uccisa da un colpo al viso Fermato il marito Oggi l'autopsia
di MONICA ARCADIO
GROTTAGLIE - La ricostruzione delle ultime ore di vita della 28enne tarantina Fiorenza De Luca, uccisa venerdì pomeriggio dal convivente con un colpo di pistola in fronte, non lasciava presagire un epilogo così tragico della loro relazione. Beniamino Ligorio, bracciante agricolo 33enne, originario di Villa Castelli, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, ha sempre raccontato di averla ammazzata per sbaglio, di averle puntato contro quella pistola solo per dimostrarle che non era carica. E, invece no. Quell'arma, modificata e completa di caricatore con cinque proiettili, era carica eccome. Aveva un colpo in canna, calibro 8 mm, quello che ha ucciso Fiorenza De Luca.

La coppia viveva insieme da sei mesi in una modesta casa del borgo antico di Grottaglie, nel Tarantino, in via Mastropaolo, in attesa di mettere da parte un po' di soldi per andare a vivere in un appartamento più grande.

Ligorio, dopo sei ore interrogatorio, ha continuato a sostenere la tesi del tragico errore. Una versione che non ha convinto, sin dal primo momento, gli inquirenti i quali hanno ascoltato parenti e amici, scavato nella vita di coppia che, sembrava, non presentasse particolari tensioni. Qualche litigio di tanto in tanto, per motivi di gelosia, ma nulla che lasciasse presagire il delitto.

Anche la giornata di venerdì era stata tranquilla. I due avevano pranzato intorno alle 13 insieme ai figli di lei, di cinque e otto anni, si erano occupati insieme delle faccende domestiche, avevano dormito e poi alle 18 all’improvviso quello sparo esploso a una distanza di circa un metro.

 

«Inspiegabile ancora ora», ha detto il dirigente del commissariato, vice questore Enzo Maruzzella, non tralasciando il dettaglio che, nel corso della mattinata, la vittima aveva dichiarato platealmente il suo amore per Ligorio con una scritta in vernice spray sotto ai portici dove lui parcheggiava solitamente l’auto. «Ti amo Beniamino. By Fiore». È stato lui stesso a telefonare al 118 e al 113 chiedendo aiuto, ma per la donna non c'era più nulla da fare. Il suo corpo senza vita è stato trovato in una pozza di sangue nella cucina-soggiorno.

I bambini stavano giocando nella piazzetta vicina insieme ad alcuni coetanei e non si sono resi conto di quello che era avvenuto alla loro mamma. La pistola è stata sequestrata e sarà sottoposta a perizie balistiche.

Ligorio ha raccontato di averla trovata un anno e mezzo fa nelle campagne di Martina Franca dove stava lavorando. Aveva deciso di tenerla perché si sentiva sicuro. Qualche volta l’aveva usata per esercitarsi, ma sempre lontano da casa e dai bambini. Non ricordava che fosse carica. Così ha raccontato agli investigatori coordinati dal pm Marina Mannu che, al termine dell’interrogatorio, ha disposto il fermo. Fiorenza, racconta qualcuno in paese, era incinta al quinto mese. Ligorio non ne sarebbe stato a conoscenza, come pure i genitori della vittima. L’esame autoptico disposto per lunedì pomeriggio potrà fare luce anche su un eventuale stato di gravidanza della vittima. E qualche dubbio sugli ultimi istanti prima di quello sparo ancora ci sono.

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