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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:52

Caso Scazzi, giallo dei soldi la sentenza andrà corretta

TARANTO - Scioglierà la riserva nelle prossime ore la Corte d’Assise di Taranto in ordine alla richiesta presentata dall’avvocato Pasquale Corleto, per conto del Comune di Avetrana, per sanare un errore materiale contenuto nella sentenza di primo grado del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi a proposito del risarcimento dei danni chiesto dall’ente locale
Caso Scazzi, giallo dei soldi la sentenza andrà corretta
TARANTO - Scioglierà la riserva nelle prossime ore la Corte d’Assise di Taranto in ordine alla richiesta presentata dall’avvocato Pasquale Corleto, per conto del Comune di Avetrana, per sanare un errore materiale contenuto nella sentenza di primo grado del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi a proposito del risarcimento dei danni chiesto dall’ente locale.

Come rivelato dalla «Gazzetta», nelle motivazioni della sentenza che ha condannato Sabrina Misseri e sua madre Cosima all’ergastolo, è stato stabilito il pagamento di 14.985 euro per le spese legali sostenute dal Comune, spese liquidate come da dispositivo. Ma nel dispositivo, letto in una dalla Corte d’Assise l’ormai lontano 20 aprile del 2013, non si fa alcuna menzione delle spese da liquidare ed ecco perché l’avvocato Corleto ha chiesto alla corte presieduta da Rina Trunfio di porre rimedio.

Il pubblico ministero Marina Mannu ieri mattina, nella brevissima udienza svoltasi in camera di consiglio senza alcuno degli imputati pur invitati regolarmente a comparire, ha chiesto il rinvio degli atti alla Corte d’Assise d’appello o il rigetto dell’istanza ritenendo la correzione non formale, bensì un atto che investe la questione sostanziale della sentenza. Gli avvocati Nicola Marseglia, difensore di Sabrina Misseri, Lorenzo Bullo, difensore di Carmine Misseri, e Luca Latanza, difensore di Michele Misseri, si sono associati alla tesi del pubblico ministero, sottolineando in particolare l’aspetto riguardante la competenza, ormai incardinata presso la Corte d’Appello.

In primo grado, la Corte d’Assise ha condannato all’ergastolo Sabrina Misseri e Cosima Serrano, rispettivamente cugina e zia di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa e buttata in un pozzo il 26 agosto del 2010. Otto anni sono stati inflitti a Michele Misseri, lo zio di Sarah accusato di soppressione di cadavere, 6 anni a Carmine Misseri e Cosimo Cosma (quest’ultimo è deceduto qualche settimana fa), anche loro accusati di soppressione di cadavere, 2 anni a Vito Russo, ex difensore di Sabrina, per intralcio alla giustizia. Per i tre favoreggiatori, la Corte ha comminato un anno di reclusione ciascuno ad Antonio Colazzo e Cosima Prudenzano e un anno e 4 mesi a Giuseppe Nigro, con pena sospesa. I termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e sua madre Cosima scadranno il 20 gennaio 2015. Il processo d’appello dovrebbe tenersi a settembre.

M.Maz.

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