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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:45

Bimba-miracolo a Taranto Nata dopo lunga odissea

di MARIA ROSARIA GIGANTE
TARANTO - Marvellous (miracolo). Non poteva che avere questo nome la bimba venuta al mondo domenica sera all’ospedale Santissima Annunziata. La mamma Tobi, 25 anni, nigeriana, ha vissuto una lunga odissea, come migliaia di altri migranti, prima di poter mettere piede in Italia. E’ qui che la vita ha cominciato finalmente a sorridere con questo «scricciolo»
Bimba-miracolo a Taranto Nata dopo lunga odissea
di MARIA ROSARIA GIGANTE

TARANTO - Marvellous (miracolo). Non poteva che avere questo nome la bimba venuta al mondo domenica sera all’ospedale Santissima Annunziata. La mamma Tobi, 25 anni, nigeriana, ha vissuto una lunga odissea, come migliaia di altri migranti, prima di poter mettere piede in Italia. E’ qui che la vita ha cominciato finalmente a sorridere con questo «scricciolo» - si fa per dire - di 3 chili e 800 grammi che ha il sapore di un miracolo. Nonostante tutto. Nonostante un papà che lei, Tobi, continua ostinatamente a credere non sia morto. Magari, come qualcuno le ha detto ultimamente, è ancora lì, in una prigione libica, dove loro due erano giunti al termine di un lungo viaggio a piedi dal profondo del continente africano e dove si erano visti per l’ultima volta. Poi lei, proprio in virtù del suo stato, era stata mandata via dalla prigione ed allora, anche se da sola, aveva tentato la traversata per mettere in salvo la piccola che aveva in grembo. E’ sicuramente il primo fiocco rosa nei centri di accoglienza tarantini.

E Marvellous è ormai la mascotte di tanti, dai volontari del centro Abfo - che hanno assistito la mamma Tobi da quanto è giunta a Taranto con i primi sbarchi di aprile - ai medici, infermieri e personale del Santissima Annunziata che l’hanno seguita in queste ultime settimane di gestazione e poi l’altro ieri quando la donna ha partorito. Ma presto per loro ci sarà anche una casa. E’, infatti, una volontaria dell’Abfo ad aver deciso che mamma e piccolina, ora che usciranno dall’ospedale, staranno da lei, nelle stanze lasciate libere dalle sue figlie ormai sposate. Avranno, dunque, una casa ed una famiglia almeno fino a quando, a settembre, la specifica commissione a Bari non avrà vagliato la domanda presentata da tempo ed avrà attribuito alla donna lo status di rifugiato politico riconoscendole i conseguenti diritti e dicendole dove fermarsi. Insomma, una storia che ha toccato molti e nel cui lieto fine mancano ancora l’arrivo del papà e la sicurezza di un piccolo lavoro.

Tobi - raccontano di lei i volontari dell’Abfo, Fiorella Occhinegro e Massimiliano Pagliara (Max per la donna nigeriana) - è sempre stata una ragazza molto riservata. Per questo, anche ora che è arrivata Marvellous, affida ai suoi nuovi amici italiani il racconto della sua lunga odissea e le emozioni della sua nuova vita. «Qualche amico mi ha detto che il mio compagno era morto in prigione» ha sempre raccontato la donna in lacrime ai volontari che la seguono. «Ma poi, ultimamente, altri che l’avevano visto mi avevano detto che, no, lui è vivo. Io sento che è vivo».
La stessa fede cristiana che ha visto questa coppia perseguitata nel Paese da cui sono scappati, sostiene questa giovane mamma anche ora che almeno l’odissea della fuga è finita. Poi, nel racconto, c’è il ricordo della partenza dalla Libia su un gommone con qualche altro centinaio di disperati in fuga, la paura del mare, lo sbarco a Lampedusa, la varicella contratta prima e curata qui a Taranto, l’arrivo al centro di accoglienza tarantino, la ricerca di cibo e bevande che potessero darle le energie necessarie e le proteine giuste alla piccola perché potesse nascere e crescere sana. Quasi un’ossessione negli ultimi giorni.

Tutto ciò ha ora lasciato il posto alla soddisfazione di sentir dire dal primario della Neonatologia, Oronzo Forleo: «E’ stato un parto spontaneo e giunto a termine. La bambina ha un peso appropriato, respira autonomamente e non presenta elementi di alcuna patologia. Dimetteremo madre e figlia quando le si potrà assicurare una sistemazione di tipo socioambientale adeguata. Da noi è subito empatia con tutti i neonati. Ma questo è un caso che ha richiesto cura da parte nostra».
Forleo non fa fatica a lasciar intuire la naturale gara di solidarietà che si è scatenata anche in reparto. Ed in effetti anche il presidente dell’Abfo, Andrea Occhinegro, chiede solo di poter esprimere i ringraziamenti al ginecologo Rosario Mastronuzzi, al neonatologo Oronzo Forleo, ed al personale tutto, «davvero bravi dal punto di vista professionale e umano».

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