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Martina Franca

Usura, per padre e figlio
confisca beni per 6 milioni

Si tratta di Leonardo e Giancarlo Calabretto, padre e figlio di 79 e 37 anni, titolari di un autosalone di vetture usate. La confisca riguarda 13 fabbricati, 20 appezzamenti di terreno, 3 complessi aziendali, 61 automezzi e 3 motocicli

Finanza

TARANTO - Beni mobili e immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 6 milioni di euro riconducibili a Leonardo e Giancarlo Calabretto, padre e figlio di 79 e 37 anni, titolari di un autosalone di vetture usate a Martina Franca, sono stati sottoposti a confisca dalla Guardia di finanza nell’ambito di un decreto emesso dalla seconda sezione penale del tribunale di Taranto in applicazione del «Codice Antimafia».

I due uomini furono sottoposti a misure cautelari dalle Fiamme Gialle il 25 luglio 2014 per usura ed estorsione. Secondo l’accusa, avrebbero prestato denaro a persone in difficoltà economica applicando tassi d’interesse fino al 470% annuo. Gli inquirenti hanno rilevato «la sussistenza - è detto in una nota della Guardia di finanza - del presupposto soggettivo della 'pericolosità socialè, richiesto dalla legge per avanzare la proposta di misura di prevenzione.

Altro requisito normativo è la sproporzione dei beni confiscabili nella disponibilità diretta o indiretta dei proposti rispetto al reddito dichiarato». In tale ambito, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno rilevato dal 1986 al 2013 i redditi dichiarati dal nucleo familiare, confrontati con le spese e gli impieghi sostenuti, rilevando "annualmente una determinante sproporzione».

Il decreto di confisca riguarda 13 fabbricati, 20 appezzamenti di terreno, 3 complessi aziendali, 61 automezzi e 3 motocicli, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, sequestrati preventivamente nel mese di febbraio del 2015.

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