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dopo l’episodio della notte precedente

Emissioni odorigene a Taranto
proteste e nuove segnalazioni

Emissioni odorigene a Taranto proteste e nuove segnalazioni

foto d'archivio

TARANTO - Anche la notte scorsa e questa mattina, dopo l’episodio della notte precedente, numerosi cittadini hanno interpellato gli organi di controllo, i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine dopo aver avvertito nuovamente un forte odore di gas in città. Ieri l’Eni aveva diffuso un comunicato spiegando che «a seguito della fermata generale per manutenzione programmata, si è verificata una lieve perdita di Gpl da una linea dell’impianto di 'trattamento gas' ricevuto dall’unità di distillazione primaria.

La perdita, seppur minima - ha sottolineato l’azienda - in relazione a considerazioni di sicurezza e di qualità dell’aria, ha generato un effetto odorigeno ed è stata prontamente rimossa. Il fenomeno è da considerarsi assolutamente episodico».

La notte scorsa e nelle prime ore del mattino, però, sono state segnalate ancora emissioni odorigene. Il movimento "Giustizia per Taranto», che raggruppa diverse associazioni, sostiene che «le ammissioni dell’Eni non ci tranquillizzano, anzi. Quello che è accaduto nella notte tra il 17 e il 18 luglio è un fatto gravissimo. Un incidente presso lo stabilimento Eni di Taranto ha causato una 'lieve fuoriuscita di Gpl', come ha dichiarato candidamente la stessa Eni minimizzando le conseguenze ad un semplice 'fenomeno odorigenò, fenomeno che ad oltre 24 ore pare ancora persistere.

La superficialità e la banalitá - aggiunge il movimento - con cui Eni tratta la questione rende il tutto ancora più grave. Innanzitutto perchè la cosiddetta fuoriuscita non si é limitata ad un semplice problema olfattivo, ma in molti hanno lamentato problemi di bruciore ad occhi, naso e gola, gonfiore alla gola, nausea, mal di testa».

In secondo luogo «Eni - conclude Giustizia per Taranto - avrebbe dovuto provvedere ad allertare immediatamente la popolazione invitandola a chiudere le finestre o adottare altre precauzioni idonee. Ciò non è accaduto. Sindaco, prefetto, presidente della Regione devono pretendere risposte certe e garanzie che lo stabilimento Eni non metta a rischio la salute e la vita dei cittadini. Sarebbe auspicabile anche che Arpa ed Asl verifichino quanto accaduto e adottino sistemi di monitoraggio continuo su quanto avviene in Eni. In tutto questo processo la cittadinanza deve essere parte attiva ed informata».

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