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Ultime parole: «Il Lecce crede nella salvezza»

Società, staff tecnico e calciatori, che andranno in ritiro a Martina Franca in vista di Lecce-Atalanta, hanno deciso il silenzio stampa a tempo indeterminato. Il tecnico: «Ci credo, non avrei mai accettato questa sfida». Tiribocchi spiega, ma da domani tace anche lui
Ultime parole: «Il Lecce crede nella salvezza»
Il materano Luigi De CanioLECCE – Il Lecce, incassata la pesante sconfitta di ieri sul campo del Palermo (2-5), tornerà ad allenarsi domani alle ore 15 allo stadio «Via del Mare», in vista della prossima gara casalinga contro l’Atalanta. Al termine dell’allenamento di domani la squadra giallorossa di De Canio andrà in ritiro fino a sabato a Martina Franca. «Questa scelta – si legge in un comunicato del club salentino – condivisa da società, staff tecnico e calciatori, è stata presa nell’intento di poter preparare al meglio la prossima gara contro l’Atalanta, dal senso di responsabilità e dal rispetto che i calciatori hanno nei confronti di tutto l’ambiente, al quale vogliono dimostrare la loro ferma volontà di lottare con il massimo impegno per il raggiungimento del risultato finale. Nel contempo – si legge ancora nella nota – i calciatori saranno in silenzio stampa fino a diversa comunicazione».

Oggi, però hanno parlato sia De Canio sia Tiribocchi. «Crediamo alla salvezza senza alcun dubbio: ieri recuperare due goal al Palermo ha dimostrato che ci sono segnali importanti in chiave futura, ma dovremo fare maggior attenzione in fase difensiva. Non credessi fermamente alla salvezza non avrei mai accettato questa sfida». Queste le dichiarazioni del tecnico materano, che ha esordito sulla panchina dei salentini con la pesante sconfitta (5-2) di Palermo. «Nascondere le difficoltà sarebbe da sciocchi - ha detto - ma ho fiducia nei calciatori e nelle possibilità del gruppo che alleno. L’Atalanta? Calendario alla mano, dovremo far punti principalmente in casa per costruire la permanenza nella massima serie, così come fanno tutte le squadre in lotta. In trasferta daremo sempre il massimo, ma saranno molto importanti gli scontri diretti».

Segnare una doppietta, per giunta in trasferta, e uscire dal terreno di gioco severamente sconfitti. Sono stati d’animo contrastanti per Simone Tiribocchi, bomber ritrovato del Lecce, dopo la disfatta della sua squadra a Palermo. Sette reti al suo attivo nella stagione, capocannoniere della squadra, autore ieri in terra siciliana di due segnature di pregevole fattura, ma è questa l’unica nota positiva di una domenica bestiale per il Lecce e per i suoi tifosi.

Nonostante Tiribocchi, i giallorossi sono sempre più nei bassifondi della classifica. «È la seconda volta che segno una doppietta in questa stagione», commenta amaro l’attaccante che aggiunge: «Puntualmente lascio il terreno con una cocente sconfitta, così come era accaduto a Marassi contro la Sampdoria».

Nemmeno il cambio di allenatore, insomma, è servito niente: via Beretta, dentro De Canio in settimana ma il risultato è a dir poco sconfortante. Ma per arrendersi è ancora presto, fa intendere Tiribocchi. Autentico trascinatore giallorosso nella scorsa stagione, autore di reti pesantissime che spinsero i giallorossi verso la massima serie, è ora a lui, al Tir di Fiumicino, figlio di un barista del Senato che i tifosi affidano le residue speranze. «In settimana – dice – abbiamo lavorato bene, anche se è indubbio che c'è qualcosa che non quadra. Se vogliamo vedere la luce dobbiamo conquistare punti, cercando soluzioni più che mai efficaci: le partite diminuiscono ed è necessario far presto».

Occorre fare presto, dunque, occorre fare punti a cominciare dalla prossima gara spareggio contro l’Atalanta. «Arrivati a questo punto della stagione – dice Tiribocchi – non possiamo più difenderci. Dobbiamo attaccare per concretizzare quanto più possibile: anche se potremo andare incontro a qualche rischio». E il rischio è davvero grosso, se si pensa che tre delle cinque segnature subite a Palermo sono state prese in contropiede. Ma questa è materia sulla quale De Canio avrà avuto modo di cominciare a riflettere.

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