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De Canio ai giocatori: «No alla paura di sbagliare»

Domenica a Palermo il Lecce vivrà l’ennesima tappa fondamentale della stagione di serie A. Così il tecnico, chiamato di corsa al capezzale della squadra, è costretto in pochi giorni a trovare la cura più idonea. Provato di nuovo il 3-5-2, ma soprattutto il 3-4-3
De Canio ai giocatori: «No alla paura di sbagliare»
Il tecnico De Canio e il presidente SemeraroCALIMERA - Non c’è tempo per diagnosi approfondite. Domenica a Palermo i giallorossi vivranno l’ennesima tappa fondamentale della stagione. Così il «medico» De Canio, chiamato di corsa al capezzale del Lecce, è costretto in pochi giorni a trovare la cura più idonea per l’«ammalato». C’è bisogno di una terapia d’urto, che il nuovo tecnico ha iniziato a prescrivere. Dopo l’allenamento di questa mattina allo stadio, il Lecce andrà in ritiro, anticipando la partenza per la Sicilia, dove si allenerà domani e sabato. Tre giorni insieme lontano da tutto, per fare gruppo, per guardarsi in faccia e ritrovarsi. Ma Gigi De Canio deve anche trovare i rimedi per quando la squadra sarà in campo. Bisogna che le dia in fretta un’identità tattica.

E ieri pomeriggio a Calimera si è intravisto qualche segnale del «nuovo corso», anche se è ancora presto per tirare le conclusioni. L’allenatore di Matera ha provato di nuovo il 3-5-2, ma ha insistito soprattutto - ed è questa la novità - sul 3-4-3. Sempre assente Giacomazzi, alle prese con il riacutizzarsi di una fastidiosa forma influenzale, e con Esposito che si è ancora allenato a parte, De Canio ha schierato tutti gli uomini a disposizione dividendoli in due gruppi e alternandoli nei vari ruoli. Nella difesa a tre ha alternato Polenghi e Schiavi a destra, con Fabiano centrale e Stendardo a sinistra. A centrocampo la linea a quattro è stata composta da Angelo o Basta laterali destri; Zanchetta o Munari interni di destra; Edinho, Ardito o Vives interni di sinistra; Antunes o Giuliatto laterali mancini
(Ariatti a Palermo sconterà il secondo dei tre turni di squalifica). In attacco, a destra sono stati impiegati Konan o Caserta; al centro Castillo o Papadopoulos; a sinistra Tiribocchi o Papa Waigo (tornato ad allenarsi regolarmente).

Prima dell’allenamento pomeridiano, programmato in un primo momento allo stadio e poi spostato causa pioggia sul sintetico di Calimera, il nuovo tecnico ha tenuto a rapporto la squadra per circa tre quarti d’ora nella saletta del «Colaci». Una volta in campo, De Canio, come nel primo giorno della sua nuova avventura, ha spesso spronato i giocatori con direttive impartite a voce alta. Davanti alla quarantina di tifosi sulla tribunetta, ha insistito sulla verticalizzazione immediata del gioco e sul possesso palla, una delle lacune della gestione Beretta (che però ha sempre specificato di puntare di più su altre caratteristiche). De Canio ha chiesto alla squadra di avere sempre un atteggiamento aggressivo e una mentalità offensiva. Ha incitato i difensori a giocare la palla. «Coraggio, non abbiate paura di sbagliare», ha detto a Stendardo e compagni. Assaggi di una «cura» che non può essere miracolosa, ma che deve comunque dispiegare al più presto gli eventuali effetti benefici.

Marco Seclì

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