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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 22:20

Martina Franca festeggia dopo le tribolazioni

Il nono successo della Stamplast in A1 maschile di pallavolo è coinciso con la sconfitta del Forlì (sei vittorie), scivolato a 6 punti quando mancano due partite alla fine. Il gap incolmabile del numero di vittorie è il primo metro di giudizio tra squadre in parità di classifica
Martina Franca festeggia dopo le tribolazioni
La Stamplast Martina FrancaMARTINA FRANCA - Serie A1 blindata per la Stamplast, dopo la vittoria nitida contro il Piacenza, che non ha saputo opporsi alla maggiore determinazione dei martinesi, decisi a tornare al successo dopo tre sconfitte di fila per porre fine ai sofismi. «Non ho mai temuto che dovessimo lottare per la permanenza - dice sorridendo Gianni D'Onghia, il coach tarantino che ha dovuto raccogliere l'eredità lasciata da Radames Lattari all'incomprensibile interregno di Bonitta - abbiamo un gruppo valido per la categoria, che ha saputo ritrovare la giusta serenità in questa partita che poteva complicarci la vita».

L'esperienza di Cernic, Coscione, Mastrangelo e Corsini ha saputo dare la tranquillità necessaria al giovane libero Ricciardello (malgrado abbia perso il duello a distanza con l'ex Durante che ha saputo tenere a galla gli spuntati emiliani in due set su tre) e soprattutto a Valdir, che non ha lasciato tutto il peso della partita sull'iberico Rodriguez, attesissimo nel duello con il temuto Marshall. «Avevo già visto a Modena che non avremmo rischiato di dover fare i conti con Forlì - aggiunge - perché non ci fermavamo più a guardare e spiegarci ogni errore. Su ogni punto abbiamo sempre saputo guardare avanti, senza esaltarci quando era positivo e senza deprimerci quando era negativo. È questa la pallavolo, siamo stati concentrati ed abbiamo saputo cogliere il momento giusto per portarci a casa una vittoria che ci soddisfa».

Primo set, sempre punto a punto, con il Piacenza avanti per quattro quinti, poi una serie di Valdir (4-0), che ha costretto Lorenzetti a due inutili timeout, ma non ha impedito a Cernic di dare il set-ball sulla battuta di Coscione, chiusa da invasione di Meoni. È stato quello il momento decisivo? «In parte sì. Ma la vittoria l'abbiamo costruita punto dopo punto, trovando i tempi giusti sui muri (emblematico il 5-0 nel secondo set) e costringendo i nostri avversari ad un maggior numero di errori, che alla fine sono stati veramente decisivi, considerata una certa equivalenza nei punti in attacco.

Sono contento per questo traguardo, che tutti potremo festeggiare in famiglia, prendendoci un giorno in più di riposo, prima di affrontare Cuneo e Trento, senza alcun patema di sorta, in questo finale». Il nono successo della Stamplast, che per la prima volta ha vinto in 3 soli set, è infatti coinciso con la sconfitta del Forlì (6 vittorie), scivolato a 6 punti e quando mancano 2 sole partite può fare la corsa solo sul Pineto, visto il gap incolmabile del numero di vittorie del Martina, che è il primo metro di giudizio tra squadre finite in parità di classifica. «Ora la salvezza è matematica e può far tirare un sospiro di sollievo a coloro che avevano ancora qualche dubbio su questa squadra, capace finalmente di trovare la pazienza di superare la propria emotività. In fondo, era quanto mi avevano chiesto e credo di aver assolto il mio compito senza mai lasciarci prendere dalle negatività». Stavolta, D'Onghia può ritenersi soddisfatto per il primo successo secco e per essere riuscito ad inculcare quella che si può definire la «teoria dell'errore dimenticato».

Pasquale D'Arcangelo

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