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Giacomazzi: «Dobbiamo essere determinati»

Il centrocampista del Lecce parla della gara di serie A contro la Reggina di domenica (ore 16): «Torniamo a essere squadra, senza abbatterci mai. Dobbiamo ritrovare le qualità che possono farci uscire da questa situazione». I salentini sono penultimi in classifica
Giacomazzi: «Dobbiamo essere determinati»
Giacomazzi (Lecce) dopo il gol al CagliariCALIMERA - Primo comandamento: ricordarsi di essere una squadra di calcio e che si tratta pur sempre di giocare a pallone. Guillermo Giacomazzi indica al Lecce il modo per ritrovare la retta via, smarrita da troppo tempo perché, è convinto il centrocampista uruguaiano, in campo i giallorossi contano più sui nervi che sui piedi e la testa. Un richiamo ai «fondamentali» del calcio che potrebbe suonare tardivo e retorico alla vigilia della gara più delicata del campionato. Invece l’invito di «Giaco» è più che mai concreto, perché il presupposto per fare risultato resta pur sempre il gioco.

Del resto, di momenti critici come quello attuale ne ha già vissuti diversi nella sua carriera, sia in maglia giallorossa che a Empoli. E sa bene ciò che può condannare un gruppo allla retrocessione. Ecco perché le sue «ricette» sono preziose. «Dobbiamo tornare a essere squadra - sottolinea - a fare la partita per come l’abbiamo preparata in settimana e non andare nel pallone alla prima difficoltà, al primo episodio negativo, come è spesso successo. Produrre gioco, essere determinati, non abbattersi mai: sono qualità che dobbiamo ritrovare in fretta, le uniche che possono farci uscire da questa situazione».

Giacomazzi resta fiducioso: «Oggi la realtà è che siamo in zona retrocessione, ma sono sicuro che abbiamo i mezzi per risalire la china. Non siamo più scarsi delle squadre che ci precedono, dal Siena in giù». La Reggina, avversario di domani, è l’unica alle spalle del Lecce. Ma non sarà facile batterla. «Per loro - osserva Giacomazzi - sarà una gara fondamentale forse ancora più che per noi. Sono da temere perché si tratta di un gruppo esperto, con gente come Cozza, Corradi, i nazionali paraguaiani, abituata a lottare per la salvezza. Però il Lecce non ha alternative: il pareggio non serve, l’unico risultato utile per noi è la vittoria se vogliamo raggiungere la quota minima di 38 punti. Sarà una partita dura - prevede - in cui non ci regaleranno niente. Dovremo lasciare la tensione nello spogliatoio, giocare con tranquillità e non perdere la testa se non riusciamo a trovare subito il gol».

In effetti, è prevedibile che non sia così semplice per una squadra che non segna da quattro turni. Il centrocampista non nasconde le difficoltà, ma sa che si possono superare: «Bisogna arrivare a chiudere l’azione con più uomini, per avere più soluzioni per cercare la via del gol, non affidando questo compito solo ai due attaccanti e a un centrocampista. Il fatto è che noi siamo bravi nelle ripartenze, molto meno nel possesso palla. Ora però dobbiamo cercare di portare l’azione offensiva con più elementi, altrimenti segnare resterà difficile». «Giaco» non ne fa una questione di moduli. «Quello che conta è l’atte ggiamento in campo - puntualizza - non dobbiamo più sbagliare l’approccio alla partita. La pressione non deve condizionarci, né deve portarci a essere nervosi come contro la Lazio. Vanificheremmo tutto il lavoro che facciano».

È però chiaro che per tornare in corsa per la salvezza occorre anche altro. «Tutti, dai più esperti come me ai più giovani, dobbiamo metterci qualcosa di più, anche per evitare quegli errori individuali che a volte hanno compromesso buone prestazioni». «Giaco» è pronto, a costo di stringere i denti dopo le noie fisiche patite a Cagliari e con la Lazio e l’influenza che lo ha messo fuori gioco a Udine. «Sono a disposizione del mister. In questo momento più che mai c’è bisogno di tutti e io ci sono».

Marco Seclì

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