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Domenica 18 Febbraio 2018 | 12:00

Il giornalista

Pedullà: Bari, la gara
contro il Frosinone
la chiave di apertura»

Pedullà: Bari, la garacontro il Frosinonela chiave di apertura»

DAVIDE LATTANZI

BARI -Dal momento attuale alla posizione di Fabio Grosso, dalle prospettive della squadra alle esigenze della piazza. Alfredo Pedullà analizza la situazione del Bari in ogni dettaglio. Il giornalista originario di Messina (ma cresciuto a Reggio Calabria), tra i massimi esperti del campionato di serie B, ed opinionista di punta di Sportitalia, fa il punto sulle difficoltà che stanno investendo la squadra barese.

«Partiamo dall’evidenza: Fabio Grosso sta vivendo un momento di confusione. Ben inteso: non voglio individuare nel giovane tecnico la matrice di tutti i problemi. Anzi. La sua gestione nel girone d’andata merita un 6,5 abbondante. Tuttavia, la squadra nell’ultimo mese e mezzo ha rallentato il passo e nei match con Empoli e Venezia ha perso come una rosa di tale rango non può permettersi. Più ancora di alcune scelte avventate, hanno colpito alcune sue dichiarazioni inappropriate. Al San Nicola possono imporsi 4-0 dominando la Juventus o il Napoli, altre squadre no. Se lui dice che l’Empoli ha vinto così perché è superiore al Bari, a tutti gli effetti sta svalutando la sua creatura. La comunicazione oggi è fondamentale almeno quanto la tattica. E ho l’impressione che in tale particolare Grosso debba crescere molto».

Come potrebbe rivelarsi più incisivo il trainer dei galletti?
«Deve capire che lavora in una grande piazza, reduce peraltro da mille delusioni. A volte bisogna prendere la gente per mano, essere esaurienti e credibili nelle spiegazioni. E se si attraversa una fase di difficoltà, meglio non presentarsi proprio in sala stampa, mandando avanti il direttore sportivo o lo stesso presidente».

A questo proposito, pensa che in un frangente così delicato il patron Cosmo Antonio Giancaspro debba farsi sentire?
«Un suo intervento sarebbe doveroso per riportare serenità, dare prospettive o chiarire eventuali polemiche. Ho letto di alcune vicissitudini personali: se non è sceso in pista, avrà avuto i suoi motivi».

Ritiene che si debba passare da un cambio di allenatore per risollevarsi?
«La partita con il Frosinone è la chiave che apre tutte le porte. Il Bari riceverà la capolista, nonché la compagine più forte del campionato. Occorre una grande reazione, una prova di orgoglio e di qualità, intrisa della voglia di acciuffare il risultato. Perché è bene chiarire che i pugliesi hanno tutte le armi per battere i pur quotati avversari».

Come valuta il mercato invernale del Bari?
«Le lacune principali erano in difesa ed è arrivato un giocatore di spessore come Oikonomou. Le operazioni su Henderson, Balkovec e Andrada possono rivelarsi di prospettiva. È rimasto Anderson e l’attacco ha fin troppe alternative. È vero: un centrocampista come Memushaj sarebbe stato un valore aggiunto, ma il contesto non può cambiare per un colpo mancato».

A suo avviso a che cosa devono puntare i galletti?
«Fino a due settimane fa, avrei detto che l’obiettivo doveva essere la lotta fino all’ultimo per la promozione diretta. Ora è realisticamente complicato recuperare un ampio svantaggio da Frosinone, Empoli e Palermo. E allora bisogna puntare al piazzamento più alto possibile ai playoff per poi giocarsi il tutto per tutto agli spareggi promozione».

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