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Il Cras riscrive la storia della pallacanestro ionica

Taranto perde in Spagna contro il Leon (63-60) nella gara di ritorno dei quarti dell'Europe Cup di basket, ma il vantaggio dell'andata consente di andare in semifinale. Tra il 12 (andata al PalaMazzola) ed il 19 marzo sfida per la finale contro la Dynamo Mosca
Il Cras riscrive la storia della pallacanestro ionica
Cras TarantoLEON-CRAS 63-60

CB FEVE SAN JOSE LEON: Perez Caparros 3, Murphy 30, Sanchez Aguilera 6, Butler 9, Pascua 7; Thorburn 3, Lima 1, Pina 2, Arguello, Segui 2. All. Estrada.
CRAS BASKET TARANTO: Zimerle 2, Greco 6, Sauret-Gillespie 6, Godin 2, Batkovic 17; Siccardi 8, Sanchez 3, Mahoney ne, Prado ne, David 16. All. Ricchini.
ARBITRI: Gologanov (Bulgaria) e Jovovic (Croazia)
PARZIALI: 20-15, 30-30, 49-48, 63-60.

TARANTO - «In questa stagione ci possiamo permettere anche di perdere...». Il commento di Angelo Basile è eloquente. Il suo Cras ha perso il ritorno dei quarti di Europe Cup a Leòn di appena tre punti, ma sfruttando il +23 dell'andata taglia un risultato storico, volando dove non è mai arrivato, ovvero nella semifinale della seconda competizione continentale per club, sfatando un tabù che durava da due edizioni. «Sono orgoglioso di portare Taranto a questo risultato storico» dice il presidente rossoblù. F

a emozionare il solo pensiero che tra il 12 (andata al PalaMazzola) ed il 19 marzo (fuori casa in Russia), Taranto si giocherà l'accesso alla finale della Coppa contro la Dynamo Mosca. Un duello mai verificatosi nella storia dello sport tarantino. Il Cras costituisce un precedente affascinante. L'altra semifinale è tra la russa Dynamo Kursk e la turca Galatasaray.

LA PARTITA - Ricchini parte con una novità forzata. Nello “starting five”, assieme a Zimerle (play), Greco (guardia), Batkovic e Godin (pivot) non c'è il cecchino Mahoney che lamenta noie al ginocchio (e resta precauzionalmente in panchina), bensì l'ala Sauret-Gillespie a caccia della forma migliore. Estrada non fa rivoluzioni, punta sul “cuore” della sua squadra, che batte da subito: 8-4, 9-6 al 5'. Il Cras annusa il pericolo ed inizia a macchinare il suo basket. Non è un match facile, le spagnole lo affrontano col piede sull'acceleratore per credere nel miracolo. Il Cras ha sangue freddo con Batkovic e passa 10-9. Qui si destano le americane del Leon. Murphy e Butler (entrata in corso d'opera) costruiscono l'11-3 che frutta il 20-13 delle spagnole al 9'. Taranto accorcia con David alla fine del primo periodo: -5.

Secondo periodo pazzerello. Non si segna molto, regnano gli errori. La squadra di casa però ha un'impennata grazie alle spagnole Perez e Sanchez Aguilera, Taranto va sotto 30-23 al 18'. Ricchini ordina timeout e ordina un quintetto inedito: Greco, Siccardi, Sanchez, Godin, Batkovic. Effetti prodigiosi dell'intuizione della panchina, perché in 90 secondi, dopo la campana suonata da lontano da Batkovic, il Cras, sfruttando anche la temporanea assenza di Murphy e Thorburn, cala sul tappeto un 7-0 che serve ad andare negli spogliatoi col rassicurante 30 pari.

Terzo periodo nel sostanziale equilibrio. Leòn rimette in campo le americane. La più produttiva è la solita Murphy, che ispira il 43-38 del 25'. Qui Taranto ha un'impennata, ricucendo i fili della difesa e mordendo in attacco soprattutto con le lunghe. Non solo Batkovic, ma anche David. Assieme australiana e brasiliana (trova anche una tripla) “costruiscono” il controbreak di 10-3 in 3' in cui il Cras sembra volare e firma il +2 al 29'. Chiude di un soffio avanti al 30' la squadra di casa.

Taranto si butta a capofitto nel match nell'ultimo periodo. Nonostante la qualificazione alla semifinale sia virtualmente cosa fatta, Ricchini continua a pretendere un basket ficcante. Lo ascolta Siccardi, protagonista in Spagna, che suona la carica da lontano. Seguono la scia Batkovic e Zimerle, che fruttano prima il pari (34-34) e poi il +2 al 36'. Si gioca a corrente alternata con gli arbitri un pochino incerti Canestri da una parte e dall'altra. Leòn ripassa avanti sempre con le statunitensi (59-57), ma il Cras, che si regge ancora coi punti di David, pareggia ancora (59-59). Ma c'è sempre la mano pesante di Murphy, che fa cambiare spesso il vento del risultato. L'americana spinge Leon al successo finale, ma esulta Taranto, perché taglia un traguardo storico.

RICCHINI: SUL TETTO D'EUROPA - Finisce il match di Leòn. Nonostante il -3 è il Cras che esulta a centrocampo. Nel capannello delle rossoblù c'è il coach Roberto Ricchini, che a caldo mostra la sua soddisfazione: «La qualificazione non è mai stata in discussione, perché la squadra mentalmente c'è sempre stata. Peccato non firmare l'undicesimo risultato positivo in questa manifestazione, ma va bene così. Era Taranto che meritava il salto in semifinale».

Mahoney non è un alibi alla sconfitta, bensì «un dato che ci fa capire quanto il Cras sia squadra – dice l'allenatore jonico – perché nonostante la sua assenza precauzionale, il resto del gruppo ha girato con agonismo e talento. Abbiamo lottato sino alla fine, rischiando anche di vincere. Qualche fischio dubbio finale ci ha leggermente condizionato. Ma va benissimo così». Ricchini cosa pensa della Dynamo Mosca? «Squadra tosta, ma se il Cras è tra le prime 4 della Europe Cup vuol dire che può giocarsela sino in fondo».

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