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Kutuzov: «Cerco la mia prima vittoria»

Secondo posto in B e un rendimento offensivo non da primi della classe. Contraddizioni del calcio? Il bielorusso parla di sé: «L’intesa è a buon punto, è da tre settimane che mi alleno con i nuovi compagni. Ho capito i movimenti, ma ho bisogno di un po’ di tempo»
Kutuzov: «Cerco la mia prima vittoria»
Bari-Ascoli 2-2BARI - Secondo posto in classifica e un rendimento offensivo non proprio da primi della classe. Contraddizioni del calcio? Difficile che nel calcio le contraddizioni esistano, prima o poi i valori emergono come la cima di un sommergibile. È, invece, un Bari che si ritrova a fare i conti con una certa «parsimonia » nel far gol. E la cosa, a ben pensare, è davvero strana, visto che la squadra biancorossa è al di fuori di ogni ragionevole dubbio, quella che in B offre il calcio più offensivo. Un dettaglio che in fin dei conti non fa altro che ampliare l’amarezza.

Aspettando il ritorno di Barreto, la buona notizia arriva dai progressi di Vitalii Kutuzov, perché non sarebbe generoso riporre tutto il peso sulle spalle di Ciccio Caputo, che la sua parte, e otto gol importanti, ha già fatto. Ci sarebbe pure Volpato, resta da vedere quando l’ex empolese deciderà di darsi una scossa. Il bielorusso, rinforzo del mercato di gennaio, ha dato segnali incoraggianti sabato scorso contro l’Ascoli, pur denunciando i limiti di una condizione da definire.

Non è una prima punta, mai lo è stato e difficilmente lo diventerà considerando le caratteristiche di fondo. Ma possiede doti tecniche e fisiche che potrebbero poi garantire quella razione di gol di cui il Bari ha bisogno. «Poteva andare meglio contro l’Ascoli - racconta l’attaccante bielorusso di Pinsk, ventinove anni - anche se non è andata malissimo. Sono riuscito a fare alcune cose, altre no. Qualcosa l’ho fatta vedere, insomma. Spero di farne in quantità maggiore».

Conte dice che non ha ancora visto il Kutuzov che conosce. Come stanno le cose? «Non so se ha ragione, cosa ha visto di me, cosa sa di me. Difficile commentare, spero di accontentarlo piano piano». Già completamente inserito nei nuovi meccanismi? «L’intesa è a buon punto, è da tre settimane che mi alleno con i nuovi compagni. Ho capito i movimenti, ma per memorizzare tutto ho bisogno ancora di un po’ di tempo». Il Bari sembra vittima di un incantesimo. Senza Barreto non si vince. «Speriamo torni presto allora presto, almeno in panchina, così vinciamo. A parte gli scherzi, stiamo cercando di vincere in qualsiasi modo».

Quattro pareggi di fila. Cos’è, una fren at a ? «No. Da noi si dice meglio un passo indietro e poi due davanti... Ci sta, abbiamo affrontato squadre importanti, anche le nostre avversarie ci hanno rimesso. Pari che però hanno detto di un Bari tosto, che sa reagire». Bari aspetta il suo primo gol. «A me sinceramente basterebbe vincere. Con un gol mio, o di un altro compagno, non importa». Secondo lei perché il Bari è tanto in alto e segna poco? «No so, sono appena arrivato, sto valutando anche io. Sicuramente possiamo migliorare ».

Cominciando da Mantova, magari... «Il Mantova mi ricorda quegli animali che provano dolori al fianco, vista la posizione di classifica. Sono pericolosi, ti possono punire senza che te lo aspetti. Formazione tosta, deve riprendersi in qualsiasi modo. Mi aspetto una partita durissima». Mantova prima e Sassuolo poi, sempre in trasferta: siamo vicini al punto di svolta? «Ogni partita è cruciale, da giocare come ultima battaglia. Ma non dimentichiamo che siamo in vetta, con Parma e Livorno, e c’è da giocare metà campionato. Questo Bari può giocarsela con tutti, abbiamo il nostro modo di affrontare le partite, indipendentemente dall’avversario. La nostra mentalità non cambia se davanti c’è la prima o l’ultima in classifica».

Fabrizio Nitti

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