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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:14

Brindisi, l'importanza di Gkioulekas

Con il greco in campo ci sono i giusti equilibri. Dopo l'infortunio di Cremona nella gara di Legadue di basket, guarda caso sono arrivate la sconfitte con la Vanoli Soresina e con Sassari. La verità di fondo è che l'Enel ha avuto dalla panchina appena cinque punti
Brindisi, l'importanza di Gkioulekas
Brindisi-Casale 67-65BRINDISI - Se parlassero, l’amministratore delegato e il coach dell’Enel Basket Brindisi, scaricherebbero la loro rabbia per la gara che, se vinta, avrebbe proiettato Brindisi dritto dritto nel playoff. Diplomaticamente, tacciono. Ma, come tutti coloro che hanno a cuore le sorti della pallacanestro brindisina, non sono affatto contenti per il modo con il quale è stato consentito al Banco di Sardegna di passare sul parquet del palaElio. Forse entrambi stanno ancora maledendo l’attimo in cui Sotirios Gkioulekas ha poggiato malamente il piede sul campo di Cremona. Perché quell’infortunio, potenzialmente, potrebbe aver significato la sconfitta con la Vanoli Soresina e, poi, quella con Sassari. Perché è indiscutibile che con Gkioulekas in campo il Brindisi era riuscito a trovare i giusti equilibri.

Coach Giovanni Perdichizzi, «costretto » a schierare Raymond Tutt ha dovuto annotare, suo malgrado, una regressione dei giochi. Poggiati inevitabilmente sui due americani che, alla fine, anche loro, nonostante l’estro - sità di Marcus Hatten e la forza di Marco Killingsworth sono diventati fin troppo prevedibili ed anche il Sassari, squadra appena appena sufficiente, nonostante i 24 punti che ha in classifica, è riuscita nell’intento di ingabbiare Brindisi e ad avere partita vinta.

La verità di fondo, in ogni caso, è che Brindisi ha avuto dalla panchina appena cinque punti. Via! Non è affatto possibile che da chi è stato osannato (e continua ad esserlo) non si debba avere un rendimento migliore. Sarebbe opportuno parlare di meno e lavorare di più. Ad ogni modo, è anche vero che contro gli isolani Brindisi si è affidata alle inventive di Hatten e Killingsworth.

Questo vuol dire che l’Enel Basket non ha più giocato di squadra e che lo stesso Tony Binettiè riuscito a dare poco alla squadra. In difesa, poi, si è fatto affidamento su Michele Cardinali. Al pesarese, anche se attraversa un buon periodo di forma, non si può affatto chiedere di recitare la parte del boia e dell’impiccato. Anche lui può andare in tilt. Perché fargli ricadere sulle spalle tutto il carico poi lo porta a perdersi. In definitiva, l’Enel Basket ha compiuto un netto passo indietro. È tornata a giocare come faceva prima dell’avvento di Gkioulekas. Solo che questa volta il rimedio perché tutto possa tornare ad essere come due settimane fa c’è.

Franco De Simone

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