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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:26

Mastrangelo: «Martina Franca ritrovi l'umiltà»

Il centrale della Stamplast parla a quattro giornate dalla fine del campionato di A1 maschile: «È il momento in cui tutti noi giocatori ci rivestiamo d’umiltà e lottiamo. Retrocedere in A2 sarebbe un grave danno sia per l’immagine del club che dei singoli atleti»
Mastrangelo: «Martina Franca ritrovi l'umiltà»
Il tarantino Luigi MastrangeloMARTINA - «È il momento in cui tutti noi giocatori ci rivestiamo d’umiltà e lottiamo per il bene della Stamplast. Retrocedere in A2, vedendo la squadra scivolare come sabbia tra le mani, sarebbe un grave danno sia per l’immagine del club che dei singoli atleti». Gigi Mastrangelo ama dire la verità. Spiattellarla senza camuffarsi. Come quando realizza i primi tempi o i muri che lo hanno fatto diventare un simbolo della pallavolo mondiale.

Eppure le sue armi non hanno permesso ancora alla Stamplast di tirarsi fuori dall’ingorgo della zona retrocessione. I due ganci subìti dalla concorrenti Vibo e Padova (doppio 0-3) consegnano una squadra depressa e nervosa. Mastrangelo conferma ed illumina il presente: «Molti dicono che sono un rompiscatole – esordisce il centrale di Mottola – ma l’aspetto che più mi infastidisce è che, dopo l’iniziale fiducia data al nostro allenatore, ora alcuni elementi della squadra (specie i più giovani) hanno smesso di ascoltarlo. Al gruppo, che inizialmente dava una mano ad un allenatore nuovo per l’A1, stanno venendo meno certi stimoli tecnici. E partite con squadre di basso livello, come Vibo e Padova, si sono rilevate un disastro. Al contrario, in precedenza, siamo stati capaci di battere corazzate come Trento e Macerata, esprimendo una grande pallavolo con Treviso, che ci ha battuto perché ha giocato ai suoi livelli».

Il sex symbol dello sport italiano del 2007, il due volte medagliato olimpico (un argento e un bronzo), il tre volte oro europeo, giunto a quota 1111 muri in serie A1, con le sue parole consegna una Stamplast al limite del paradosso. L’inquietudine dei biancazzurri si legge nella classifica, a 4 turni dalla fine, con 12 punti disponibili: quartultimo posto ad una distanza relativa dalla pericolante Forlì, «che sono sicuro domenica prossima batterà Padova. Dunque è bene che ognuno di noi si rimetta in discussione per il bene della squadra. Io sono fiducioso. Una manciata di punti tra i match con Modena, Piacenza, Cuneo e Trento, potremo conquistarla col fine di ottenere la salvezza».

Quando Mastrangelo, il 31 ottobre scorso decise di ripartire dalla Prisma dopo l’esperienza con Roma finita male (giocatore fuori rosa in A2 sino alla rescissione consensuale col club che non voleva rivedere il suo oneroso contratto), lo fece soprattutto per «l’insistenza con la quale il club di Bongiovanni mi ha cercato da giugno scorso. E poi perché io amo la mia terra. Ricominciare da qui aveva un senso importante». Ma il senso di appartenenza ad un squadra vicinissima alla sua Mottola, il centrale-muratore lo nutre maggiormente oggi che lo spettro dell’A2 è vicino. «L’importante è che i giocatori che sono in difetto – dice l’atleta di 33 anni – si rimettano in discussione. Ne va di mezzo una stagione intera. Io che aspetto la chiamata in Nazionale ed un compagno come Cernic che attraverso uno strepitoso campionato si sta guadagnando la convocazione del cittì Anastasi, non possiamo permetterci la retrocessione».

Come può la Stamplast ritrovare un volley utile a tirarsi fuori da una situazione imbarazzante? «Chi sbaglia deve ammettere le proprie colpe e ripartire dall’errore in palestra». La stessa filosofia annunciata da D’Onghia nel giorno del suo insediamento alla Stamplast. Ma da allora, dal primo match con l’ex maestro Di Pinto (1-3 con Perugia il 28 dicembre), il tecnico tarantino ha attuato un bilancio in rosso, caratterizzato da 2 ko in 9 partite. Leggermente meglio aveva fatto il primo tecnico della stagione Lattari, con 3 vittorie in 9 match. Segno che in u n’A1 di volley fisica e geometrica, gli allenatori non possono fare miracoli? «Il tecnico fa la sua parte, ma non quella determinante per un successo. In campo, alla fine ci vanno i giocatori». Secondo Mastrangelo, il rebus-salvezza è in mano a lui e ai suoi compagni. Nuovo esame a Modena, in casa di una delle ex squadre del centrale. Uno stimolo in più in un periodo di magra può far bene alla Prisma. 

Alessandro Salvatore

 

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