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Il Lecce nei guai. La Lazio accentua la crisi

Tre pali colpiti giustificano l’amarezza di una gara in cui non si può dire che ci sia stata fortuna. Ma non bastano a mascherare una incapacità di concretizzare situazioni favorevoli in profondità che si sta pericolosamente cronicizzando in questo scorcio di A
Il Lecce nei guai. La Lazio accentua la crisi
Lecce-LazioLECCE - Tre pali colpiti giustificano l’amarezza di una gara in cui non si può dire che il Lecce sia stato favorito dalla fortuna. Ma non bastano a mascherare una incapacità di concretizzare situazioni favorevoli in profondità che si sta pericolosamente cronicizzando. Se a questo si aggiunge una totale idiosincrasia a tirare da lontano (eppure è una dote che non manca nel bagaglio tecnico della squadra), si capisce perchè il Lecce non avrebbe segnato contro la Lazio neanche se si fosse giocato per un’altra ora. Questa la sintesi delle lacune espresse nella partita contro la Lazio che ha fatto scivolare il Lecce in zona retrocessione per la seconda volta in questo campionato (la prima fu subito dopo la partita di Napoli a dicembre).

Insomma, è mancato il vero passaggio smarcante, l’assist di qualità, la rapidità degli scambi che poteva mettere un uomo nelle condizioni di segnare, visto che non ci si è voluti affidare a soluzioni alternative, come detto prima, i tiri da lontano. Qui la causa della sconfitta al di là delle due reti subìte che, contro una Lazio rapida e manovriera, possono anche starci. Tanto più che la prima non sarebbe mai avvenuta se non ci fosse stata una sfortunatissima deviazione di Stendardo che ha mandato alle spalle di Benussi un pallone destinato a finire ampiamente fuori dai pali.

La sfortuna non è mancata anche questa volta, anzi è stata «pura», nel senso che gli episodi che hanno determinato il risultato non sono riconducibili a peccati di inesperienza da parte del Lecce. E, come suol dirsi, è anche piovuto sul bagnato, visto che nel finale il Lecce è rimasto anche in dieci perchè Cacia colpito duro al piede non è riuscito a rimanere in campo e Beretta aveva esaurito le sostituzioni. Per l’attaccante fortunatamente solo una forte contusione.

La partita che si è messa subito in salita con la sfortunata autorete dopo appena dieci minuti ha anche complicato i piani di Beretta che puntava di controllare la Lazio e cercare di sfruttare qualche ripartenza favorevole alla ricerca di qualche varco. Così non è stato: il Lecce ha dovuto produrre gioco e lì ha trovato serie difficoltà, sia per i propri limiti che per l’ab i l i t à degli interditori della squadra di Delio Rossi, capaci di chiudere gli spazi e «accendere» il tridente offensivo con tagli rapidi e precisi. Qui ha fatto la differenza la capacità di palleggio della Lazio che ha trovato nell’ex Cristian Ledesma un faro illuminante, oltre che un baluardo in grado di dare sicurezza al reparto arretrato. Così il Lecce ha faticato più del dovuto. Il resto lo hanno fatto quei «centimetri » avversi che hanno mandato sui pali palloni destinati ad andare dentro.

Dopo cinque minuti dalla ripresa del gioco la Lazio ha poi messo in cassaforte il risultato con un’azione personale di Kolarov e botta ad effetto sul palo interno e in rete. Il Lecce ha il merito di non arrendersi e premere fino alla fine, ma con rare occasioni da rete.

MASSIMO BARBANO

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