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Martina Franca perde anche a Padova

La Stamplast lascia tre punti anche al fanalino di coda della serie A1 maschile di pallavolo. Nella nona giornata di ritorno cede a Padova 3-0, peraltro senza troppe attenuanti (25-18, 25-23, 28-26). Gioia vince il derby di A2 col Castellana. Tra le donne, ko per Florens e Tena
Martina Franca perde anche a Padova
La Stamplast Martina FrancaA1 MASCHILE

PADOVA-MARTINA 3-0
  
PADOVA - È il secondo crollo consecutivo nella seconda sfida salvezza di fila. La Stamplast Martina Franca sembra voler fare di tutto per mettere a rischio la permanenza in serie A1. Dopo il ko interno contro Vibo Valentia, è arrivato ieri un secco 3-0 in casa dell’Antonveneta Padova che nel girone di ritorno non aveva mai vinto e che proprio ieri mattina aveva rescisso il contratto con lo schiacciatore cubano Gato.

A rendere meno pesante la trasferta veneta, c'è la contemporanea sconfitta interna di Forlì contro Macerata, così che la penultima posizione dista sempre 5 lunghezze a quattro turni dalla fine. Eppure la gara contro il fanalino di coda era da vincere. Ma la Stamplast inizia tutt'altro che bene. Già dopo i primi punti, Padova inizia ad allungare andando sul 6-3 e doppiando gli avversari sull'8-4. Martina prova a reagire, ma la squadra di Bagnoli con Kromme Perazzolo non sbaglia un colpo e raddoppia nuovamente sul 12-6. Il parziale è nelle mani della squadra di casa che va sul 16-9 del secondo time-out tecnico e di lì in poi mantiene i 7 punti di margine sino alla fine del set.

Le cose sembrano mutare al cambio di campo, con il break iniziale di 3-1 per gli ospiti con protagonista Valdir. Ma Padova pareggia 5-5 per poi andare sull'8-7 della prima sospensione.E qui accade il passaggio a vuoto della Stamplast che compromette l’intera frazione. Complice una serie di battute vincenti di Raymaekers, l’Antonvene - ta piazza un break di 7-0 che porta il punteggio sul 13-7 che diventa 16-10. La Stamplast però reagisce e si avvicina sul 22-20 grazie ad u n’ottima gestione dei palloni da parte di Coscione. Ma Padova non cede ed è 2-0.
Il terzo set ha lo stesso copione dei primi due salvo per un finale da batticuore. Padova, puntando sull'mvp della partita Kromm, scatta sull'8-6 e di qui inizia a costruire ancora una volta il margine che diventa di 4 punti sul 16-12. Dall’altra parte sono sopratutto Cernic e Mastrangelo a tentare di recuperare una partita che pare ormai compromessa. Sul 24-20 Padova è pronta per la prima festa del 2009 e invece la Stamplast, seppur tardivamente, reagisce annullando i quattro match ball e pareggiando 24-24 con Cernic. Si va ai vantaggi ma senza che i pugliesi riescano a conquistare palle set. Così è un muro di De Togni a siglare il punto finale. Nel prossimo turno, il quart'ultimo, c'è Modena-Martina.  Nel prossimo turno, il quart'ultimo, c'è Modena-Martina. 

A2 MASCHILE

GIOIA DEL COLLE-CASTELLANA 3-1

Il copione della vigilia è stato rispettato: è stato un gran derby. Che ha consegnato al team del presidente Antresini il secondo successo della storia alla Nava, ma soprattutto il quinto posto, consolidando sempre di più la zona playoff. Un derby che si è rivelato elettrizzante sin dai primi momenti, così come aveva anticipato il palleggiatore e capitano della Nava Michele De Giorgi (anche ieri sera è stato un faro inc ontrastato). È subito Gioia, con una marcia in più rispetto alla Materdomini. Incapace di contrastare nel migliore dei modi una prestazione gioiese che metteva immediatamente in risalto una perfezione in ricezione del 50% e un eloquente 57% in attacco.

Credenziali verso le quali poco hanno potuto fare Corvetta e soci, i quali in alcuni momenti delle prime due frazioni sono sembrati in balia del gioco gioiese, scandito a meraviglia dai due attaccanti con la mano pesante dame Diogo e Nuzzo (entrambi hanno totalizzato 23 punti cadauno), supportati a meraviglia da un sempre puntuale Giosa dal centro e dal laterale Manassero. Però, sul 2-0, la Nava non riesce ad essere cinica e continua nel gioco come lo era stato nei primi due set.

Anzi è la Materdomini a farsi largo e lo fa senza alcun timore reverenziale, sfruttando maggiormente il passaggio dalla zona di battuta del palleggiatore Antonio Corvetta, diventato nel terzo e quarto set un’autentica spina nel fianco per la retroguardia gioiese. Momento che la squadra del presidente Miccolis ha sfruttato alla grande, complice il ritorno al bello dell’im - pianto offensivo castellanese, che con Moro, Rosso, Creus e Argilagos iniziavano ad intravedere l’uscita dal tunnel.

Così non è stato, perché qualche errore di troppo della Materdomini ha fatto sì che nel quarto set, dopo aver fallito quattro palle set (sarebbe stato il due pari, quindi il tie-break), sul 30 pari è tornato al servizio il brasiliano Diogo, che particolarmente ispirato in questo fondamentale ha finito per regalare alla sua squadra il punto del vantaggio e l’opportunità a Manassero di firmare il successo finale.
Luigi Mongelli 

A1 FEMMINILE

SANTERAMO-BUSTO ARSIZIO 1-3

S A N T E R A M O - Chiamata a vincere, per compiere un passo importante verso la salvezza, nella sesta di ritorno dell’A1 femminile di pallavolo, la Tena Santeramo ha mancato il bersaglio, dando il via libera ad un Busto Arsizio che pure era sceso in Puglia, a ranghi ridotti (assenti Esko e Ravetta) e timoroso dell’avversa - rio. Una ghiotta occasione per allontanarsi in modo perentorio dalla “zona ro s s a ” (il Vicenza, a sua volta, sconfitto è stato raggiunto dal Chieri, “c o r s a ro ” a Jesi) buttata alle ortiche e da cui comunque si resta distanti di cinque lunghezze.

Il Santeramo non è stato lucido ed ha commesso una serie di ingenuità, talvolta pure penalizzato da qualche decisione arbitrale, ma non è un alibi perché la sconfitta ci sta tutta e non si è evitata per la solita fragilità caratteriale. Insomma, il Santeramo non ha lottato come doveva.

La partita si è aperta nel modo migliore per il “6+1” di Rosario Braia che si è proiettato subito avanti a fare gioco e punti (8-3, 16-8) tanto da raggiungere un vantaggio rassicurante (20-10) e vivere di rendita sino al 25-21. E’ il Busto Arsizio, al contrario, a dominare le prime fasi del parziale successivo (3-8), ma il Santeramo recupera (8-10) e tiene (18-21), dando l’impressione di potersi portare sul due a zero, senza riuscirci per i potenti attacchi bustocchi. Santeramo “spento” nel terzo set. Nel quarto, invece, si riaccende la luce e si fa di tutto per arrivare al tie-break, ma il Busto Arsizio è vigile e non molla più la presa. Adesso si mette male con la doppia trasferta a Pesaro e Conegliano. Ma bisogna stringere i denti e cambiare la mentalità.
Saverio Fragassi 

PESARO-CASTELLANA GROTTE 3-0

PESARO - Pronostico rispettato: la Cgf Recycle Florens nulla può sul campo dell’imbat - tibile capolista Pesaro che sbriga la pratica in poco più di un’ora. Sconfitta comunque onorevole per Castellana che prosegue nel necessario cammino di recupero psico-fisico dopo un inverno caratterizzato da squalifiche e infortuni.

Un po' a sorpresa il tecnico castellanese conferma il «sei più uno» iniziale delle ultime gare schierando Scott (era in dubbio per il recente intervento ad un dito) e preferendo Roani alla brasiliana Elisangela, tornata disponibile dopo i due mesi di squalifica per la positività ad un controllo antidoping dello scorso dicembre. Formazione titolare anche per le padrone di casa che cominciano a martellare (9-4). Capitan Quaranta prova a riportare le sue nel set e l’invasione di Jacqueline fa sperare nella rimonta (9-6). Pesaro però non concede nulla: pipe di Skowronska (13-7), due ace di Ferretti (17-7) e due muri di Furst scavano un solco incolmabile (21-8) e il set si chiude con la “f ast” di Guiggi (25-11).

Castellana più combattiva nel set centrale anche grazie al ritrovato «effetto Elisangela»: suo il punto del 4-6, poi la fast di Scott-Arruda (5-8). Pesaro accorcia con l’ace di Jacqueline (7-9), Elisangela riporta la Florens a +3 (9-12). Le marchigiane sono però di un altro pianeta: all’ace di Costagrande
(12-12) e all’inarrestabile Jacqueline (15-12) si aggiungono gli errori castellanesi (20-15). Soninha prova a tenere le sue nel set (22-19) ma Costagrande e il muro a tre di Pesaro spengono i sogni delle bianco-rosse (25-20) che nel terzo set - con Moncada per Dalia al palleggio - oppongono solo una tenue resistenza alle campionesse in carica (25-14). 

A2 FEMMINILE

SAN VITO-CREMONA 1-3

SAN VITO DEI NORMANNI - Un Cremona concentrato e ben determinato, desideroso di conservare la propria posizione nella classifica di A2 femminile (ma, alla luce degli altri risultati, l’ha anche migliorata, portandosi al settimo posto) punisce il San Vito, battendolo proprio sul campo brindisino per 3-1. I primi due set del match sono stati abbastanza equilibrati e sono stati decisi solo nel rush finale, grazie alla maggiore varietà d’attacchi delle lombarde che hanno avuto in Fanzini e Dumler le principali bocche di fuoco, a tratti davvero imprendibili. 

Il San Vito ha sbagliato un po’ troppo e ciò ha consentito alle ospiti di aggiudicarsi le frazioni iniziali, sia pure ai vantaggi. Particolarmente combattuto il set d’apertura quando i due sestetti hanno tenuto a lungo in bilico il punteggio (da quota 22 in poi è stato un continuo punto a punto). Capitan Vinciarelli e compagne hanno dato l’impressione di poter riaprire l’incon - tro nel terzo set: in quella frazione, infatti, hanno concesso meno errori- punto alle avversarie; dopo l’11 pari, hanno impresso una decisa accelerata ed hanno lasciato di stucco le ospiti (davvero incisiva, in quei frangenti, la battuta della giovanissima Fabiola Facchinetti, autrice di ben tre aces). 

Ma è stata solo un’impressione: al ritorno in campo, il Cremona ha mostrato nuovamente gli artigli ed a nulla è servito il valzer di cambi che coach Cosimo Lo Re ha fatto approfittando dell’anticipato rientro della Prado (pur se non ancora al top) e del nuovo acquisto, l’italo-cubana Aruzima Alvarez, giunta l’altro ieri a dar manforte alla squadra biancazzurra. 
Raffaele Romano

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