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Semeraro: «Il tecnico Beretta non rischia»

Il presidente del Lecce infuriato con la squadra, che ha alzato bandiera bianca con la Lazio. Nonostante i tre pali colpiti dai suoi ragazzi, l'allenatore giallorosso non cerca attenuanti al terzo ko consecutivo: «Hanno giocato meglio di noi»
Semeraro: «Il tecnico Beretta non rischia»
Il tecnico del Lecce Mario BerettaLECCE – Il Lecce alza bandiera bianca con la Lazio ma nonostante i tre pali colpiti dai suoi ragazzi, il tecnico giallorosso Mario Beretta non cerca attenuanti al terzo ko consecutivo: «Al di là degli episodi sfortunati e dei pali non abbiamo fatto una buona prestazione. La Lazio – aggiunge – ha giocato decisamente meglio di noi». Beretta poi guarda avanti: «Mancano 13 partite, sono parecchie ma non dobbiamo commettere gli stessi errori di oggi».

«Non credo che Beretta rischi. Siamo già avanti nel campionato e cambiare cavallo adesso mi sembra un azzardo». Nonostante il 2-0 subito in casa dalla Lazio, il patron del Lecce Giovanni Semeraro esclude la possibilità di dover cambiare la guida tecnica dei salentini. Secondo Semeraro «Beretta deve restare e fare il suo lavoro con serenità».

Duro invece il commento sulla prestazione dei giallorossi: «Abbiamo giocato senza grande impegno e senza voglia di vincere – spiega -, questo mi preoccupa più della classifica». Semeraro si dice dunque «preoccupato dall’involuzione caratteriale» dei suoi. «Cosa suggerisco a Beretta? Non sono un grande intenditore – ammette - ma il 3-5-2 mi pare il modulo più adatto alla nostra squadra».

Infine il patron dei salentini ribadisce tutto il suo rammarico per l’atteggiamento di Tiribocchi e compagni: «Sono deluso, si può anche perdere ma deve esserci la prestazione». Sulla stessa lunghezza d’onda l’attaccante: «Non possiamo cercare alibi – dice – per una gara brutta in cui è mancato davvero tutto».

QUI LAZIO - Questa volta a violare il Via del Mare, che ormai è diventato terreno di conquista per gli avversari, la Lazio di Delio Rossi, che ritrova la vittoria, i tre punti e allontana di colpo gli spettri di una vera e propria crisi d’identità. Accoglie con moderata soddisfazione il successo il tecnico biancoceleste. «Venivamo da un periodo non buono – dice – dove le parole le facevano tutti. Noi siamo chiamati a fare i fatti e a rispondere solo in campo».

A chi gli chiede se ha trovato l’equilibrio giusto della squadra, replica: «Questa è una squadra che ha buone qualità che, purtroppo, estrinseca a tratti». «Le potenzialità esistono – continua – ma dobbiamo ancora fare di più per valorizzarle al meglio. La squadra è giovane e tutto ciò depone bene per il futuro di questi ragazzi»..

Poi un monito ai suoi giocatori: «Non abbiamo concesso molto quest’oggi, ma dobbiamo essere più cinici e meno narcisisti. Una vittoria, quella di Lecce, che potrebbe rappresentare la svolta della stagione. I campionati si decidono a marzo. Solo allora potremo tirare le somme». E sul rinnovo del proprio contratto, è abbastanza esplicito: «Questo è l’ultimo dei problemi».

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