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Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:47

Il Gallipoli di corsa verso la serie B

Nella sesta giornata di ritorno della Prima Divisione, i salentini passano sul campo della Paganese. Pari del Foggia. Sconfitte per Taranto e Potenza. In Seconda Divisione, vincono Andria e Noicattaro. Barletta-Monopoli 1-1. Serie D: Brindisi batte la Nocerina
Il Gallipoli di corsa verso la serie B
PAGANESE-GALLIPOLI 0-2

PAGANI - Così si va in B. Ne è consapevole il Gallipoli che sbanca Pagani e accelera blindando la vetta. Senza nemmeno forzare più di tanto ma con il piglio della squadra autoritaria che sa quando e come ottenere il massimo, la capolista concretizza nel migliore dei modi le uniche due occasioni da rete, spezzando la serie positiva della Paganese forte di quattro risultati utili consecutivi.

Il vantaggio di Di Gennaro a metà del primo tempo e il raddoppio di Russo quasi in dirittura d’arrivo della seconda parte sono la conseguenza di una superiorità che si manifesta nelle giocate dei singoli, rafforzate dalla compattezza di un gruppo che infila il secondo trionfo di seguito, confermandosi al comando della classifica.

Dunque applausi al Gallipoli, che non soffre mai un avversario falcidiato dalle squalifiche di Caracciolo, Chiavaro e Taccola cui il tecnico campano, Capuano, rimedia come può. Il risultato è che l’equilibrio dura finchè il Gallipoli non decide di spezzarlo, affidandosi al modulo ormai collaudato con Ginestra, Di Gennaro e Mounard in avanti. La fase di studio dura una ventina di minuti, giusto il tempo di verificare sui due fronti cosa si può fare, rischiando ilmenopossibile.

La Paganese rompe ogni indugio al 20’ con il diagonale basso di Fanasca bloccato da Rossi. E il Gallipoli risponde dopo cinque minuti operando il sorpasso con il mirabile colpo di testa di De Gennaro, che sfrutta la punizione sulla trequarti destra calciata da Gennaro Esposito, concessa per fallo di Capodaglio sullo stesso centravanti salentino e contestata dai padroni di casa: sulla traiettoria vincente non può nulla Pantanelli che vede il pallone entrare sul palo più lontanto.

La reazione della Paganese vive sull’emotività del momento. Eppure, al 41’, c’è il cross basso di Capodaglio sul quale Iraci manca l’impatto per un soffio, con il pallone preda di Rossi che si distende e blocca sicuro.

La ripresa restituisce quasi una partita a scacchi nella redistribuzione di ruoli e posizioni. Capuano inserisce subito Lasagna per Cucciniello e Giannini risponde con Zampa in luogo di Ginestra. Il copione non cambia nemmeno quando la Paganese si affida a Diogo per Capodaglio perché sul versante opposto Marzeglia rileva Mounard chiudendo gli spazi.

E nel momento in cui la Paganese lascia un varco libero per giocarsela a testa alta ecco che Giannini intuisce tutto: fuori Buzzegoli e dentro Cini dalla cui tenacia sulla destra nasce l’assist che Russo trasforma nel raddoppio abbassandosi, in prossimità dell’area piccola, per colpire di testa a porta vuota. Finisce qui. Alla Paganese resta solo il rammarico di una nitida opportunità al 41’ con il cross di Lasagna per la testa di Zarineh fuori di poco solo davanti a Rossi. Un dettaglio davanti alla festa del Gallipoli che vola sempre più in alto.
Antonio Galluccio 

PESCARA-TARANTO 2-0

LANCIANO - C'è poco da difendere, stavolta. Dopo un quarto d'ora, salta tutto. Segna il Pescara e le misure eccezionali adottate da Stringara diventano un inutile arsenale. Qualcosa che non serve più. Il Taranto deve recuperare. E non ce la fa. Non ce la può fare, carico com'è di difensori e di mediani. E, dunque, nell'impossibilità strutturale di pensare ad una partita diversa da quella immaginata e preparata alla vigilia.

Una partita in cui l'idea prevalente è l'attività di controllo, accompagnata solo in subordine dal pensiero del ribaltamento. Una partita buona finché il gol di Simon non le fa cambiare ambientazione tattica e contesto emotivo, mettendo il Taranto nella condizione di dover offrire una proposta più qualificata. Quando Simon spezza l'equilibrio, al Taranto servirebbero ciò che ancora non ha: pulizia di gioco e chiarezza di manovra. Servirebbe un concetto di partita che non può sviluppare.

E, infatti, sotto di un gol, il Taranto soffre il suo vuoto creativo. Continua a giocare, mischiando istinto e forza. Smarrendosi regolarmente sulla trequarti, dove s'infrange tutto: idee, spunti, tentativi. E il destino della partita diventa ovvio. Come la vittoria del Pescara, messa al sicuro nel finale da un altro gol di Simon. La doppietta dell'argentino non lascia scampo alla partita ipotizzata dal Taranto.

E alle scelte di Stringara che allestisce un 3-4-3 a marcata vocazione conservativa, piazzando Spinelli tra i due centrali e chiudendo il centrocampo con due difensori d'estrazione (Sosa e Di Bari). Soluzioni che dovrebbero spezzare sulla trequarti le trame leggere degli incursori pescaresi ma che finiscono con l'inaridire lamanovra tarantina, privandola di densità in mezzo, dove Giorgino e Lima hanno spesso troppo campo da coprire, e di sfogo sulle fasce.

Un po' di logica allo sviluppo dell'azione riesce a portarla Da Silva quando si abbassa per tenere palla e far salire gli esterni. Ma sono piccoli momenti. Il Pescara si muove meglio all'interno del suo 4-2-3-1, sfruttando la robusta regia di Colletti, l'agilità dei trequartisti e la profondità di Simon. Il vantaggio matura al 15'. Sembra aprirsi una voragine davanti alla difesa rossoblù. Felci galoppa sulla destra. Perrulli si allarga a sinistra: riceve il pallone e tira. Sulla traiettoria è puntuale la correzione di Simon sul filo del fuorigioco.

Il Taranto cerca di reagire. Va al tiro con Da Silva (23'). E sfiora il pareggio con Micco, liberato in area da un cattivo disimpegno di Siniscalchi. Alla conclusione dell'ex si oppone Indiveri (28'). Nella ripresa Stringara cambia Spinelli (bocciato) e Caturano (infortunato). Ma l'assetto resta invariato. Entrano Carrozza e Marolda che vanno a formare con Da Silva un velleitario tridente. Si abbassa Micco. E Di Bari è il nuovo fermaglio davanti ai due centrali.

La partita rimane nella disponibilità del Pescara che continua a pressare alto, inibendo sul nascere ogni iniziativa tarantina. Sosa inserendosi da dietro e calciando in scivolata coglie l'esterno della rete sulla punizione di Pastore (36').Poi Stella, appena entrato, rimette Simon nella condizione di poter infilare Nordi per la seconda volta (42'). E ciò che non era mai cominciato, finisce davvero. Da Silva (proteste) si fa espellere. Il Taranto si fa risucchiare nel pozzo dei playout.
Lorenzo D'Alò 

FOGGIA-PISTOIESE 1-1

FOGGIA. Sciupare un bonus così è imperdonabile. Il Foggia non va oltre un deludente pareggio contro l’ulti - ma in classifica, la Pistoiese, ed esce dai playoff nella giornata in cui con una vittoria, più che difendere il quinto posto utile per gli spareggi promozione, avrebbe potuto prendere di mira addirittura il terzo posto per le concomitanti sconfitte di Arezzo e Benevento.

C’è davvero da imprecare, ma sia chiaro, le responsabilità sono tutte del Fo ggia. Una squadra spenta, priva di idee, con alcuni uomini in giornata no, non è riuscita ad avere ragione di una Pistoiese ordinata e compatta e che con il nuovo allenatore, l’ex nazionale Torricelli, espulso dopo 19 minuti alla sua prima partita da tecnico dei professionisti, riesce comunque a spezzare la serie nera di cinque sconfitte consecutive. Già, perché i toscani sono ultimi in classifica e non certo solo per sfortuna, ma ieri hanno meritato per dedizione e volontà.

Il Foggia è apparso subito un lontano parente della bella squadra ammirata con la Juve Stabia sette giorni prima. Sono venuti meno quei giocatori in grado di fare la differenza, a cominciare da Troianiello per finire a Piccolo. Chi doveva dettare tempi e inventare qualcosa, e cioè Mancino, ha giocato molto al di sotto del rendimento medio. L’unica nota positiva è la crescita di Pedrelli e il debutto vero del francese Malongà (per lui 45 minuti). Primo tempo senza emozioni.

La Pistoiese passa al 41’ con Artistico su rigore. E’ lo stesso attaccante che si procura il penalty per un fallo di Piccolo. L’unico guizzo del Foggia è di Troianiello anticipato sotto rete dal portiere Bindi. Novelli lascia Piccolo nello spogliatoio e si gioca la carta Malongà. Poi inserirà Mattioli per Velardi.

Ripresa con il Foggia all’assedio della Pistoiese, ma si tira poco in porta e quando non si cerca la porta degli avversari è difficile fare gol. I tentativi sono vani e quando si prova o si sbaglia in malo modo oppure si impatta davanti al muro difensivo dei toscani. Il Foggia riesce a raccogliere addirittura
12 calci d’angolo, ma raggiunge il pari solo con Germinale (quinta rete stagionale ma l’attaccante salterà il derby per squalifica) su rigore al 26’ per un fallo di Fiasconi su Malongà.

Ci sarebbe eccome il tempo per provare a vincere e a dare una svolta al campionato del Foggia ma succede davvero poco a parte uno spunto di Malongà ed una conclusione alta di Troianiello che potevano cambiare il destino della partita. Al 40’ Mattioli (tornato in campo dopo un lungo periodo da separato in casa) va in gol ma la rete è annullata per fuorigioco. Non c’è che dire, un brutto arresto per la marcia del Foggia che, unico elemento positivo, stabilisce tuttavia il record di risultati utili in questa stagione: sei. E’ l’unico dato da cui ripartire per preparare la difficile trasferta di domenica prossima sul campo della capolista Gallipoli.
Filippo Santigliano 

PERUGIA-POTENZA 4-0

PERUGIA - Una disfatta senza attenuanti. Il Potenza è risucchiato dalla veemenza del Perugia ed incappa in uno scivolone fragoroso tanto nella forma quanto nella sostanza. I lucani, dignitosi per quarantacinque minuti, hanno letteralmente ceduto il passo nel secondo tempo permettendo agli umbri di dilagare. Il ritorno in panchina di Giovanni Pagliari, tornato alla guida della squadra lunedì scorso al posto dell’esone - rato Maurizio Sarri, ha dato la scossa giusta ai grifoni.

La formazione di Pasquale Arleo, privata dell’appog - gio del proprio pubblico per la chiusura del settore ospite deciso dal prefetto di Perugia per motivi di sicurezza, ha pagato a caro prezzo il minor tasso tecnico, reso ancor più evidente dalle tante indisponibilità. Già in avvio il copione della gara appare chiaro, con il Perugia che al 10' si rende pericoloso con uno spunto di Cutolo che se ne va sulla fascia destra e scodella un traversone sul quale si avventa Del Core, che anticipa tutti di testa ma conclude debolmente.

Quattro minuti più tardi pregevole verticalizzazione di Mazzeo, che supera un paio di avversari e di tacco smarca Pizzolla, il cui destro dal limite finisce oltre la traversa. Il forcing degli umbri non conosce sosta ed in due minuti, al 22' ed al 23', Del Core e Mazzeo non riescono a concludere con forza verso la porta di Groppioni. La replica dei lucani arriva al 28', quando Sarno dalla sinistra supera due avversari in dribbling, prima di concludere alto sopra la traversa. Reazione degli umbri con un «cucchiaio » di Del Core per Mazzeo, che in area prova ad incrociare di sinistro, ma la palla termina direttamente sul fondo.

Nel finale di tempo gli umbri stringono d’assedio la metacampo ospite: Del Core sfiora il gol con un bel pallonetto, Mazzeo fa altrettanto con una punizione che sfiora l’incrocio e poi, in pieno recupero, lo stesso attaccante fa partire un rasoterra precisissimo sul quale nulla può Groppioni, per il vantaggio dei grifoni al rientro negli spogliatoi.

Nella ripresa la musica non cambia ed il Potenza si trova subito costretto a subire la pressione degli avversari, con un paio di occasioni create nello spazio di un minuto. Mazzeo serve Cutolo, il cui tiro dal limite dell’area viene deviato in angolo da un difensore. Sul successivo corner palla sul secondo palo a Del Core, che ferma di petto e conclude di destro a lato. Il Potenza cerca di reagire ed al 9' crea la più nitida occasione per il pareggio: Sarno se ne va sulla fascia destra lasciando sul posto Barbagli, entra in area e serve Cantoro che perde però l’attimo giusto, facendosi anticipare da Accursi in scivo lat a.

Dal possibile pareggio si passa al raddoppio del Perugia, con Mazzeo che segna direttamente dalla bandierina con un tiro forte e tagliato che inganna Groppioni, uscito goffamente, e Dei, la cui deviazione è decisiva per spingere la palla in rete.Con la partita ormai in ghiaccio il Perugia gioca sul velluto: su un rilancio di Benassi, la palla finisce sulla trequarti direttamente a Pizzolla, che lascia partite un tiro pernulla irresistibile sul quale Groppioni va con eccessiva ed imperdonabile sicurezza, tanto che la palla termina alle sue spalle.

Ancor più clamoroso il quarto gol umbro: su un traversone di Cutolo, Groppioni devia la palla su Lolaico, che nel tentativo di rinviaremanda la stessa a sbattere su Cuomo per la carambola vincente.
Antonello Menconi

PRIMA DIVISIONE – GIRONE B - 6ª GIORNATA RITORNO

Arezzo - Virtus Lanciano 1-2
Crotone – Juve Stabia 2-1
Foggia - Pistoiese 1-1
Paganese - Gallipoli 0-2
Perugia – Potenza 4-0
Pescara – Taranto 2-0
Real Marcianise – Cavese 0-1
Sorrento - Foligno 1-2
Ternana – Benevento 2-1

CLASSIFICA: Gallipoli 47 punti; Crotone 45; Arezzo, Benevento 40; Cavese 38; Foggia 36; Ternana 30; Perugia 29; Pescara, Sorrento 28; Real Marcianise, Lanciano, Paganese, Foligno 27; Taranto 26; Juve Stabia 22; Potenza 16; Pistoiese 15. Pescara e Real Marcianise una partita in meno Pescara 1 punto di penalità Juve Stabia 2 punti di penalità Potenza 3 punti di penalità

PROSSIMO TURNO – 7ª GIORNATA RITORNO – 1/03 – ORE 14.30

Benevento – Sorrento
Cavese - Paganese
Foligno – Real Marcianise
Gallipoli – Foggia
Juve Stabia – Perugia
Pistoiese – Arezzo
Potenza – Crotone
Taranto – Ternana
Virtus Lanciano – Pescara 

ANDRIA-VIBONESE 2-0

ANDRIA - L’Andria vince ma non convince. I tre punti sono l’unica lieta notizia di una prestazione non molto brillante da parte degli azzurri, che superano una modesta Vibonese con i guizzi di Rebecchi e Cavaliere. Per chi ama vedere il bicchiere mezzo pieno, la vittoria serve a mantenere l’Andria in zona playoff, a due punti dalla quarta posizione. Chi, invece, vede il bicchiere mezzo vuoto, continua ad assistere ad una involuzione tecnica e tattica della squadra, che sotto il profilo del gioco mostra ancora tante difficoltà.

Nella terza partita interna a porte chiuse (su quattro complessive), i padroni di casa devono rinunciare agli infortunati Iennaco, Sy e Losito. Novità a centrocampo, dove mister Di Leo preferisce Cazzarò a De Santis, nella cabina di regia al fianco del rientrante Ottobre. In avanti, insieme all’ex Mastrorilli c’è Cavaliere preferito a Di Cosmo. Assenze di rilievo anche nella Vibonese dove non c’è lo squalificato Polito e l’in - fortunato Pirrone.

Il tecnico calabrese disegna la sua formazione con un atteggiamento accorto e prudente: sono cinque, infatti, gli uomini di centrocampo che creano una vera e propria diga. È buona la partenza degli azzurri, ma risultano sterili tutte le azioni offensive. Al 7’ il calcio di punizione di Cazzarò trova la testa di Ottobre, ma la sfera termina fuori nonostante l’uscita a vuoto del portiere Amabile.

La partita non decolla. I ritmi sono molto bassi, e la Vibonese ne trae vantaggio, difendendosi con ordine e senza affanno. Non sortiscono gli effetti sperati, i continui lanci lunghi degli andriesi a superare il centrocampo. Nel grigiore assoluto del match, la Vibonese sfiora il gol del vantaggio con Taua, che (al
24’) da posizione favorevole spedisce alto sulla traversa.

L’Andria non c’è e la Vibonese chiude in avanti il primo tempo, perché Spitoni è costretto ad uscire con i pugni per respingere la sfera calciata da Ruscio su punizione dal limit e. L’intervallo serve a caricare la squadra di casa che torna in campo con un piglio diverso. Decisivo anche l’inserimento di Strambelli che riesce a dare maggiore concretezza in fase offensiva.

E basta poco per sbloccare il risultato. Al 5’, da u n’azione confusa, Cavaliere riesce a trovare un preciso cross da destra per la testa del liberissimo Rebecchi, bravo a piazzare la sfera alle spalle di Amabile. Dopo il gol, la corsa liberatoria di tutta la squadra verso il tecnico Di Leo, contestato in settimana dai tifosi. Dopo lo svantaggio, l’allenatore della Vibonese inserisce Marangon e ladaresta per dare più peso all’attacco, ma l’An - dria trova il raddoppio che chiude il match. Al 16’, Infatti, è micidiale il rasoterra su calcio di punizione di Cavaliere.

L’uno-due degli azzurri affossa gli ospiti che non hanno la forza di creare pericoli alla retroguardia dei padroni di casa. Da registrare un’altra timida occasione dell’Andria (al 31’) con Cavaliere che di testa spedisce fuori, su cross di Strambelli. L’ultima emozione del match, però, è di marca calabrese perché (al 34’) il colpo di testa di Iadaresta supera un indeciso Spitoni, con palla salvata sulla linea da Goisis. Aldo Losito

BARLETTA-MONOPOLI 1-1

BARLETTA - A pochi secondi dal triplice fischio finale, nell’ultimo dei cinque minuti di recupero, il Monopoli vede sfumare il colpaccio a Barletta. È stato il nigeriano Ike a fissare il definitivo
1-1 quando ormai il pubblico locale era rassegnato alla sconfitta e i 150 tifosi del Monopoli iniziavano ad esultare per la vittoria.

Per come è maturato, il pari suona come una beffa per i biancoverdi. Tuttavia è un risultato giusto che premia il grande sforzo e la determinazione del Barletta, capace di aggiustare allo scadere una gara segnata dall’espulsione affrettata di capitano Daleno, prima dell’intervallo.

Il Monopoli deve solo recitare il «mea culpa» per non aver saputo sfruttare al meglio la superiorità numerica, limitandosi a gestire e controllare l’avversa - rio sul vantaggio realizzato al 17’ della ripresa con Balistreri. La partita non è stata bella.

Sinceramente sono andate deluse le attese di vedere un derby spettacolare: le due squadre, specie nel primo tempo, sono scese in campo badando ad annullarsi a vicenda, sbagliando molto. La scossa all’incontro l’ha data l’espulsione di Daleno. Il Barletta si è affidato ad una gara grintosa. Il Monopoli ha accarezzato l’idea di sfruttare la superiorità numerica.

Così dopo l’intervallo, il match è stato più vibrante e a tratti intenso sul piano del gioco. Entrambe le squadre sono partite con lo stesso modulo, 4-4-2. Sanderra ha spostato De Cecco a destra, al posto dello squalificato Merito. Dal primo minuto ha inserito il nigeriano Ike al posto di Ruiz. In avanti la coppia Omolade- Caracciolese.

Geretto ha tenuto in panchina Carbonaro, reduce dal Torneo di Viareggio. Confermata il due d’attacco con Ceccarelli e Balistrieri con i due esterni, Santarelli e l’u n g h e re s e Szatmar. La partita è iniziata con una lunga fase di studio. La prima azione degna di nota è al 15’: Caracciolese s’invola a destra, smista al centro per Omolade che conclude fuori.

Dopo due tentativi ancora del Barletta con De Cecco (25’) e Salvagno (27’) c’è un tiro- cross del Monopoli al 30’ con Balistreri, ma senza esito. Al 33’ azione personale di Daleno che ruba palla in mezzo al campo, avanza, senza essere pressato prova dalla distanza, ma la conclusione è alta.

Lo stesso capitano biancorosso, un minuto prima dell’intervallo, viene espulso per qualche parola di troppo all’arbi - tro. Rimasto in dieci, il Barletta si scuote. Mentre il Monopoli fiuta la possibilità di vincere. Ma dopo l’intervallo sono i biancorossi ad avere l’occasione dell’1-0 con Caracciolese che entra in area, spara a botta sicura, ma Saraò respinge in corner. Sugli sviluppi Fabbro colpisce di testa e per poco non realizza.

Dal possibile vantaggio del Barletta si passa all’1-0 del Monopoli. È il 17’: c’è un’azione di contropiede, la difesa biancorossa non riesce a disimpegnarsi, dopo una serie di rimpalli, Carbonaro insiste e serve al centro Balistreri che al volo insacca. Il Barletta accusa il colpo.

salta il centrocampo, ma i biancorossi non mollano. Il Monopoli è abile a controllare e agire di rimessa. Il Barletta spinge con grinta e generosità. Così, quando ormai la vittoria dei monopolitani sembrava cosa fatta, è arrivato, non certo inaspettato, l’1-1 di Ike, lesto a riprendere una respinta di Saraò su tiro disperato di Majella.
Michele Piazzolla

NOICATTARO-ISOLA LIRI 2-0

NOICATTARO - Calcio champagne nel fango del Comunale, dove il Noicattaro prende altri tre punti ed ipoteca la salvezza. Peccato solo per l’agghiacciante conteggio fatto dal cassiere a fine gara: solo ventisette paganti hanno deciso di dare fiducia ad una squadra che dà l’anima in campo. Dati che potrebbero far riflettere il nuovo patron rossonero Nicola Canonico, che dovrebbe succedere a Tatò il prossimo anno: l’alibi della giornata rigida regge quanto la resistenza dell’Isola Liri che dura una decina di minuti.

Gara a senso unico, dominata dai rossoneri che hanno impressionato per gioco corale, dove comunque i singoli De Pascalis e Zotti hanno fatto ammattire la difesa laziale. Capitan Menolascina con un ginocchio malconcio e bendato, con una sola gamba dirige splendidamente l’orchestra, mentre Deflorio, per la terza volta consecutiva, si chiama fuori per un improvviso problema alla caviglia, dopo la rifinitura del sabato. Dopo un velleitario tentativo di Mollo, sotto una pioggia mista a neve, Zotti illumina la scena, nonostante un cielo grigio: Pierino che con un assist telecomandato mette Siclari solo davanti a Fiorini, ma l’ex Andria incredulo di tanta grazia, temporeggia, si allunga la palla e Fortini si salva.

Il vantaggio è solo rimandato: cross di De Pascalis, Mollo lo intercetta con un braccio, D’Agostino, vicinissimo all’azio - ne decreta il rigore, primo stagionale del Noicattaro. Zotti spiazza Fiorini. I laziali reagiscono, opponendo solo uno sterile possesso palla, con due velleitarie conclusioni di Ranalli e D’Alessandro, potenti, ma non precise. Il duo Rana Zotti orchestra un contropiede da manuale, non finalizzato da un Siclari troppo frettoloso. Il tempo si chiude con un gran tiro di Rana che per poco non beffa Fiorini.

Nella ripresa, è Noicattaro show, per merito di un De Pascalis, che sta dimostrando di non essere inferiore ai Rivas e Kamata. L’ex Bari ha due marce in più, una sagacia tattica di categoria superiore, uno strapotere atletico frutto del duro lavoro biancorosso di Veltrone: Claudio parte in slalom si fuma mezza difesa ospite e lascia partire un sinistro che Fortini devia in angolo, con un intervento prodigioso. Poco dopo, la terna annulla una rete a Siclari per un off side molto dubbio; ancora De Pascalis ridicolizza tre avversari, ma solo davanti a Fortini mette fuori di un soffio.

La tribuna si spella le mani. Il Noicattaro raddoppia con una imperiosa incornata di Rana, su corner fantastico di Zotti. La rete ammazza psicologicamente i laziali ed il Noicattaro potrebbe dilagare e continua a divertirsi. Un missile di Menolascina è ribattuto a portiere battuto sulla linea di porta: sarebbe stato il giusto premio ad un capitano stoico che a 39 anni continua ad essere l’esempio che tutti dovrebbero seguire.

Nel finale, Siclari corona la sua giornata storta, con eccesso di egoismo solo davanti a Fiorini, ignorando il liberissimo Zotti. Peccato solo che con una squadra al settimo posto in C2, solo 27 paganti pagano per uno spettacolo che dal prossimo anno potrebbe non andare più in scena a Noicattaro, ma trasferirsi nell’altrettanto deserta Arena Della Vittoria, dove sicuramente i paganti sarebbero anche di men o.
Orazio Petruzzi

MELFI-MANFREDONIA RINVIATA PER NEVE

MELFI - Niente calcio giocato allo stadio «Valerio» di Melfi. Ma neve, tanta neve. Una coltre bianca di almeno 20 centimetri, che ha costretto l’arbitro Fabio Paoloemilio di Lanciano, dopo il sopralluogo di rito e di concerto con i dirigenti delle società interessate, a rinviare la gara in programma fra i gialloverdi e il Manfredonia.

La neve ha iniziato a fioccare nell’area Nord lucana intorno alle 9 del mattino. In poche ore, il rettangolo di gioco del «Valerio» era diventato letteralmente impraticabile. Qualche problema, è stato registrato dalla comitiva biancoceleste durante il viaggio. L’autobus del Manfredonia si è ritrovato a percorrere la statale 658, a pochi chilometri dal centro federiciano, sotto una fitta nevicata e prima che giungessero i mezzi spalaneve.

L’arrivo al «Valerio» è avvenuto grazie anche alla collaborazione delle forze dell’o rd i n e locali. Non si sa ancora, intanto, quando sarà recuperata la partita. Certamente non oggi, perché le previsioni meterologiche parlano di possibili nevicate nelle prossime ore. E soprattutto, perché le due società interessate hanno sottoscritto un documento in cui richiedono espressamente di non disputare nelle prossime 48 ore la partita.

La gara potrebbe essere giocata, a questo punto, ad un mese esatto di distanza: il 22 marzo, giorno in cui è prevista una sosta del campionato. Domani, il comunicato ufficiale della Lega Pro dovrebbe chiarire ogni dubbio. «Non so se a questo punto il rinvio sia un bene o un male – commenta l’allenatore del Melfi, Peppino Palumbo – Purtroppo con questo manto ricoperto dalla neve è impossibile giocare. Non possiamo farci niente. Adesso dobbiamo soltanto metterci a pensare alla gara di domenica prossima contro il Pescina e aspettare di conoscere quando sarà recuperata quella contro il Manfredonia».

Abbastanza deluso, anche il nuovo tecnico del Manfredonia Lorenzo Mancano, che ieri avrebbe dovuto esordire: «Non capita spesso di vedersi rinviare per neve la partita dell’esordio sulla panchina. Sicuramente avrei preferito giocare: questo rinvio è come u n’arma a doppio taglio. In settimana abbiamo lavorato in una certa maniera. I ragazzi erano carichi al punto giusto, li vedevo bene. Già da oggi (ieri per chi legge, ndr.) avremmo potuto capire chi siamo diventati. Invece ora dobbiamo aspettare la gara di domenica prossima, una partita diversa, da preparare in un’altra maniera. L’unica nota positiva è che avremo la possibilità di recuperare qualche giocatore infortunato».

Un pizzico di delusione, anche fra i giocatori. «Non ci voleva questo rinvio – com - menta l’attaccante del Melfi, Giovanni Torre – perché potrebbero decidere il recupero subito dopo le due trasferte sul campo del Pescina e del Gela, e per noi sarebbe dura. Ma è anche un fatto psicologico: dopo quattro vittorie avremmo potuto disputare una gara importante, che ci avrebbe permesso di allungare in classifica».
Francesco Russo

SECONDA DIVISIONE – GIRONE C – 6ª GIORNATA RITORNO

Andria - Vibonese 2-0
Aversa Normanna – Pescina VdG 3-1
Barletta - Monopoli 1-1
Cassino – Igea Virtus B. 2-0
Catanzaro – Vigor Lamezia 1-0
Gela - Scafatese 2-0
Melfi – Manfredonia rinviata
Noicattaro - Isola Liri 2-0
Val di Sangro – Cosenza 1-0

CLASSIFICA: Cosenza 50 punti; Catanzaro 44; Gela 43; Pescina 37; Andria 35; Cassino 32; Noicattaro, Monopoli 30; Barletta, Scafatese 28; Igea Virtus, Vibonese 26; Aversa Normanna, Melfi 24; Val di Sangro 22; Isola Liri 21; Manfredonia 19; Vigor Lamezia 17. Melfi e Manfredonia una partita in meno Manfredonia 1 punto di penalità

PROSSIMO TURNO – 7ª GIORNATA RITORNO – 1/03 – ORE 14.30

Cosenza - Noicattaro
Igea Virtus B. – Aversa Normanna
Isola Liri – Val di Sangro
Manfredonia - Gela
Monopoli – Cassino
Pescina VdG - Melfi
Scafatese - Catanzaro
Vibonese – Barletta
Vigor Lamezia - Andria

BRINDISI-NOCERINA 1-0

BRINDISI - Il big match della stagione non ha tradito le attese. Emozioni a non finire e sfida appannaggio del Brindisi. Così i biancazzurri di Massimo Silva affermano la loro supremazia tecnica sul campionato. Nemmeno la Nocerina, seconda in classifica, è stata in grado di fermare la corsa del Brindisi verso il successo finale.

Il colpo d’occhio dello stadio «Fanuzzi» è stato straordinariamente bello. Nonostante il freddo pungente e il forte vento di tramontana, i brindisini non hanno voluto lasciare soli i biancazzurri, impegnati nella partita più difficile della stagione 2008-2009. E hanno fatto bene. Perchè Galetti e compagni hanno sciorinato l’ennesima brillante prestazione. Gli ospiti hanno provato a tenere basso, il più basso possibile, il ritmo.

Il Brindisi, però, conquistata la palla, ha cercato, inanellando una serie di buone occasioni, di conquistare successo e punti. Primo tempo a favore di vento e il Brindisi va vicino al gol per tre volte. Al 23’ e al 33’ con Galetti, al 38’ con Chiesa. Ma la svolta della gara sta nel secondo tempo. Il tecnico Silva alza in centimetri l’attacco. Esce Dos Santos ed entra Pinamonte. Così sui calci di punizione, in area della Nocerina agiscono quattro.., pivot: Galetti, Pinamonte, Cordiano e Trinchera. Una scelta tattica dettata dall’esperienza.

E soprattutto azzeccata. Perchè, al 37’, proprio su calcio di punizione, battuta da Fiore, corregge a rete Galetti. Lo stadio esplode di gioia. Debole la reazione della Nocerina. Pastore esegue tutti e tre i cambi a disposizione, nel tentativo di agguantare il pareggio. Ma Taurino e i suoi colleghi della difesa fanno buona guardia. Una sola preoccupazione, praticamente a tempo scaduto e, quindi, la conclusione del confronto con un successo atteso dalla squadra, dai dirigenti, dallo staff tecnico, ma soprattutto dai tifosi e della città.
Ora il Brindisi viaggia con 12 punti di vantaggio sulla sua immediata inseguitrice, appunto la Nocerina.

Matteo Pastore, l’allenatore della Nocerina, entra in sala-stampa a fine gara e, prima delle interviste, va a complimentarsi con Massimo Silva, il tecnico dei biancazzurri. «I tuoi sono stati davvero bravi», dice e si concede ai giornalisti. «Ho visto una Nocerina - esordisce - vogliosa di fare bene. Certo non siamo venuti a Brindisi con la certezza di fare punti. Ci abbiamo sperato, ma non siamo riusciti. Abbiamo subito il gol in un’azione piuttosto confusa in area. Avremmo dovuto esser più attenti e tutto sarebbe andato per il meglio».

Campionato chiuso? «Dodici punti sono tantissimi. Se il Brindisi li saprà gestire bene... penso proprio di sì». Massimo Silva è felice. «Con uno stadio così bello e festoso - dice - sarebbe stato un peccato non chiudere il confronto con un bel risultato».
Non è stato facile «Lo sapevamo già alla vigilia. Però ci abbiamo creduto. Non siamo riusciti a raggiungere il vantaggio nel primo tempo con il vento a favore. E nella seconda frazione, le condizioni ambientali ci erano sfavorevoli. Avevamo speso molte energie. Ma la squadra è di quelle che non mollano mai. E così abbiamo ottenuto una vittoria importante».
Non ha potuto schierare Moscelli, infortunato. «Ho scelto di far scendere in campo Dos Santos per non alterare i parametri di velocità. Poi visto l’andamento della gara, ho chiesto al brasiliano di fare posto a Pinamonte, per un motivo: sfruttare i centimetri sui calci piazzati. E questa è stata la soluzione che ha sbloccato la partita».
Bruno Stasi

SERIE D – GIRONE H – 6ª GIORNATA DI RITORNO

Bacoli Sibilla – Grottaglie 2-1
Brindisi – Nocerina 1-0
Francavilla Pz – Angri 2-0
Gelb. Cilento – Francavilla Br 1-2
Ischia – Bitonto 0-0
Matera – Pomigliano 0-0
Pianura – Sporting Genzano 2-0
S.Antonio Abate – Fasano 1-1
Venafro – Turris 1-2

CLASSIFICA: Brindisi 54 punti; Nocerina, Pianura 42; Pomigliano 40; Turris 35; Bacoli, Ischia 34; Matera 33; Fasano, Francavilla Pz 32; Francavilla Fr 30; Bitonto 26; Angri, Grottaglie 24; Sp.Genzano 23; S.A.Abate 18; Cilento 15; Venafro 12.

PROSSIMO TURNO – 7ª GIORNATA DI RITORNO – 1 MARZO

Angri – Brindisi
Bitonto – Gelb. Cilento
Fasano – Francavilla Pz
Francavilla Br – Venafro
Grottaglie – Pianura
Nocerina – Sporting Genzano
Pomigliano – Bacoli Sibilla
S.Antonio Abate – Ischia
Turris – Matera

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