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Il Cras Taranto può entrare nella storia

Magiche le ragazze ioniche allenate da Ricchini: la semifinale di Europe Cup (mai raggiunta finora) è più che possibile dopo il successo contro le spagnole del Leon (66-43) nella gara di andata dei quarti. Tra una settimana c'è il ritorno
Il Cras Taranto può entrare nella storia
Il Cras TarantoCRAS-LEON 66-43

CRAS BASKET TARANTO: Zimerle 8, Greco 10, Mahoney 18, Godin 2, Batkovic 13; Siccardi, Sanchez 7, Sauret-Gillespie, Prado, David 8. All. Ricchini.
CB FEVE SAN JOSÈ LEON: Thorburn 4, Murphy 16, Sanchez Aguilera 5, Butler 2, Pascua 10; Lima 4, Pina, Arguello, Perez Caparros, Segui 2. All. Estrada.
ARBITRI: Lukes (Repubblica Ceca) e Kremer (Germania).
PARZIALI: 15-15, 27-19, 46-27, 66-43.

TARANTO - Il Cras ad un passo dalla storia. +23 è il vantaggio netto, che la formazione rossoblù ha imposto al Cb Feve San Josè Leon nel primo atto dei quarti di finale della Europe Cup. Una squadra che, prima di questo match, aveva vinto 8 match su 10 in Europa, portando una media offensiva pari a 73,5. Taranto l’ha fortemente indebolita, bagnando le polveri spagnole, che al PalaMazzola hanno fruttato appena 43 punti. Merito di una difesa cresciuta in modo esponenziale nella ripresa. Tale arma ha aperto le porte della vittoria al Cras. Break decisivo, di 39-24 nel secondo tempo, che ha prodotto il +23, che è un pesante biglietto da visita per il ritorno che si giocherà in Spagna giovedì 25 gennaio. Se il Cras centrerà la semifinale, sarà nella storia.

LA PARTITA - Lèon è squadra ostica da affrontare. Equilibrata sia in difesa che in attacco. Taranto l’affronta concentrata ma fallisce spesso nel tiro. Il match fila sull’altalena però: 2-5 (2’), 7-5 (4’), 11-15 (9’). Bene tra le ospiti il cecchino della Europe Cup Murphy e le “torri” della nazionale spagnola Pascua e Lima, interscambiate da Estrada. Taranto trova col tempo la via del contropiede. La difesa pressante, ordinata da Ricchini nel timeout del 9’, sveglia l’offensiva delle rossoblù che con Mahoney pareggia i conti al 10’.

Ad inizio del secondo parziale Ricchini offre a Sauret-Gillespie il “gusto” della partita dopo tre mesi di digiuno. La francese è accolta all’ingresso dal grande applauso del PalaMazzola. In campo anche Prado, a cui è affidata la brava Lima in marcatura nell’area. Il coach di Taranto usa la girandola dei cambi, alla ricerca del quintetto giusto. Accade che Sauret-Gillespie interpreti il ruolo sperimentale di play, offrendo ossigeno a Zimerle.

Taranto prova ad emettere la prima scossa del match: 24-17 del 17’ con la rientrante Batkovic, che da più punti del parquet ispira il 9-2 jonico. La serenità del Cras è rotta da un colpo fortuito subito da Zimerle alla caviglia sinistra. Il play esce mestamente dal campo al 18’, con la regia affidata a Greco. Non c’è pace in questo ruolo per Ricchini. Il coach continua a stimolare però la sua squadra, sfruttando le alternative della panchina, che appaiono più talentuose di quelle di Leon. Taranto stringe i denti: +8 a metà tempo.

Apre la ripresa una tripla di Greco (30-19), mentre Zimerle arriva in ritardo dagli spogliatoi con la caviglia fasciata e pronta per l’uso. E la vicentina, stoicamente, rientra al posto di una insicura (le manca il ritmo match) Sauret-Gillespie. Ingresso strategico, che frutta un’azione da manuale finalizzata da Greco in sospensione. Il suo canestro vale il +12 di Taranto al 23’, che al 27’ si spinge sul +15 firmato da Sanchez (per lei data in partenza lo striscione dei tifosi: “Umiltà e professionalità… Grazie Rosy!”), mostrando una tecnica più pesante rispetto all’avversario, imponendogli anche una difesa aggressiva. E’ ancora la spagnola che buca la difesa a zona ordinata da Estrada: +18 al 29’, ritoccata dal 2+1 in penetrazione di Mahoney.

Sono pillole di basket-show che infiammano il pubblico rossoblù. Taranto fila: + 19 alla fine del terzo periodo, con un break di 19-8. Non si ferma Mahoney. L’americana, oltre a mettere la museruola sulla tagliente Murphy, spinge ancor più lontano il Cras dalla lunga distanza: +22 al 34’. La imita Zimerle, cestista “immensa” ed il Cras fila sull’olio: 56-31 al 35’. Leon prova a reagire con Murphy e Pascua, che firmano il 7-0 che vale il 56-38 del 36’. CanestrI ossigenanti di Greco: +23 di Taranto al 37’, +25 al 39’ (tripla di Mahoney) e +23 finale. Da urlo…

RICCHINI: SIAMO A META’ DELL’OPERA - Soddisfatto, felice, firma autografi a fine partita e quando i giornalisti gli chiedono se la semifinale di Europe Cup è vicinissima, Roberto Ricchini dice che «Taranto è a metà dell’opera. Stasera – continua il tecnico – abbiamo compiuto una partita straordinaria, che è servita a mettere pressione su Leòn in vista del ritorno. Ma in Spagna non sarà facile, visto l’ambiente caldo ed un atteggiamento fisico che mi attendo dall’avversario. Servirà un Cras ancora più cinico».

Il coach non stravolge la sua umiltà e la sua freddezza. Due caratteristiche che il tecnico ha iniettato nel gruppo, guidato ancora una volta saggiamente dal play Anna Zimerle che, nonostante la caviglia malandata, tiene in piedi con i suoi fili la squadra. Eccola la vicentina a soddisfare le domande dei cronisti in sala stampa. «Siamo con un piede nella semifinale – dice la regista -, dobbiamo completare l’opera a Leòn. Non sarà facile, ma in queste condizioni credo che l’impresa storica Taranto può firmarla». Il sudore riga il volto di Anna, che vive un momento magico. «Sto bene, caviglia a parte stasera. Ma il basket è nel mio dna ed io col Cras lo metto volentieri in circolo». Le sue mani, la sua testa, con quelle delle altre compagne, possono spingere Taranto nel basket d’èlite.

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