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Sabato 21 Ottobre 2017 | 06:55

Martina Franca si affida a Ricciardello

Il libero, quando quest’estate è arrivato da Brolo, facendo un doppio salto dalla B1 alla serie A1, lo ha fatto per interpretare una pericolosa parte da titolare. «Tale scelta la rifarei di nuovo. Non mi pento». Lunedì scontro diretto contro Vibo (ore 20,30, diretta su Sky)
Martina Franca si affida a Ricciardello
La Stamplast Martina FrancaTARANTO - Per salvarsi la Stamplast si affida anche al coraggio di Antonio Ricciardello. «Il 27 luglio prossimo compirò 23 anni. Lo sapete che questo è lo stesso numero di serie A1 disputate dal perugino Pippi che è il giocatore più anziano del campionato nel mio ruolo?».

Il contrasto genetico con un collega esperto, tira fuori un pregio del più giovane difensore titolare del torneo: l’orgoglio. «Tale arma, unitamente all’aiuto che i compagni esperti mi danno sia in allenamento che in partita, mi permette di trovare un equilibrio nel mio ruolo ricettivo, segnato da una forte pressione psicolo gica».

Ricciardello, quando quest’estate è arrivato da Brolo alla Prisma per la seconda volta in carriera, facendo un doppio salto dalla B1 alla serie A1, lo ha fatto per interpretare una pericolosa parte da titolare. «Tale scelta la rifarei di nuovo se tornassi indietro. Non mi pento. Sono felice di crescere con tanti campioni ed in un torneo così bello ma complicato».

Ad aprirgli le porte del volley diversi campionati minori giocati nella squadra della sua città, che nella bassa latinità aveva il significato di «parco » o «giardino». Un segno del destino per chi nel volley è anche costretto a rotolarsi sul rettangolo pur di rintuzzare i proiettili che giungono dall’altra parte della rete. Ricciardello, stando alla perfezione che è il metro di giudizio per un ricettore, occupa il terzo gradino a livello individuale con il 50,5%.

Avanti a lui i mostri sacri Henno e Pippi. Rispetto a loro, però, il giovanotto messinese riceve il più alto numero di palloni (618, media di 30,9 a match), come se gli avversari, a turno, pensano di aver trovato un bersaglio debole da colpire. Illusione, perché Ricciardello, a parte qualche sbavatura ascrivibile all’età, è come la sponda di un biliardo. «Non è facile, ma quando liberi famosi come Corsano e Farina ti fanno i complimenti a fine partita, allora cogli un motivo in più per continuare a battere la tua strada».

Ma Ricciardello, oltre ad agonismo e tecnica, ha un difetto: ama dire ciò che pensa. Viene spontaneo consegnargli una domanda che è un azzardo: può la Stamplast seriamente pensare di rivoluzionare il suo campionato rincorrendo l’ultimo posto utile per i playoff, attualmente distante otto punti? «Sognare è sempre lecito – risponde il giovane atleta – ma credo che Martina debba fare i conti con la realtà. Sin qui abbiamo pagato infortuni, defezioni e stravolgimenti tecnici. Mancano sei partite, nessuna delle quali scontate, perché l’A1 di volley non ammette avversari deboli. In testa abbiamo la salvezza, un obiettivo che ora teniamo sotto tiro grazie al successo tonificante, ottenuto col carattere a Forlì. Ora ci concentriamo sul match col Vibo. Al momento, purtroppo, non pensiamo ad altro. Io credo che ci mancano 5 o 6 punti per chiudere l’affare permanenza ».

Dal tono del baby libero si coglie il rammarico di aver perso, in molti casi, la sfida con la sfortuna, entrata nella casa biancazzurra più volte in questa stagione. «Con Granvorka e Moltò ora, secondo me, staremmo a lottare per un posto al sole. La loro assenza pesa. Assieme a quella di un terzo martello, che la squadra non ha mai avuto». Cosa può portare Bruno Augusto Furtado? «Sembra un discreto attaccante. Speriamo che l’aria dell’A1 gli possa far bene. U n’arma nuova può servirci per arrivare presto nel porto della salvezza ». Ricciardello, da siciliano, ama il mare. La Stamplast si fidi anche del suo coraggio per chiudere decorosamente una stagione pazzesca.

Alessandro Salvatore

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