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Giacomazzi, il Cagliari come portafortuna

Sperando di ripetersi nella gara di serie A in programma al Sant'Elia (domenica, ore 15), il centrocampista uruguaiano del Lecce ricorda l'andata, nella quale segnò e mise la parola fine ad un periodo grigio della carriera. Il tecnico Beretta orientato a schierare il 4-3-1-2
Giacomazzi, il Cagliari come portafortuna
Giacomazzi (Lecce) dopo il gol al CagliariLECCE - Per Guillermo Giacomazzi la partita con il Cagliari evoca un momento fondamentale della sua annata calcistica. Un gol nel girone di andata che mise la parola «fine» ad un periodo grigio della sua carriera e aprì le prospettive di una stagione brillante quale è stata finora. «È un ricordo lieto quella partita - dice il centrocampista uruguaiano - il gol mi mancava da oltre un anno e poi avevo passato diverse vicissitudini che mi avevano portato lontano da Lecce. I gol sono importanti - prosegue Giacomazzi - perché non basta giocare bene, offrire prestazioni di livello. A volte è meglio giocare male, ma segnare un gol. Rimani maggiormente impresso nella considerazione dei tifosi. E quel gol fu una liberazione, perché sentii dall’applauso dei tifosi che volevano premiare il mio impegno e che avevano capito quanto ci tenevo a riscattarmi dopo un periodo neg ativo».

Un’annata buona, fino a questo momento che lascia parzialmente soddisfatto il centrocampista tornato a Lecce dopo due esperienze in prestito, prima a Palermo e poi ad Empoli. «Sul piano personale sono molto contento, anche perché sento di avere la fiducia dell’allenatore e dei miei compagni. Mi dispiace, però, per tanti punti che la squadra ha gettato al vento e con i quali la classifica poteva essere molto diversa da quella attuale». Ora ci si trova di nuovo di fronte il Cagliari a campi invertiti e con una classifica sorprendente. «La tranquillità che deriva dalla classifica - sostiene Gicomazzi - fa sì che il Cagliari giochi bene sia quando affronta le grandi che le piccole e sia in casa che fuori. È la vera sorpresa di questo campionato, anche all’andata fece un’ottima impressione nonostante la sconfitta e tante palle gol sciupate».

Come affrontare una squadra che sta dimostrando tanta brillantezza atletica e tattica? «È una formazione difficile da affrontare perché ha molta velocità, Conti è uno che detta i tempi della squadra, gente come Jeda e Cossu, se gli permetti di giocare non hai speranze. È una squadra che ha trovato un suo equilibrio e che ha fiducia nel proprio gioco, poi, quella tranquillità di classifica gli dà sempre la possibilità di cercare il grosso colpo. Per fermarli bisogna pressarli e non farli ripartire e magari cercare di approfittare del fatto che quando spingono, vanno avanti con molti uomini e ripartire prima che riescano a rimettersi in ordine».

Insomma, serve una gara perfetta o quasi per fare risultato. «Non ci devono essere cedimenti - prosegue il centrocampista - molti dei punti che abbiamo lasciato per strada sono stati causati da errori commessi nella parte finale delle partite. Sono questi che ci hanno penalizzato oltre i nostri demeriti. Perché come carattere la squadra non è mancata mai».

Giacomazzi dovrebbe riprendere il suo posto da titolare e, da quello che si è provato in settimana, dovrebbe giocare nella parte alta del «rombo» di centrocampo a fare da sostegno alle punte. Un’altra posizione ancora a dimostrazione della sua versatilità tattica che gli consente di giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo. « L’allenatore mi ha provato un po’ più davanti - dice - per me non fa differenza, gioco dove c’è la necessità. In questo caso, probabilmente giocheremo con il 4-3-1-2 come sempre accade quando affrontiamo squadre che hanno il regista “basso”. Così è accaduto contro il Chievo che aveva Italiano in quella posizione e contro il Siena che aveva Codrea. Io ho imparato per esperienza che bisogna adattarsi in qualsiasi posizione. Certo avrei qualche difficoltà a fare il difensore o l’attaccante centrale, ma nell’ambito del centrocampo posso adattarmi in più ruoli diversi».

Teoricamente sono tutti disponibili. Ieri pomeriggio, infatti, anche Vives, reduce da una contrattura alla coscia destra, è tornato a lavorare con il gruppo. Tuttavia, difficilmente sarà gettato nella mischia, anche per evitare una ricaduta. Non ci saranno invece Caserta ed Esposito, entrambi squalificati. Caserta pure iri, ha svolto lavoro differenziato. Ci sarà invece Munari che ha recuperato completamente dopo la sublussazione alla spalla destra subìta durante la partita in casa contro il Torino.

C’è in vista qualche piccola novità tattica. Molto probabilmente, Beretta farà giocare la squadra con il
4-3-1-2 e ciò anche in relazione alle caratteristiche dell’avversario che gioca con un regista arretrato davanti alla linea dei difensori. Il trequartista prescelto dovrebbe essere Giacomazzi. I maggiori dubbi riguardano il terzetto di centrocampo dove ci sono sei nomi per tre posti: Zanchetta, Edinho, Ariatti, Ardito, Munari e Angelo.

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