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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:16

Bruno, una freccia in più per Martina Franca

Presentato l’acquisto per le battute finali della serie A1 maschile di pallavolo. L'opposto brasiliano: «Prima di venire qui ho sentito il mio amico Anderson, che ha giocato con la Prisma. Mi ha parlato bene dell’ambiente, un motivo in più per accettare una proposta intrigante»
Bruno, una freccia in più per Martina Franca
Bruno (Stamplast Martina Franca)MARTINA - Ci vuole l’ottimi smo perenne di un brasiliano come Bruno Augusto Furtado per credere che la Stamplast possa tagliare il traguardo dei playoff, ieri audacemente indicato da Tonio Bongiovanni. Nel suo stile pirotecnico il presidente ha «battezzato» l’acquisto (quindicesimo stagionale) giunto a Martina al posto dell’acciaccato Granvorka.

Sorriso, forma fisica ed un ultimo precedente pallavolistico (in Grecia col Kalamarias si era presentato al primo match con 34 punti, ma la crisi del club l’ha spinto a cambiare aria) incoraggiante per il tecnico Gianni D’Onghia, che «finalmente» lavorerà al completo nella dura serie A1. Meglio tardi che mai vorrebbe dire l’allenatore, che invece ascolta in silenzio le risposte date ai cronisti da Furtado. «Prima di venire qui - svela l’atleta trentenne che ha arricchito la sua esperienza con la Champions League giocata al fianco di campioni come Esko - ho sentito il mio amico Anderson, che ha giocato con la Prisma. Mi ha parlato bene dell’ambiente, un motivo in più per accettare una proposta intrigante».

Dopo un impatto negativo con la pallavolo italiana (l’inizio della scorsa A2 a Spoleto, segnata da problemi fisici), l’attaccante di Belo Horizonte (dove gestisce un ristorante con la madre) vuole sfruttare la chance. Bongiovanni gli chiarisce l’obiettivo dei giochi- scudetto, la cui area dista ben 8 punti a sei giornate dalla fine dell’arco regolare.

Il carioca non si pronuncia ma sorride, come se avesse intuito l’istrionismo del nuovo datore di lavoro. «Chi sarà il titolare tra lui e Valdir? Lo deciderò in palestra. Per ora è strategico poter contare su una pedina in più, che può rendere migliore il lavoro della squadra». D’Onghia non fa voli pindarici. Ma tira un sospiro di sollievo. Lunedì sera, nel match-salvezza contro il Vibo del neo mister argentino Jon Uriarte, al suo arco potrebbe aggiungere una freccia in più.

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