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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:03

Brindisi si coccola gli americani

Con Hatten, Killingsworth e Binetti è cresciuta tutta la squadra affidata a Perdichizzi. La serie magica in Legadue dell’Enel Basket (sette vittorie su otto incontri) ha vissuto momenti di esaltazione grazie soprattutto alle giocate spettacolari degli statunitensi
Brindisi si coccola gli americani
Brindisi-Casale 67-65BRINDISI - Il basket sono loro, gli americani; lo ricordano in maniera inequivocabile ogni qual volta scendono in campo Marcus Hatten, Marco Killingsworth e, da qualche giorno, anche Anthony Michael Binetti. Sono loro gli uomini che i tifosi si coccolano; perché sono quelli delle giocate spettacolari che la gente aspetta. Indiscutibilmente, i più forti sono loro, quelli che arrivano dalla Grande Mela. Certo, nessuno nega che ci sono anche gli altri. Cioè quelli che alla «scuola americana» si sono iscritti per tempo, stranieri o italiani che siano, e che le lezioni le seguono con estrema attenzione. I frutti di tanta applicazione da parte loro si vedono. Inutile fare nomi, tanto i risultati sono bene evidenti, sono sotto gli occhi di tutti, e ognuno può esprimere il proprio giudizio.

Con loro in vetrina è cresciuta tutta la squadra affidata alle cure di Giovanni Perdichizzi . La serie magica dell’Enel Basket Brindisi (sette vittorie su otto incontri) ha vissuto dei bei momenti di esaltazione sportiva, durante i quali i biancazzurri hanno conquistato la scena, lasciando agli avversari la parte dei comprimari, sicuramente bravi fin quanto si vuole, ma sempre ottime «spalle» per i protagonisti. Così, grazie ai due colored ed al resto dell’organico, ora il popolo del palaElio va fiero della «sua» squadra che ha conquistato un posto di rilievo nella classifica del campionato di LegaDue.

Ma che si ripromette di regalare altre vittorie che, sicuramente, arriveranno ancora anche grazie al «Fattore C», che, tradotto in maniera esplicita, vuol dire «Fattore Coach », oltre che al valore ed alla voglia di vincere che profonderà tutto il «dieci» del patron Massimo Ferrarese. Il «Fattore C», così come lo intendono coloro che riconoscono i meriti di coach Perdi - ch i z z i (davvero tanti), nel corso dello scorso campionato è stato determinante per la vittoria finale, così come lo è stato anche quest’anno nel corso delle gare che hanno segnato la svolta al campionato dell’Enel Basket.

C’è da dire che l’intero gruppo dirigente del sodalizio brindisino, crede ciecamente nel coach, mai messo in discussione, nemmeno quando la squadra non rispondeva com’era nei desideri di tutti. «Perdichizzi non si tocca», era la voce che usciva dalle «segrete stanze». Ribadendo così stima e fiducia nell’uomo e nel tecnico, il cui desiderio, adesso, è quello di far raggiungere alla sua squadra un posto al sole nella griglia del playoff. D’accordo, è una meta non facile da conquistare. Le squadre che in classifica occupano posizioni migliori rispetto all’Enel Basket, covano da anni il desiderio di compiere il salto di categoria e che, per raggiungerlo, i rispettivi dirigenti hanno allestito organici con il preciso obiettivo di traguardare in A.

Brindisi, per quest’anno, si accontenta di disputare il playoff che, in termini pratici, significa permanenza anticipata. Ed è in questo senso che si sta lavorando. Mancano dieci partite alla fine della stagione regolare. Perché il progetto redatto da Mas - simo Ferrarese e sposato dallo staff tecnico possa realizzarsi potrebbero bastare altre cinque vittorie, proprio quante sono le gare che i giocatori biancazzurri dovranno disputare sul parquet del palaElio, sul quale, dopo essere stato violato da Jesi, Reggio Emilia e Rimini non dovrebbe più cedere ulteriori punti.

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