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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:50

L'Enel Brindisi lotta fino all'ultimo secondo

Atteso che tre gare (Jesi, Pavia e Pistoia) disputate con una forte dose di intensità, fisica e soprattutto mentale, non possono non stancare, lo scontro più difficile tra quelli affrontati nella Legadue di basket, checché si possa pensare, è stato quello con Pistoia
L'Enel Brindisi lotta fino all'ultimo secondo
BRINDISI - Un altro finale thrilling. Tutto regolare? Certo che sì. D’altronde, visto l’evolversi della maggior parte delle gare del campionato di LegaDue, non si potrà non convenire. Tutto ciò alla luce del fin troppo sottile divario esistente fra le squadre in campo. Che, in ogni caso, appagano lo spettatore, grazie allo spettacolo che offrono non solo i quartetti dei giocatori stranieri, ma anche il gruppo degli italiani.

L’Enel Basket, la squadra allenata da Giovanni Perdichizzi, non è assolutamente diversa dalle altre formazioni. Neanche da quelle che hanno conquistato e stazionano ai vertici della classifica. Un esempio? La vittoria contro la Fileni Jesi. È stata, la gara nelle Marche, una maiuscola prestazione dei biancazzurri che hanno giocato alla pari contro Maggioli e Paulinho. Sono stati Binetti e Cardinali, a mettere alle corde i marchigiani.

Poi è accaduto che contro l’Edimes Pavia l’Enel Basket sia riuscita nell’intento di ripetersi. Giocando, ancora una volta alla pari, contro un avversario che era arrivato nella città del Basso Adriatico certamente per vincere, per mettere alla frusta, nel catino del palaElio i «leoni» di Perdichizzi. Che, non solo hanno dimostrato la loro grande voglia di vincere, ma hanno saputo mettere da parte altri due punti importanti per la loro classifica.

Lottando, correndo, spremendosi fino all’ultimo secondo. Poi, la gara con la Carmatic Pistoia. Tutti ricorderanno cosa è avvenuto a cavallo fra la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Quella squadra che poi nel giugno scorso ha vinto il campionato, era allo sbando. Non c’era nè capo nè coda. Inutile intentare processi ed esprimere giudizi. La realtà era tutta nella classifica. Con un atto di coraggio il patron decise il cambio di guardia. E la svolta avvenne.

Nel coach esonerato, però è rimasta un bel po’ di ruggine. Contro chi e perché resta ancora difficile tutto da chiarire. Visto che aveva la squadra contro. Logico, quindi, che l’attuale allenatore di Pistoia, ex di Brindisi, chiedesse ai suoi un «regalo». E visto l’impegno profuso dai toscani, non si può affatto dire che McCollough e soci non abbiano speso ogni energia, pur di fare uscire il loro coach in trionfo dal palasport che, all’inizio, lo ha anche salutato con educazione. Solo che l’organico di Perdichizzi, nonostante cotanta veemenza, ha poi saputo ribattere ogni tentativo di successo dei toscani.

Atteso che tre gare (Jesi, Pavia e Pistoia) disputate con una forte dose di intensità, fisica e soprattutto mentale, non possono non stanc are. Lo scontro più difficile, checchè si possa pensare, è stato quello con Pistoia. Non solo per il valore degli avversari che, rispetto a Daniele Parente e gli altri biancazzurri, aveva quasi riposato nel corso della gara con Imola; quanto, se non soprattutto, perché nessuno dei giocatori del patron Massimo Ferrarese av rebbe mai voluto cedere le armi al Pistoia sprecando così il prezioso successo ottenuto a Jesi.

Da questa considerazione l’impegno di ogni giocatore dell’Enel Basket. I soliti «soloni» hanno tratteggiato incolore la prova di qualche biancazzurro. Giudizio approssimativo. Si prenda ad esempio la gara di Anthony Michael Binetti. Hanno detto: il play non è stato brillante come nelle due precedenti gare. «Accusa» facilmente smontabile, visto che il play ex Cantù, sul finale, ha prima messo a segno un tiro da tre punti riportando Brindisi in parità (38’20”, 67-67), ha poi realizzato due tiri liberi (72-69) ed infine, rubando palla e assistendo Gioulekas sul quale poi è stato commesso fallo (1/2 dalla lunetta, 73-72), ha di fatto impresso la svolta alla gara.

Perché tutto ciò? Ma per un solo semplice motivo: il popolo del palaElio ha capito perfettamente lo sforzo compiuto dalla squadra tutta (sono da additare le prove di Manuele Mocavero e M i ch e l e C a rd i n a l i ) ed ha sostenuto con forza gli uomini in campo; taluni, invece, hanno cercato con il lanternino le negatività, quando sarebbe stato decisamente più giusto riconoscere quanto di buono la squadra aveva saputo esprimere per conquistare il settimo risultato positivo su otto incontri disputati.

Raggiungendo così un onorevole posto in classifica. Oggi, dopo una giornata di tutto relax (come non avveniva da una quindicina di giorni), la squadra si ritroverà in palestra per iniziare a preparare la gara di Cremona, contro la Vanoli Soresina. Perdichizzi potrà provare qualche schema con la presenza di Binetti e Lestini, catapultati a Brindisi e mandati in campo senza colpo ferire.

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