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Martedì 17 Ottobre 2017 | 00:23

Il Taranto ha ripreso a camminare

In Prima Divisione, con un pizzico di buona sorte, con il cuore, gli ionici hanno incamerato punti preziosi. La capolista Gallipoli nella ultime settimane ha rallentato la marcia. In quanto al Foggia, l’occasione sciupata contro il Foligno lo riporta con i piedi per terra
Il Taranto ha ripreso a camminare
Foggia-Gallipoli 1-0TARANTO - Il Taranto ha ripreso a camminare. Con affanno, con un pizzico di buona sorte, con il cuore, ma è ritornato finalmente ad incamerare punti preziosi per il raggiungimento di quel sestultimo posto che, alla fine della stagione regolare, significherà salvezza senza playout. Il successo sul Real Marcianise ha dato sicuramente morale e maggiore fiducia nei propri mezzi all’intera rosa. Ma dovrà anche «pilotare» mister Stringara verso quella ricerca di un gioco più razionale e incisivo, in assenza del quale sarà difficile agguantare almeno altri 18 punti nelle prossime decisive 13 partite. I problemi maggiori vengono dal centrocampo. Il reparto necessita interventi mirati da parte del tecnico rossoblù. In fase offensiva si è fatto fatica ad impostare il gioco. Lima, all’esordio stagionale con la maglia del Taranto, ha qualità e tecnica di base. Ha le potenzialità per fare il leader ma ancora non lo è. Deve inserirsi con maggiore personalità e carattere negli schemi. Ma anche la fase difensiva va curata con maggiore efficacia. Troppe volte il Real Marcianise si è inserito sulla trequarti rossoblù. In avanti Da Silva sembra si stia inserendo nei meccanismi offensivi. Carrozza, invece, fa fatica a giocare nei venti metri finali. E più utile quando parte dieci metri più dietro. Domenica prossima, allo Iacovone, verrà una delle due vicecapoliste, l’Arezzo dell’ex mister Cari. Il match è ancora più difficile ed irto di difficoltà rispetto a quello di domenica scorsa. Servirà un Taranto ancora più organizzato e duttile per tentare di rispedire a casa sconfitta il team toscano. Ritorna, intanto, l’incubo delle porte chiuse allo Iacovone. La Questura ha evidenziato diverse anomalie in occasione della riapertura al pubblico della Iacovone. Per tutte, il numero degli steward (circa un’ot - tantina) che era nettamente inferiore a quello approvato dal Gos nel piano della sicurezza (147). Ieri mattina è partita la dovuta segnalazione all’Osservatorio. L’attesa decisione dovrebbe giungere tra domani e dopodomani.

GALLIPOLI - Nelle ultime settimane il Gallipoli ha rallentato la marcia. Due domeniche fa la capolista è caduta a Foligno (2-0) e domenica scorsa ha pareggiato in casa con la Juve Stabia (1-1). Potrebbero sembrare dei segnali di calo ma sono comunque due risultati che ci possono stare. Perdere a Foligno che è riuscito a pareggiare a Foggia dopo essere andato persino in vantaggio può capitare. La formazione campana, invece, dopo gli acquisti di gennaio e il cambio in panchina, dove è stato chiamato Bonetti, sta risalendo la china e ha dimostrato di essere in grado di fermare qualsiasi avversario. Parlare quindi di crisi per il Gallipoli appare esagerato anche se bisogna sicuramente tenere conto di questi piccoli segnali e prendere le dovute contromisure. Contro la Juve Stabia mister Giannini ha dato fiducia ai due nuovi acquisti Buzzegoli e Sansone che fino a quando hanno avuto della benzina nelle gambe hanno tenuto su sia il centrocampo che l’attacco e quando il fiato però è venuto meno tutta la squadra ha accusato un calo. A questo si deve aggiungere l’assenza di Ginestra gettato nella mischia solo a pochi minuti dalla fine. Se, infine, non ci fosse stata l’epulsione di Rossi verso la metà della ripresa forse i salentini avrebbero portato a casa una vittoria conquistata con i denti. Parlare quindi di crisi sembra esagerato. Invece, il Gallipoli, almeno nel primo tempo, ha fatto vedere di essere ben messo in campo e di avere oramai dei meccanismi praticamente perfetti. Il primo posto è sempre alla portata dei leccesi.


FOGGIA - L’occasione sciupata contro il Foligno riporta il Foggia con i piedi per terra. La quota playoff resta a portata di mano, ma ci vorrà ben altra grinta in campo per acciuffarla. Al di là dei meriti degli umbri, non si è visto il Foggia di altre partite a cominciare dall’ultima recita di Cava dè Tirreni. Le assenze pesanti non giustificano una condotta a tratti rinunciataria specie sul 2-1 quando i rossoneri hanno tirato i remi in barca offrendo il fianco alla sfuriata umbra. Un Novelli conciliante quello che nel dopopartita ha interrotto il silenzio stampa (dopo un mese mezzo) per commentare un pareggio indigesto: «È stata una partita molto dura, il Foligno ha meritato il risultato. Noi dobbiamo crescere sul piano tattico e tecnico. C’è molto da lavorare, il campionato è lungo c’è da soffrire. In questi casi - ha aggiunto il tecnico - bisognerebbe scendere in campo fregandosene di tutto e di tutti, solo così si possono superare i momenti difficili che inevitabilmente una stagione comporta».

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