Cerca

CALCIO / Gallipoli e Foggia beffati Vince solo il Taranto. Potenza ko

Nella quarta giornata di ritorno della Prima Divisione di calcio, i salentini pareggiano in casa con la Juve Stabia, ma il Benevento fa altrettanto e resta a un punto. Si avvicina anche l'Arezzo (superato il Potenza). Impattanno anche i dauni. Tre punti per gli ionici
• Serie A: Lecce, luci e ombre
• Serie B: il Bari ha preso il il «vento» giusto
• Lanzafame (Bari) lascia il ritiro dell'Italia Under 21 perché infortunato
• Serie D: il Brindisi senza più rivali
• Pallavolo: Martina vince a Forlì, Gioia in casa. Castellana perde al tiebreak
• Basket: Brindisi concede il bis e scala la classifica
CALCIO / Gallipoli e Foggia beffati Vince solo il Taranto. Potenza ko
GALLIPOLI - Il Gallipoli vede sfumare una vittoria a tempo ormai scaduto. Il pareggio della Juve Stabia infatti è arrivato quasi un minuto dopo i cinque indicati dal direttore di gara, Meli di Parma. Nei primi quarantacinque minuti di gioco, la capolista ha trovato il vantaggio e poteva anche raddoppiare ipotecando la vittoria. Nella ripresa i campani sono apparsi più motivati, ma con Molinari la squadra di Giannini poteva chiudere l’incontro e, invece, alla fine è arrivata la beffa. La giornata è invernale e un forte vento di maestrale condiziona le fasi di gioco. Sul «Bianco» ritorna mister Bonetti che l’anno scorso ha guidato i giallorossi senza lasciare un buon ricordo tra i tifosi. Il Gallipoli parte forte contro la Juve Stabia. In campo schiera Cimarelli (il migliore dei giallorossi) al posto di Esposito, Buzzegoli e Sansone titolari. È l'8' quando Buzzegoli supera in slalom due avversari e dalla linea di fondo pennella un pallone per la testa di Russo che da pochi passi mette in porta il pallone del vantaggio. E’ un vantaggio meritato. La Juve Stabia è in balia della capolista. Al 18' Rossi si oppone ad una conclusione ravvicinata di Capparella. In campo c’è solo il Gallipoli. Fioccano occasioni da rete con Sansone (36'), Russo (37') e Buzzegoli (42'). Nella ripresa si vede una Juve Stabia diversa che preme alla ricerca del pareggio. Al 1' il direttore di gara annulla una rete a Biancolino per fallo di mano dello stesso. Fioccano le proteste. All’11' è bravo Rossi a deviare in angolo una punizione di Radi. Al 21' l’episodio che segna la gara. Rossi esce a valanga fuori l’area di rigore su Stentardo e viene espulso. A tanti, la decisione del direttore di gara appare decisamente esagerata. Poteva bastare il cartellino giallo. In dieci, il Gallipoli soffre di più la pressione degli ospiti. Al 36' Molinari si ritrova la palla del 2 a 0 sui piedi a pochi passi dalla porta sugli sviluppi di una calcio di punizione di Esposito, ma tira sorprendentemente a lato. La Juve Stabia protesta per un fallo di mano in area del Gallipoli e Bonetti viene espulso. Gli ultimi minuti sono un attacco all'arma bianca da parte dei campani che trovano il gol con Marino al 51' (ben oltre il recupero indicato) in mischia dopo un calcio d’an - golo. È un pareggio che sa di beffa. Anche se il Gallipoli, grazie al Benevento che non va oltre l’1-1 con la Paganese, resta primo in classifica.

TARANTO - Vincere aiuta sempre. Anche quando non è un bel vincere. IlTaranto ce la fa al culmine della fatica: fisica e mentale. S’impone senza dare di sé l’idea della compiutezza, dell’armonia, della stabilità. Scendendo a patti con i propri limiti. Mischiando rabbia e orgoglio. Trovando tutto alla fine. E quasi niente all’inizio e durante. Il gol che scioglie un pomeriggio di grumi e di ruggine è la contingenza più bella di una partita tendente al brutto. L’attimo propizio lo catturaDaSilva: felice il controllo, efficace il tiro, decisiva la deviazione di Filosa. È un gol in compartecipazione involontaria. Ma è solo il brasiliano ad esultare sotto la curva nord non più inanimata. La vittoria del Taranto, infatti, coincide con la riapertura dello «Iacovone», rimesso a norma dopo dieci partite a porte chiuse. Duemila spettatori sugli spalti: un ritorno timido, forse il segno di un’affezione un po’raffreddata. C’è da ricreare un clima e non è facile dopo troppi malintesi e qualche incomprensione. Soffre il Taranto, prima di piegare l’org anizzata resistenza del Real Marcianise. Soffre la pochezza della proposta. Soffre una manovra che non raggiunge mai unità di trama e di intreccio. Si ferma al rammendo. E rischia spesso di sfilacciarsi. È la qualità del gioco a zavorrare i tentativi del Taranto. A rendere improbabile l’incedere di una squadra che pensa con lentezza, non avendo in mezzo al campo l’uomo che riesca a dettare i tempi e a portare un po’ di logica. Lacuna che l’impiego simultaneo di Lima e Miglietta non colma, rende anzi più vistosa. Il brasiliano si piazza al centro della mediana e da lì dispensa il suo estro un po’ macchinoso. L’ex aretino gioca più alto, a ridosso delle punte, in una posizione che sembra limitarne l’impeto creativo. È un 3-4-1-2 quello che allestisce per l’occasione Stringara. Sorprende l’esclusione di Prosperi (gioca Di Bari).Masorprende di più l’imbarazzo del Taranto che lascia campo al palleggio prolungato del Real Marcianise (4-2-3-1). La squadra campana è salda dietro, specie centralmente. E fantasiosa tra le linee, dove Manco, Romano e Poziello ricamano con leggerezza, nell’attesa vana che Innocenti apra qualche varco. IlTaranto non va. Non viaggia sulle fasce. E non si mette mai nella condizione di poter pungere. Fumoso Carrozza, avulso Miglietta, lontano dall’area Da Silva. La cronaca è avara di spunti citabili, anche perché l’ostinata ricerca del gioco da parte del Marcianise si risolve in un dominio sterile. Unico brivido al 37’: errore in disimpegno di Nordi e palla buona offerta da Manco a Romano che lambisce il palo più distante. Nella ripresa, dopo nove minuti, Stringara corregge il Taranto. Fuori Di Bari e Carrozza, dentro Lolli e Caturano. Il doppio cambio rende più funzionale l’assetto, svelando l’insensatezza di qualche scelta iniziale. Sosa arretra per curare personalmente Romano. Ilnuovo compito lo porta stabilmente tra le linee, da dove può anche fornire un contributo in fase d’impostazione.Diventa spontaneamente più densa la manovra del Taranto. Lolli al primo affondo trova la testa di Da Silva, che non centra il bersaglio (12’). Anche Fusi ricorre alla doppia sostituzione. Taglia le ali, inserendo Galizia e Montanari. Fumagalli respinge una conclusione di Miglietta, che ora staziona maggiormente in mezzo (27’). Sembra il momento del Taranto. Stringara immette Sciaudone (fuori Miglietta). Ma è il Marcianise a sfiorare il vantaggio, partendo in contropiede con Romano e colpendo la traversa con Galizia (44’). Traversa che sembra annullare la pericolosità messa insieme in precedenza dal Taranto, quasi a ribadire che oltre il pareggio non ci può essere nulla. Invece ci sono il destro morbido di Da Silva e la deviazione sciagurata di Filosa
(46’). Il combinato-disposto che libera il Taranto dalle catene di un vaghissimo 0-0 e lo rimette in corsa per la salvezza.

FOGGIA - C’è sempre una prima volta, mai il Foligno l’aveva fatta franca allo Zaccheria. Il punto guadagnato dai ragazzi di Indiani va benone di più al Foggia, le recriminazioni sono tutte degli umbri. Poco prima del meritato pareggio dal dischetto di Coresi (Burzigotti plana su Cipolla), Bremec aveva dovuto respingere da campione un tiro ravvicinato di Furiani. E unminuto dopo l’incornata a botta sicura dell’ex Di Paula si spegneva di un niente poco sopra l’i n c ro c i o. Due campanelli d’allarme che avrebbero dovuto scuotere il Foggia. Sarà pur vero che i rossoneri sprecano una ghiotta occasione per aggangiare il treno dei playoff. Ma in campo si è vista una squadra involuta rispetto a Cava. Se a fine gara persino Novelli si concede un vago cenno agli assenti (Pecchia, Salgado, lo squalificato Lisuzzo e Pezzella) per giustificare una prova così così, si capisce come il rammarico per i due punti persi faccia il paio con una certa impotenza congiunturale. Il Foggia sfodera Mancino dietro la punta Germinale, il fantasista si muove benino però il dispositivo tattico non decolla. Le conclusioni verso la porta umbra arrivano con il contagocce. La rete del pareggio di Germinale è piuttosto occasionale: il corner di Mancino attraversa tutta l’area piccola prima che il bisonte trevigiano scaraventi in fondo al sacco. Se in prima linea il Foggia stenta, in difesa si aprono praterie per gli avanti folignati. Il vecchio Cipolla si diverte come un bimbo al luna park fra le maglie larghe della difesa foggiana, prima che nella ripresa Novelli lo affidi alle cure piuttosto rudi del neo acquisto De Rosa. La rete del momentaneo vantaggio di De Paula (27’) nasce da una clamorosa svista di Zanetti e compagni che tengono in gioco Coresi. Lo spiovente di Baldanzeddu viene così corretto in mezzo all’area dove c’è il brasiliano per la comoda battuta a rete. Il Foggia produce una sola palla-gol al 34’: il tiro di Velardi (positiva la sua prova) trova sulla traiettoria Baldanzeddu che salva sulla linea. Ma poi nel finale del primo tempo è ancora il Foligno a far tremare lo Zaccheria: l’i m p re n d i b i l e Cipolla dalla destra imbecca l’isolato Signori che a due passi da Bremec spara sopra la traversa. Nella ripresa Novelli tira fuori dalla mischia uno spento Troianiello per De Rosa: Velardi da interno destro di centrocampo viene spostato sulla linea dei trequartisti e fa il suo dovere anche lì. I rossoneri corrono meno rischi sulla mediana, ma per la difesa non c’è puntello che tenga. Colombaretti e Pedrelli sugli esterni fanno un gran lavoro, la voragine è al centro. Quando Piccolo al 14’ trova il gol del 2-1 (spiovente di Mancino, assist di Zanetti) il Foggia crede di avere l’avversario in pugno. Novelli mette dentro anche l’atteso Malonga, ma il ragazzo (giù di condizione) combina poco. Tanto più che dopo il 2-2 il Foggia non ha più la lucidità per riportarsi in avanti.

AREZZO - Partita a due facce, tra Arezzo e Potenza. Finché il risultato è rimasto in parità e gli uomini di Arleo sono riusciti ad arginare gli attaccanti amaranto tutto èandato per il verso giusto, dal vantaggio di Terra in poi il Potenza è scomparso e per Cari e soci è stato facilissimo portare la vittoria in porto. La formazione di casa scende in campo con l’undici annunciato alla vigilia: coppia d’attacco Chianese- Baclet e regia affidata al brasiliano Togni, all’esordio da titolare per la squalifica di Beati. Mister Arleo prova a sorprendere l’Arezzo con una difesa a tre, con Patarini, Cuomo ed il giovane Pires, e tre attaccanti larghi, Mangiapane, Cantoro e Nolè. La tattica di Arleo funzione perfettamente per 45 minuti. L’Are zzo sbatte sul muro difensivo potentino e non trova nessun varco sulle fasce laterali. Croce, più intraprendente, cerca di far soffrire Dei, Bondi prova a saltare Lolaico ma l’esterno ospite, con le buone o con le cattive, mette il bavaglio al fantasista brasiliano impedendogli di muoversi a suo piacimento. Per quasi mezz'ora non si vede neanche un tiro in porta. Il primo ad abbozzarlo è il potentino Mangiapane con un destro a rientrare che crea più paura al pubblico che al portiere Botticella. Quello di Mangiapane rimarrà l’unico tiro ospite verso la porta amaranto, per il resto della partita Botticella sarà spettatore non pagante. Semmai, il suo tiro suona la carica all’Arezzo che, da quel momento, comincia a farsi pericoloso dalle parti di Groppioni. Il primo a provarsi è Matute che, dopo un rapido triangolo con Croce, entra in area e tira. Bella l’azione, bruttissimo il tiro che finisce alle stelle. Dopo Matute ci prova due volte Baclet, prima con un colpo di testa su angolo di Bondi che finisce alto e poi, nell’azione più bella del tempo, con un pallonetto su Groppioni in uscita, che finisce appena sopra la traversa. La ripresa parte con la svolta del match. Corre il 5’, calcio d’angolo per l’Arezzo: batte Bondi, Matute prolunga, Terra irrompe sul secondo palo e, di piatto, manda la palla in fondo al sacco. Nell’occasione il portiere Groppioni appare in ritardo, forse sorpreso dalla deviazione di Matute. Arleo prova a rimediare allo svantaggio inserendo un attaccante, Sarno, per un difensore, Patarini. L’uni - co risultato che ottiene l’a l l e n at o re ospite è di sbilanciare la squadra ed esporsi al contropiede amaranto. Dopo due tentativi falliti da Chianese ed un tiro di Turienzo parato con bravura da Groppioni, arriva il raddoppio. Bondi recupera palla subito dopo il centrocampo, s'invola verso l’area scordandosi dei compagni liberi e, dopo aver saltato Cuomo, batte il portiere ospite sul palo lontano. Gli ultimi minuti sono solo accademia con il Potenza incapace di avvicinarsi alla porta aretina. Finisce con l’Arezzo a festeggiare sotto la curva ed il Potenza a meditare su una sconfitta pesante. La salvezza rossoblù va cercata in altre partite.

PRIMA DIVISIONE – GIRONE B – 4ª GIORNATA RITORNO

Arezzo - Potenza 2-0
Crotone – Cavese lunedì
Foggia - Foligno 2-2
Gallipoli – Juve Stabia 1-1
Paganese - Benevento 1-1
Perugia – Pescara 0-0
Taranto – Real Marcianise 1-0
Ternana – Sorrento 2-1
Virtus Lanciano – Pistoiese 1-0

CLASSIFICA: Gallipoli 41 punti; Arezzo, Benevento 40; Crotone 36; Cavese, Foggia 32; Ternana, Real Marcianise 27; Paganese, Perugia 26; Pescara, Sorrento 25; Lanciano 24; Taranto 23; Juve Stabia 22; Foligno 21; Potenza 15; Pistoiese 14. Pescara 1 punto di penalità Juve Stabia 2 punti di penalità Potenza 3 punti di penalità

PROSSIMO TURNO – 5ª GIORNATA RITORNO – 15/02 – ORE 14.30

Benevento - Crotone
Cavese – Virtus Lanciano
Foligno - Ternana
Gallipoli - Perugia
Juve Stabia - Foggia
Pescara - Real Marcianise
Pistoiese - Sorrento
Potenza - Paganese
Taranto - Arezzo

SECONDA DIVISIONE - GIRONE C - RECUPERO 4ª GIORNATA RITORNO

Catanzaro – Vibonese 0-0

CLASSIFICA: Cosenza 49 punti; Catanzaro 41; Gela 39; Pescina 34; Andria 32; Monopoli, Cassino 28; Noicattaro 26; Vibonese, Scafatese 25; Barletta 24; Igea Virtus 23; Melfi 21; Aversa Normanna, Isola Liri 20; Val di Sangro, Manfredonia 19; Vigor Lamezia 17. Manfredonia 1 punto di penalità

PROSSIMO TURNO – 5ª GIORNATA RITORNO – 15/02 – ORE 14.30

Cassino - Gela
Cosenza - Isola Liri
Igea Virtus B. – Catanzaro
Manfredonia - Barletta
Monopoli – Aversa Normanna
Pescina VdG - Andria
Scafatese - Val di Sangro
Vibonese – Noicattaro
Vigor Lamezia - Melfi

RECUPERO SERIE D - GIRONE H 


RECUPERO SERIE D - GIRONE H

Francavilla Pz – Francavilla Br 2-1

CLASSIFICA: Brindisi 51 punti; Nocerina 42; Pianura 39; Pomigliano 36; Ischia 33; Matera 32; Francavilla Pz, Turris 29; Bacoli, Fasano 28; Francavilla Br 27; Angri 24; Bitonto 22; Grottaglie 21; Sp.Genzano 20; S.A.Abate 17; Cilento 15; Venafro 12.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400