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CALCIO & VIP/Vincenzo Divella e Lacirignola stregati dal Bari

Una squadra di calcio è anche lo specchio di una città. Nessuno può dimenticare la prima volta allo stadio con la sciarpa biancorossa, il boato della folla che diviene un sussulto interiore. Nessuno può non amare la squadra che porta i colori della propria città. Neppure personaggi vip come Vincenzo Divella e Cosimo Lacirignola sono insensibili al fascino del pallone
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CALCIO & VIP/Vincenzo Divella e Lacirignola stregati dal Bari
Vincenzo DivellaBARI - Una squadra di calcio è anche lo specchio di una città. Non solo per una questione di riconoscibilità - da molti sportivi Bari è conosciuta all’estero, nel bene e nel male, perché la patria di Tonino Cassano - ma perché fa parte dell’orgoglio e del senso di appartenenza che ognuno custodisce dentro di sé. Nessuno può dimenticare la prima volta allo stadio con la sciarpa biancorossa, il boato della folla diviene un sussulto interiore, una specie di imprinting che può sfociare in una profonda fede. Ma i fedeli, i seguaci del Bari, sono – erano sino a qualche tempo fa - davvero rimasti in pochi, per tutti gli altri la sagoma dello stadio indicava solo l’ingresso di Poggiofranco uscendo dalla tangenziale. Tante nuove generazioni non lo hanno più frequentato, troppa amarezza, spesso vergogna! Un peccato per una città che questo sport ce l’ha nelle viscere, se ne ha la prova quando al San Nicola gioca la nazionale!

Ora soffia un vento nuovo, e il calcio torna a far parlare di sé, il Bari è primo in classifica e, per una volta, non lotta per la salvezza. Ma i sentimenti sono contrastanti da un lato c’è voglia di crederci, d’altro canto di sbattergli la porta in faccia come ad un amore che ti ha tradito tante, troppe volte. Ma più che in altre occasioni oggi bisogna rischiare e crederci ancora, trovando il coraggio di riportare i figli allo stadio e regalargli l’orgoglio della sciarpa biancorossa.

Un segnale forte, viene anche da tre tifosi DOC, Vincenzo Divella, presidente della Provincia e Cosimo Lacirignola presidente della Fiera del Levante che hanno voluto testimoniare la rinascita biancorossa. «Non sono felice – riferisce Vincenzo Divella - ma strafelice che il Bari sia capolista della serie B all’inizio del girone di ritorno. Da tempo auspicavamo che la squadra della nostra città capoluogo di regione avesse le migliori previsioni possibili in classifica.

E con grande gioia vediamo che non solo è al primo posto della classifica, ma che lo è stabilmente. A mio parere tutto ciò non ha rilevanza solo sportiva per Bari: penso che se il Bari andasse, e meritamente, in serie A, la sua entrata nell’Olimpo delle grandi squadre nazionali non sarebbe solo una vittoria sportiva ma avrebbe degli ottimi riflessi anche nel settore turistico, in quello dell’immagine e della promozione di tutto il territorio barese, oltre che della Puglia intera. Anzi, in tal senso, possiamo già tutti organizzarci per far sì che questo accada.

Sono sincero quando dico che, anni fa, per un po’ di tempo mi ero allontanato dalla squadra, mi innervosivo troppo. Viceversa posso dire che quest’anno, tranne due partite che mi sono perso per impegni istituzionali, sono andato ogni sabato allo stadio San Nicola per vedermi la squadra dal vivo. Anzi, vi dirò di più, mi sta venendo una voglia matta di seguire il Bari anche tutte le volte che giocherà in trasferta, una cosa che ero solito fare anni addietro quando il Bari, appunto, era in serie A.

Mi sembra doveroso complimentarmi con l’allenatore Antonio Conte, un uomo che ha dimostrato come si possa anche scalare la vetta della classifica ed ottenere risultati insperati grazie ad un buon gioco di squadra e ad un grande impegno. Ovviamente non posso non pensare a loro, i veri protagonisti di questa bellissima avventura: i giocatori. Ai ragazzi della nostra amata squadra va il mio grandissimo e fortissimo in bocca al lupo: ragazzi, riportate questa città agli antichi fasti, fateci sognare ancora. Forza Bari!».

«Lo stadio San Nicola finalmente gremito – dice Cosimo Lacirignola - i tifosi sostenitori convinti di una squadra capace di vincere e convincere, il ritorno della famosa esultanza del trenino subito dopo un gol. Ci eravamo disabituati a queste situazioni e ad un Bari non soltanto nella parte sinistra della classifica ma addirittura in cima. E, invece, la saggezza del tecnico Conte, le ottime scelte di mercato di Matarrese e Perinetti e la forza e la grinta di una formazione di nuovo competitiva ci hanno restituito un entusiasmo calcistico che nella nostra città mancava da troppo tempo. E’ ancora presto per considerare raggiunto il traguardo della promozione – diretta o attraverso i play-off – ma un organico di questo livello ci autorizza a sognare ad occhi aperti e a guardare con fiducia alle ultime giornate di campionato. La serie A è ad un passo e un Bari nella massima divisione rappresenterebbe un risultato positivo non soltanto dal punto di vista sportivo ma anche economico, visti l’indotto dell’intero movimento calcistico e l’appeal che questo sport ha nel nostro Paese ma anche all’estero. E, allora, da presidente della Fiera del Levante ma soprattutto da sostenitore del Bari, do un ‘in bocca al lupo’ ai biancorossi perché continuino ‘fieramente’ – è il caso di dirlo – su questa strada.»
n.c.

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