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Martedì 17 Ottobre 2017 | 22:53

Rinviata l'elezione del presidente della Lega

L'assemblea generale ordinaria si terrà entro il 6 marzo. Imperniata sul rinnovo del governo della Lega, a cominciare dal presidente e dal vice presidente vicario, prima i club dovrebbero ratificare il nuovo sistema di voto ponderato
Rinviata l'elezione del presidente della Lega
Antonio MatarreseMILANO – L'assemblea generale ordinaria di Lega calcio si è chiusa senza l’elezione del presidente ed è stata rinviata a un’altra data entro il 6 marzo. È cominciata poco dopo le 12.30 alla presenza di 39 società, 20 di Ae 20 di B (assenti Ascoli e Livorno). L'assemblea era imperniata sul rinnovo del governo della Lega a cominciare dal presidente e dal vice presidente vicario. Ma prima i club avrebbero dovuto ratificare il nuovo sistema di voto ponderato che appunto deve essere impiegato per la prima volta per le elezioni delle cariche. Si tratta di passare dal classico voto a testa a una complessa formula che prevede che le società di A abbiano nell’assemblea un peso complessivo pari al 60% e quelle cadette il restante 40%. In pratica quindi il voto di una società di serie A vale 1,6 rispetto allo 0,7 di ciascuna società di B.

Il delicato passaggio della nuova norma sul voto ponderato è poi legato direttamente all’abrogazione della delibera con la quale la serie B si impegnava a non opporsi a un’eventuale scissione della Lega decisa dalla serie A. In via Rosellini sono comunque arrivati anche diversi avvocati: tra gli altri Leandro Cantamessa, legale del Milan e grande esperto della questione scissione. Resta invariato il regolamento che prevede per l’elezione del presidente una maggioranza nei primi due scrutini dei 3/4 dell’assemblea, mentre dal terzo scrutinio il quorum si abbassa ai 2/3. 

«L'assemblea si è fermata subito perché la A non ha accettato il 60-40% legato alla rinuncia alla facoltà di potersi separare». Lo ha dichiarato Adriano Galliani. «Secondo noi – ha proseguito l’amministratore delegato rossonero – il maggior peso della Serie A è dovuto, la serie B lo avrebbe concesso solo contro la nostra rinuncia a fare una Lega di sole società di serie A. E poi noi vogliamo maggior peso anche in Consiglio di Lega. Adesso ci sarà una nuova tornata elettorale, probabilmente, il 6 marzo. Matarrese? Non mi pare ci siano altri candidati», ha dichiarato Galliani che poi è tornato sull'ipotesi di consiglio di Lega allargato. «E' un’ipotesi. La Lega sta cambiando molto, prima era un’azienda da 40-50 milioni di euro di fatturato. Adesso venderà i diritti del campionato, 900 milioni-un miliardo di euro. È chiaro che chi genera questi ricavi vuole essere coinvolto nelle decisioni». 

Prima del rinvio così sie erano espressi alcuni dei partecipanti. «Non credo che si arriverà oggi all’elezione del presidente, la governance e i criteri applicativi sono più importanti». Lo ha detto l’amministratore delegato della Sampdoria. «E' un momento particolarmente delicato, perché tra un anno entra in vigore la Legge Melandri e il dibattito è ancora molto aperto – ha aggiunto Marotta -. Non credo che si arriverà all’elezione oggi. Le posizioni non sono ancora delineate, quella della Sampdoria è per un moderato rinnovamento».

«Ci sono ancora un pò di cose da discutere, com'è giusto che sia». Urbano Cairo, presidente del Torino e consigliere uscente per la Serie A – insieme a Giovanni Cobolli Gigli (Juventus), Claudio Lotito (Lazio), Mario Moroni (Lecce), Gino Pozzo (Udinese) e Alessandro Ruggeri (Atalanta) -, anticipa lo slittamento della rielezione-lampo di Antonio Matarrese (cosa che sembrava certa dopo la riunione del consiglio una settimana fa). «Diciamo che tutto è stato fatto abbastanza rapidamente – conviene Cairo -. Se si riesce a fare rapidamente meglio, il ragionare per bene su tutto non è una cosa sbagliata. Anche perchè, si parla del governo del calcio per i prossimi due anni». Ma lei sta con Matarrese?, gli domandano. «Non è che io stia con l’uno o con l’altro. Sono per chi ha un progetto serio per i prossimi anni che sono impegnativi. Matarrese – ha concluso – ha fatto un buon lavoro, poi si può fare anche di più, vediamo cosa succederà, cosa bolle in pentola».

«Dobbiamo ratificare il voto ponderato e poi procedere a un lungo numero di elezioni, il presidente di Lega, il vicario, ad arrivare fino ai consiglieri federali». Sulla presunta (e poi verificatasi) fumata nera il presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli dice: «Io sono rimasto al Consiglio della settimana scorsa in cui non si è votato però sono stati proposti dei nomi, e trovavo quella composizione, in cui era prevista la rielezione di Matarrese, corretta e sulla quale si può ancora lavorare».

«Sento un’aria strana: sono abbastanza pessimista sull'elezione del presidente». Così Tommaso Ghirardi al suo arrivo in Lega. «Zamparini ha mandato una lettera a tutti noi presidenti in cui diceva che serve più calma per prendere queste decisioni e pensare come strutturare la governance del calcio – ha continuato Ghirardi -. Credo che abbia ragione e anche secondo me tutto si sta svolgendo un pò in fretta». Ghirardi ha aggiunto che comunque sarebbe contento della rielezione di Matarrese.

«Essere consigliere di Lega è mettersi a disposizione della collettività. È un sacrificio. Io sono stanco e penso che ci sia bisogno di gente nuova che faccia meglio... perché peggio è difficile». Lo ha dichiarato il presidente del Cagliari Massimo Cellino in Lega per l’assemblea generale. «Chi dice io sono in Lega da tanti anni dovrebbe star zitto. Io non voglio più essere nè vicepresidente, nè consigliere di Lega. Metto a disposizione il mio posto anche perchè non sento più di dovermi difendere e mi sento tutelato. Io penso che la mia presenza non sia più indispensabile».

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