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Martedì 21 Novembre 2017 | 00:14

basket brindisi

Più che una bella squadra
serve un grande palasport

palasport brindisi

di FRANCO DE SIMONE

Se non fosse per la New Basket Brindisi, ancora alle prese con l’allestimento del roster, verrebbe da dire che quasi tutte le altre squadre che daranno vita al campionato di Lega A ‘17-‘18, sono pronte o quasi. Le società risultano a buon punto per terminare l'opera. Quindi, è Brindisi a restare alle prese con il completamento dell’organico, in primis a causa del forte ridimensionamento economico, ma, nonostante i canti delle Cassandre di turno, il giemme Alessandro Giuliani e il nuovo coach Sandro Dell’Agnello sono a buon punto. Servono, come tutti ben sanno, due lunghi da miscelare al play Usa Anthony “Cat” Barber, alla guardia Scott Suggs, al veterano Milenko Tepic e al muscolare Obinna “Obie” Oleka, oltre che al brindisino doc Marco Giuri ed al play-guardia bulgaro di formazione italiana Georgi Sirakov. Ai quali vanno aggiunti i confermati Daniel Donzelli, Blaz Mesicek e il capitano Marco Cardillo.

A dirla tutta, circola voce dell’interessamento di Brindisi all’ala-pivot Omari Johnson, 28 anni, 205 centimetri, prodotto dell’Oregon State, di passaporto giamaicano che lo scorso anno ha giocato in Lituania al Neptunas Klaipeda, con la cui squadra ha fatto registrare una media di 8.3 punti partita e 5.6 rimbalzi nel corso delle gare di Champions League FIBA.

Dovesse essere Johnson il prescelto, è scontato che per il centro (l’ultimo da inserire nel roster) Brindisi spenderà il terzo slot extracomunitario.

Ma a Brindisi non mancano ovviamente ben altri inciampi, necessari da evitare. Non ultimo, se non in assoluto il primo da risolvere è legato alla questione palasport.

Nonostante gli sforzi che la dirigenza della New Basket Brindisi continua a produrre, Brindisi non avrà a breve futuro in Lega A se non avrà programmato la costruzione di una struttura da cinquemila ed oltre posti. Inutile girarci attorno. Dirigenti e staff tecnico, assieme alla squadra, potranno compiere salti mortali, raggiungere, com’è nel sogno di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della New Basket, che Cardillo e soci riescano nell’intento di conquistare alla svelta la permanenza. Ma poi? Se non si produrrà idonea documentazione, atta a dimostrare che anche Brindisi è a lavoro per dotarsi (com’è giusto che sia) di una struttura che rispetti il diktat della Federbasket, tutti i sogni, i sacrifici compiuti negli anni, andranno a farsi benedire perchè Brindisi - fuori dai denti - in Lega A non avrà futuro.

Non si cercano colpevoli. Non avrebbe senso alcuno. Si cercano uomini di buona volontà che si industrino affinchè si possa dimostrare che, nel giro dei tempi tecnici di costruzione necessari, anche Brindisi si sarà adeguata alla normativa della Federbasket, ma nel frattempo, avrà avuto la possibilità di continuare a vedere lo spettacolo della massima serie di pallacanestro, nell'obsoleto, vecchio e allo stesso tempo glorioso impianto di Contrada Masseriola.

Non è affatto, quest’ultima, una posizione da mettere da parte. Che non può essere lasciata nelle sole mani della dirigenza brindisina. Al problema devono concorre tutte le componenti. Brindisi non può rinunciare ad avere la squadra nella massima serie perchè per anni è stata incapace di regalarsi una palazzetto. Ed allora si lavori da subito alla questione palasport. Contestualmente al perfezionamento della squadra.

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