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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:21

Cras al secondo posto nella A1 femminile

Nella decima giornata del massimo campionato di basket, Taranto supera anche Schio 77-54 e si porta alle spalle della capolista Parma
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Il Cras TarantoCRAS-FAMILA WUBER 77-54

CRAS TARANTO: Zimerle 8, Greco 5, Mahoney 13, Godin 6, Batkovic 17; Bello 7, Siccardi 3, Sanchez 5, David 11, Prado 2. All. Ricchini.
FAMILA WUBER: Moro, Masciadri 12, Macchi 6, Antibe 13, Ciampoli; Maiorano, Feaster, Ress 7, Humphrey 16, Pantani. All. Orlando.
ARBITRI: Flammini di Ferrara e Fabiani di Firenze.
PARZIALI:
NOTE: Cras T2 22/41, T3 6/14, TL 15/25; Schio T2 14/34, T3 3/20, TL 17/21.

TARANTO - Irresistibile Cras. Anche la spigoloso Schio deve inchinarsi allo strapotere della squadra jonica, che oggi, domenica 14 dicembre, ha firmato la tredicesima vittoria consecutiva tra Europa e Italia. Oltre ad una prova pregevole sotto il profilo cestistico, che diverte lo splendido pubblico del PalaMazzola, si tratta di un successo pesante. Sì, perché a tre turni dalla fine dell’andata, Taranto è virtualmente qualificata alla final four di Coppa Italia. Ma per centrare questo obiettivo bisognerà stringere i denti sino all’ultima prova decisiva, in programma il 28 dicembre al PalaMazzola. 

LA PARTITA - La partita è, da subito, un bel capitolo di basket. In campo attrici importanti, che si affrontano senza remore. Taranto parte col piede sull’acceleratore, con una Batkovic esplosiva e con Zimerle e Greco ficcanti: 5-2 al 4’. La Famila risponde con l’ala nuova arrivata Humprey, che ispira il 6-5 veneto del 5’. E’ una battaglia. Taranto deve trovare le armi giusti e allora Ricchini chiede timeout. Duello tra panchine (Orlando, sulle spine, cambia gli addendi in continuazione), visto che il match rammenta il gioco degli scacchi. Pedine forsennate sul quadrato bianco-nero. Il fine? Lo scacco matto. Serve pazienza per ricamare canestri. Cras, all’improvviso trova il fiuto giusto, mordendo con David e Greco: 14-9 al 9’. Mentre la Famila ha difficoltà nella mira, intestardendosi da lontano e collezionando errori. 

Orlando prova a scuotere Schio ad inizio di secondo periodo. La teorica arma pescata da Orlando è il mis-match (sfruttamento dei centimetri nel confronto individuale), con il massimo esempio chiamato Macchi. L’ala della Nazionale si cimenta nel ruolo di play, ma lo strumento non funziona, visto che l’ex Moro rientra dopo una pausa ossigenante E’ Taranto che pressa e vola a canestro. Tripla di Bello al 15’: 25-17. Da qui si eleva come un’onda Taranto. Intelligenza tattica e pressione difensiva. Gli strumenti rilanciano in attacco la squadra di Ricchini che, col collettivo, fora canestri in continuazione. Schio è inerte, solo l’ala Humprey è vitale. Ma l’amica di Nazionale Usa di Brunson (assieme hanno vinto l’oro ai Panamericani del 2007, oggi il centro di Washington è spettatrice speciale a bordo campo) non basta alla Famila. Il Cras comanda: spingendosi sino al +12 del 19’, col break di 24-17 che gode anche dei canestri acrobatici di Siccardi e Batkovic. Il primo tempo si chiude col Taranto sereno, avanti: +11. 

La battaglia prosegue nella ripresa. Che bella battaglia. Il Cras fa della sua difesa a cambi sistematici (attaccanti che trovano marcatrici diverse in corso d’opera) un’arma urticante, sulla quale sbatte la Famila. Contestualmente emerge il contropiede rossoblù, che ha più voci sotto il cesto. Quella più alta è di Suzy Batkovic, ispirata probabilmente all’illustre avversario. Aggrappato all’australiana, il Cras prova a filarsela: +14 al 26’. Poi scocca il minuto del tiro da tre: l’ex Sanchez (51-37), imitata da Macchi, con Schio che galleggia a mala pena: +11 pugliese, che diventa +16 sulla sirena del terzo periodo. Merito di Mahoney, che spunta dal cespuglio difensivo (diventato a zona: Orlando prova a sfodare Ricchini… ) del “vicino” come un fungo velenoso. 

Protagonisti gli arbitri all’inizio del quarto periodo. Fischi opinabili, che spezzettano uno spettacolo bellissimo. Le squadre, però, mantengono la freddezza. Come Mahoney, che prova a lanciare lontano la sua squadra. L’americana firma il +17 del 32’. Orlando chiama timeout, con Schio che quasi sprofonda. Altre mazzate da giungono dalle buone alternative di Ricchini. Come Sanchez e Godin, gente avvezza alla sofferenza. Cestiste che, con le altre compagne, stanno facendo grande il Cras. Schio? Soffre, spinta all’angolo: +23 al 35’. Ma Taranto non perde la concentrazione, anzi continua a macinare il basket-show, che ha 10 interpreti. Una squadra vera, che ora inizia a sognare. 

RICCHINI: LA VITTORIA DELLA MATURITA’ - Soddisfazione. Soprattutto “per il sostanzioso basket messo sul campo, che ci ha permesso di conquistare una vittoria che definisco vittoria della maturità”. Così, a caldo, il coach del Cras Roberto Ricchini. “La Famila era un avversario spigoloso, una concorrente dei quartieri alti della classifica, che abbiamo superato imponendo la forza del collettivo. La difesa la miglior arma? Direi di sì – risponde il coach che con Taranto non perde dal 29 ottobre, primo successo su Gospic Ndc – perché con una continua marcatura con cambi sistematici, abbia tolto spazi vitali alla squadra avversaria. Tale difesa arcigna, ci ha permesso poi di sfruttare l’arma del contropiede, produttiva. A tutte le ragazze faccio un plauso, perché se ci fate caso tutte sono andate a segno. E questo non è un caso”. 

A tre partite dalla fine il Cras ha sotto tiro le finali di Coppa Italia. “Sarà una volata appassionante ed equilibrata sino alla fine – dichiara la guardia Rosi Sanchez – a noi spetta il compito di stringere i denti e continuare a cercare il miglior basket possibile”.
Dopo il bel successo di Schio, giovedì 18 alle 20,30 al PalaMazzola (prevendita da lunedì 15 già disponibile presso la segreteria societaria, info: 099-7797246) è in programma una nuova partita-chiave della stagione. Il Cras sfida le rumene dello Sfantu Gheorghe. E’ il ritorno dei sedicesimi di finale. Taranto parte col +5 dell’andata.

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