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La Virtus Molfetta sciupa tutto

Nella decima giornata della serie A Dilettanti di pallacanestro, i pugliesi arrivano a un vantaggio di 17 punti a Firenze, ma nell'ultimo quarto accade l'incredibile. Finisce 67-61. Le altre gare (domenica): Palestrina-Potenza, Ostuni-Fossombrone e Siena-Matera
Firenze - Nuova Virtus Basket Molfetta 67 – 61

Parziali: 13-23, 28-39, 39-53, 67-61

Firenze: Verri 7, Cohen 21, Mercante 5, Romboli 0, Colombo 2, Bonsignori 13, Novi 4, Andreaus 2, Bertolini 13, Bosio ne. Coach: Lambruschi.

Virtus Molfetta: Maggi 10, Mapelli 2, Parrino 0, Malamov 16, Stijepovic 4, Nanut 9, Leo 10, Puglia ne, Di Marcantonio 10, Pisani ne. Coach: Carolillo.

Arbitri: Enrico Bartoli di Trieste e Alex D’Amato di Roma

MOLFETTA - A questo punto non ci possono essere più giustificazioni o recriminazioni. A Firenze la Virtus sciupa malamente e maldestramente una ghiotta occasione per centrare la prima vittoria in campo avverso e soprattutto per ridare fiato ad una classifica a questo punto davvero pericolosa. Ed invece i biancoazzurri di coach Sergio Carolillo padroni del campo per tre quarti di gara, nell'ultima frazione si trasformano e smettono di giocare, consentendo ai padroni di casa, sino a quel momento spettatori non paganti della contesa, di ripianare lo svantaggio accumulato e addirittura di andare a vincere davanti agli occhi disperati di dirigenti molfettesi e tifosi che avevano seguito la squadra sino in Toscana.

Eppure, come accennato, le premesse per raccogliere un risultato positivo c'erano tutte. Dopo palla a due la Virtus imponeva subito il suo gioco. I primi due punti erano di Patrick Nanut cui rispondeva immediatamente Firenze per l'immediato pareggio. Si andava così avanti sempre appaiati sino al primo allungo molfettese, sul 12 a 6 grazie ai canesri di Leo, Maggi e Nanut che realizzava altri quattro punti sfruttando anche i primi due tiri liberi dell'incontro. Molfetta era padrona del campo tanto da toccare il massimo vantaggio della prima frazione sul 23 a 10 con Nanut che realizzava dopo un uno contro uno. Il quarto si chiudeva poi sul 23 a 13.

Il secondo quarto cominciava con un parziale di 4 a 0 per i padroni di casa, serie prontamente interrotta da Maggi prima e da Malamov poi che realizzava i primi due punti in maglia biancoazzurra. La Virtus riusciva a gestire i tentativi di rimonta dell'avversario ed a tenerlo sempre a distanza incrementando a fine quarto il distacco: il tabellone al riposo lungo segnava infatti il risultato di 39 a 28 per Molfetta. A metà del cammino la Virtus dava la sensazione di aver imboccato la strada giusta e di poter giungere in scioltezza al suono della sirena.

Il terzo quarto, frazione di gara in cui sinora Molfetta aveva sempre registrato un calo fisico e di gioco, era invece ricco di soddisfazioni per gli ospiti. Sul parquet di un Pala Mandela che appariva desolatamente vuoto al cospetto dei circa duecento tifosi presenti, tra cui una ventina provenienti da Molfetta, capitan Maggi e compagni continuavano a giocare un buon basket. Coach Carolillo dalla panchina trovava sempre le soluzioni giuste per limitare gli avversari e ribattere contro su colpo gli attacchi di Cohen, Bertolini e Bonsignori che a fine gara sarebbero risultati i migliori tra le fila del Firenze.

Dopo pochi secondi dall'inizio della frazione Molfetta raggiungeva il vantaggio massimo di 17 punti grazie a Leo che realizzava facilmente grazie ad un assist di un altruista Nanut che faceva tutto bene, si liberava dell'avversario e serviva al compagno il più facile dei palloni da mettere nel cesto. Momenti di apprensione qualche secondo dopo quando Milos Stijepovic usciva zoppicando dal rettangolo di gioco dopo uno scontro fortuito: infortunio lieve subito recuperato anche grazie all'abilità dei sanitari biancoazzurri. La gara andava avanti punto a punto e il quarto si concludeva sul punteggio di 53 a 39 per la Virtus.

Nell'ultimo quarto accadeva l'imprevedibile. Tutto quello che nessuno si attendeva si verificava. Un film dell'orrore, la sagra dell'errore, la fine del gioco della Virtus che diventava spettatore impotente ed assisteva ad una straordinaria quanto assurda rimonta dei padroni di casa. I molfettesi non sbagliavano sotto canestro, facevano di più: non andavano praticamente mai al tiro. Le braccia si facevano molli e le mani tremavano sotto i tabelloni. Dall'altra parte invece gli uomini di coach Lambruschi capivano di avere la possibilità di rientrare in partita e premevano sull'accelleratore senza praticamente trovare opposizione da parte degli ospiti. Carolillo tentava di mischiare le carte chiamando un time out quando mancavano 6 minuti e 50 secondi a fine gara ma la mossa non sortiva effetti.

Molfetta continuava a sbagliare i tiri ed a perdere palla in attacco. Dall'altra parte Firenze senza nemmeno sforzarsi troppo rosicchiava punti a Molfetta che a un minuto e 45 dalla fine perdeva Di Marcantonio per quinto fallo e pochi secondi dopo, mancava un minuto e 12 secondi al suono della sirena, veniva raggiunta sul pari 60 e poi superata sul 61 a 60 grazie a due tiri liberi messi a segno da Bertolini. La gara di Molfetta si concludeva praticamente qui: a referto sarebbe andato ancora solo Malamov con un punto frutto di un tiro libero. Ma il gioco era oramai solo di Firenze che uno dopo l'altro collezionava i sei punti necessari a fissare il punteggio finale sul 67 a 61 con un imbarazzante parziale per Molfetta di 28 a 8.

I padroni di casa potevano così festeggiare il ritorno alla vittoria mentre i molfettesi abbandonavano il parquet a testa bassa, senza nemmeno salutare i propri sostenitori ed evitando di incrociare lo sguardo con il presidente Bellifemine che dalla panchina aveva seguito l'incontro e che a fine gara, deluso per quanto visto, annunciava clamorosi provvedimenti nei prossimi giorni.

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