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Coach Ricchini: «Possiamo arrivare lontano»

Il tecnico del Cras Taranto (A1 femminile di basket) parla dopo il record di dieci vittorie consecutive: «Con il gruppo possiamo arrivare fino in fondo dappertutto. Brunson? Aspettiamola e poi penseremo al nuovo progetto tattico»
Coach Ricchini: «Possiamo arrivare lontano»
Elodie Godin (Cras Taranto)TARANTO - «Il Cras è in una fase di crescita e credo che abbia la forza di arrivare in un fondo ad ogni traguardo: finali di Coppa Italia, playoff-scudetto e Europe Cup». Dopo dieci partite che hanno dato luce alla stagione del basket femminile, l’allenatore Roberto Ricchini traccia un primo bilancio e fa le previsioni alla sua squadra.

IMPRONTA CORALE - Se il Cras sta facendo risultato, firmando un trend storico di 10 successi di fila tra campionato e coppa, per il coach piemontese il merito è «la stessa direzione verso la quale adesso convergono le giocatrici». Taranto sta acquisendo la filosofia collettiva del tecnico di 55 anni, che ha un’esperienza di quasi tre lustri nel basket femminile d'alto livello. «Sì ora il Cras gioca da squadra – sottolinea l’allenatore – , credo che l’inizio duro sia da imputare ad una mancanza di conoscenza del mio metodo. Col tempo, appresi i fondamentali, la squadra ha sciolto certe sue riserve. Ma ciò non vuol dire che ci sentiamo arrivati. Le ragazze sono consce che, fortunatamente, vi sono ampi margini di miglioramento. Non possiamo che progredire ancora».

OBIETTIVO COPPA ITALIA - Il 7 ed 8 marzo 2009 il Cras parteciperà alla final four di Coppa Italia? Risponde Ricchini: «Per noi, centrare il primo obiettivo stagionale possibile è uno stimolo vincente. Ora ci crediamo di più e la mia formazione è consapevole di poter essere in grado di lottare con la numerosa concorrenza che punta a raggiungere per la fine dell’andata uno dei quattro posti preziosi».

Dicembre è il mese chiave per chi sogna la Coppa Italia, che Taranto ha vinto nel 2003, assieme a scudetto e Supercoppa di Lega. Da domenica prossima (7 dicembre, ore 18, Taranto a Pozzuoli) sino al 28 dicembre (Cras-Venezia è il match da brividi al PalaMazzola) vi saranno cinque partIte che decreteranno il primo verdetto al giro di boa dell’A1 maschile. «Il mio pensiero sul calendario? Io sono abituato a ragionare partita dopo partita – risponde Ricchini – dunque penso a Pozzuoli, una gara che sarà dura, perché a casa loro le campane si esaltano. E non mi fido di gente talentuosa come Andjelic, Dixon e Grasso. Speriamo che non faccia freddo in quel palazzetto… Dunque serve un Cras cattivo ed intelligente. Quanto al calendario – continua Ricchini – dobbiamo pensare a vincere più sfide possibile per provare a far felice la società ed a far fruttare gli enormi sforzi in palestra, tentando di agganciare il treno della Coppa Italia».

A1 EQUILIBRATA, BRAVA SESTO SAN GIOVANNI - Un occhio alla concorrenza: Sesto San Giovanni, per Ricchini, «è una interessante sorpresa di questo campionato. Stando al risultato del campo, se non avesse commesso la gaffe delle 4 straniere, ora sarebbe in vetta al posto di Parma, che comunque è un ottimo gruppo. Poi Schio (più libera in testa, vista la probabile uscita dall’Europa) e Venezia sono formazioni che possono puntare allo scudetto. Il Cras? Da scoprire ancora, siamo in continua evoluzione. Penso che la squadra, cosa importante – sottolinea il coach – ora stia acquisendo una maggiore consapevolezza nei suoi mezzi».

GODIN PIACEVOLE SORPRESA - Seppur premetta che “tutto il Cras sia nelle sue grazie cestistiche, l’allenatore alessandrino, invitato a pescare una sorpresa individuale, punta il dito sul pivot Elodie Godin, «che sta andando nella sua prima A1 oltre le più rosee aspettative. Sapevamo del suo valore, ma lei è stata brava ad apprendere subito la tattica, vincendo con agonismo ed intelligenza l’impatto con un nuovo campionato che per le straniere può essere traumatico».

Il tecnico ha ragione, la francesina ha numeri sostanziosi in A1: terza giocatrice rossoblu per minutaggio (26,5 a partita), media-gara di 7,7 punti ed 8,5 palle pescate a rimbalzo, dov’è attualmente quinta in campionato. «Ma la crescita di Godin – spiega Ricchini – è anche merito della squadra, brava ad assimilare la tattica. Io non dimentico nessuno. Tutte sono fondamentali. Dal nostro capocannoniere Mahoney (12 punti a gara per l’esterna americana) alla giovane Masoni, che domenica contro Ribera ha fatto il suo esordio. Ecco, il Cras mi piace perché sta diventando una squadra vera».

9 DICEMBRE: IL GIORNO DI BRUNSON - È atteso per martedì prossimo, 9 dicembre, l’arrivo a Taranto del pivot americano Rebekkah Brunson. L’attesa c’è nell’ambiente rossoblù per la miglior giocatrice straniera della passata A1 femminile, «perché dobbiamo scoprire la sua condizione fisica» spiega il coach. La cestista che l’11 dicembre festeggerà con la sua squadra il ventisettesimo compleanno, proviene da un intervento in artroscopia effettuato alla cartilagine del ginocchio destro in America agli inizi di ottobre. Il centro di Washington sarà visitata dallo staff medico rossoblu, che ne valuterà i tempi di recupero per il ritorno in campo.

«La mia speranza – dice Ricchini – è che Brunson possa essere disponibile per gennaio. Allora potremo inserirla negli schemi e sfruttare un importante surplus tecnico. In caso contrario? Valuteremo ogni decisione con la società, affinché il Cras possa continuare a recitare un ruolo da protagonista tra Italia ed Europa. Ma ora la nostra testa non deve fissarsi sull’arrivo di una campionessa in più. La squadra deve continuare a lavorare per il miglior basket possibile da attuare in partita. Ora pensiamo a Pozzuoli e poi sarà la volta dello Sfantu Gheorghe in Europe Cup (match d’andata dei 16mi in Romania giovedì 11 dicembre alle ore 20,30 - ndr), dunque la nostra filosofia deve puntare alla forza tattica ed al rispetto di ogni avversario. Così il Cras potrà arrivare lontano e magari centrare obiettivi ambiziosi».

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