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Blocco dei ripescaggi dalla prossima stagione

Il consiglio della Federcalcio s'è espresso a favore, su proposta della Lega. Una decisione esecutiva dovrebbe essere adottata il 18 dicembre. Si va verso un passaggio della serie B da 22 a 20 squadre. Poi si vedrà per Prima e Seconda Divisione
Blocco dei ripescaggi dalla prossima stagione
ROMA – E' forse uno step verso una riforma strutturata dei campionati, che secondo lo stesso presidente della Figc Giancarlo Abete si dovrà realizzare «o con un consenso unanime o con modalità in progress». Il Consiglio Federale della Federcalcio, riunitosi oggi pomeriggio in via Allegri, ha approvato il blocco dei ripescaggi per il campionato di Serie B nella stagione 2009-2010 fino ad un limite di due squadre, così come già richiesto dalla Lega di Milano su delibera dell’Assemblea delle società cadette. «Siamo ora in attesa di un pronunciamento della Corte di Giustizia Federale – ha sottolineato Abete in conferenza stampa – per sapere se, così facendo, si può paventare un cambio di format, che avrebbe bisogno di una maggioranza qualificata di 4/5, non semplice». Si farà invece una valutazione più organica del problema, per verificare se ci sono le condizioni per estendere il blocco dei ripascaggi dalla prossima stagione ai campionati di Prima e Seconda Divisione: se ne parlerà compiutamente, così come della riforma dei campionati, nella prossima riunione del Cf in programma il 18 dicembre.

Il Cf ha anche stabilito un principio che pareva essere messo in discussione: dimettersi dalla carica dirigenziale per sfuggire alle maglie della giustizia sportiva non sarà più un escamotage possibile. A stabilirlo, l’interpretazione autentica dell’art. 19, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, deliberata oggi dagli uffici federali. «Non basteranno le dimissioni per sottrarsi alla giustizia sportiva – ha precisato Abete – Al soggetto in questione, dunque, saranno applicabili le sanzioni prescritte dalla norma». Norma che è stata definita anche 'anti-Moggì, riferendosi all’ex dg della Juve che, in quanto non più tesserato, ha lamentato la non assoggetabilità alla giustizia sportiva. «Questa però non è una norma pro o contro qualcuno», ha precisato Abete. 

Le sanzioni elencate, commisurate alla natura e gravità dei fatti commessi: ammonizione; ammonizione con diffida; ammenda; ammenda con diffida; squalifica per una o più giornate di gare (in caso di particolare gravità, non inferiore a quattro giornate); squalifica a tempo determinato; divieto di accedere agli impianti sportivi dove si svolgono eventi della Figc, con eventuale richiesta di estensione in ambito Uefa e Fifa; inibizione temporanea a svolgere in seno a Figc o anche, su richiesta, in ambito Uefa e Fifa, compreso il ricoprire cariche federali o a rappresentare società in ambito federale. Così riformato, infine, l’articolo 36, comma 7, delle Noif: «E' vietato il tesseramento di chiunque si sia sottratto volontariamente con dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento, ad un procedimento instaurato o ad una sanzione irrogata nei suoi confronti».

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