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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:18

Bonitta: «Martina Franca è una grande opportunità»

Come anticipato dal sito de La Gazzetta del Mezzogiorno, il ravennate, 45 anni, è il nuovo allenatore della Stamplast (serie A1 maschile di pallavolo). Dopo l'esonero di Lattari, il club ha deciso di puntare sull'ex ct dell'Italia femminile, campione del mondo nel 2002
Marco Bonittadi G. FLAVIO CAMPANELLA

TARANTO - Come anticipato ieri dal sito de La Gazzetta del Mezzogiorno, Marco Bonitta, 45 anni, ravennate, è il nuovo allenatore della Stamplast Martina Franca (serie A1 maschile di pallavolo). Dopo l'esonero di Radames Lattari, il presidente Bongiovanni ha deciso di puntare sull'ex commissario tecnico dell'Italia femminile, campione del mondo nel 2002. 

Le ultime due sconfitte in campionato (in casa contro Forlì e a Vibo Valentia) hanno indotto la dirigenza pugliese a cambiare per accelerare la risalita in classifica. Il club, del resto, è ambizioso. L'intenzione, soprattutto dopo l'ingaggio di Mastrangelo, è quella di arrivare tra le prime otto squadre alla fine del girone d'andata, in modo da partecipare alle finali di Coppa Italia, e di rimanerci fino al termine del torneo, così da disputare i playoff scudetto. 

L'esordio del nuovo coach avverrà in occasione dell'anticipo della nona giornata. La Stamplast affronterà in casa sabato prossimo il Padova, ultimo in graduatoria con zero punti, alle ore 18,30 (diretta su Sky Sport 2). Bonitta, raggiunto telefonicamente a Ravenna, non si fida dell'approccio apparentemente morbido. «Non è proibitivo, questo sì. Ma si deve affrontare l'avversario con rispetto, oltre che con consapevolezza. Di sicuro, potrò incidere poco. Arriverò soltanto domani e c'è bisogno di un lavoro quotidiano. Per sabato sarà impossibile impostare un discorso tecnico-tattico, ma confido sull'aspetto emozionale, sull'entusiasmo della squadra».

Dove pensa di dover intervenire?

Ho visto le ultime due partite. Ma è prematuro parlarne. Non c'è un aspetto solo da curare. La squadra deve ritrovare se stessa e avere qualche certezza in più. Non sta giocando bene, ma ha grandi qualità. Ci sono dei cali di tensione, ma combatte ed è aggressiva. Deve esserlo sempre.

La Stampalst è una squadra completa in tutti i reparti?

È stata costruita bene, è equilibrata. Dobbiamo recuperare giocatori importanti. Granvorka ne avrà per un po'. Cercheremo di recuperarlo prima possibile. Il suo infortunio non si risolve in tempi brevi. Ho intenzione di dare fiducia a Sequeira. Abbiamo bisogno di lui.

In base alle caratteristiche dei giocatori, quali sono i punti di forza?

Ripeto, il recupero di Granvorka è essenziale, ma vorrei soffermarmi sul talento, sull'esperienza di giocatori che hanno vinto molto. Se c'è spirito di gruppo, si può andare lontano. Ci vuole soltanto un po' di tempo per rimettere le cose a posto. 

Quanto ha riflettuto prima di accettare la proposta del club?

Poco. È una grande opportunità. Rientrare in campo maschile è molto stimolante. Mi hanno detto che rischio. Ma fa parte del gioco. E poi non sono poi così d'accordo. Questa esperienza a Martina Franca è un'ottima possibilità. Del resto, allenare squadre sulla carta più forti riduce l'ampiezza della sfida. 

Ha avuto contatti con Modena prima di accettare l'incarico? 

No, assolutamente. Mi sorprende la loro situazione. Dovrebbe essere tra le prime quattro o cinque e invece è impelagata in zona retrocessione.

Ha lasciato la Nazionale femminile nel 2006, dopo molte polemiche, perché il rapporto con le giocatrici si era deteriorato. Ha riflettuto in questi anni? 

Ormai è una pagina chiusa. Ma, certo, si riflette. Ho fatto degli errori, ma il consuntivo dei sei anni è positivo. Ci sono stati momenti molto gratificanti.

Essere un allenatore di polso è un pregio o un difetto? 

Piuttosto direi che è inevitabile per come sono fatto io.

Conosce la Puglia?

Ho visitato Vieste e Alberobello, ad esempio. Sono tornato proprio durante l'estate appena trascorsa con mia moglie Francesca e con i miei tre figli Luca, Vittoria ed Elena. In dodici giorni ho visto tutto il Salento. Da Gallipoli a Otranto passando per Santa Maria di Leuca. Trovo delizioso il vostro vino primitivo. Adoro il Negroamaro.

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