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Stendardo: «Fermerò il mio amico Cassano»

Il difensore del Lecce ha giocato a lungo nelle nazionali giovanili con il fuoriclasse barese della Sampdoria e lo conosce da quando entrambi avevano 14 anni. L'appuntamento è per domenica alle ore 15 nella dodicesima giornata del campionato di calcio di serie A
Lecce, Stendardodi MASSIMO BARBANO

LECCE - Non è più il tempo delle marcature ad uomo, ma, considerate le loro posizioni in campo, è molto probabile che si troverà spesso di fronte il suo «vecchio» compagno Antonio Cassano. Con il fuoriclasse barese, Guglielmo Stendardo ha giocato a lungo nelle nazionali giovanili e si conosce da quando entrambi avevano 14 anni. Nella Sampdoria, dove è quasi di casa, ritroverà amici come Gennaro Del Vecchio con il quale è stato insieme a Catania e Perugia, Accardi, e lo stesso Bellucci con il quale hanno giocato insieme nel Napoli. Ma come fermare la punta di diamante della Sampdoria, per l'appunto, Antonio Cassano? 

«La sua strategia - dice Stendardo - è quella di partire dall'esterno per poi accentrarsi. È chiaro che noi centrali di difesa dobbiamo essere molto compatti, ma sarà anche molto importante il raddoppio da parte dei centrocampisti e degli esterni di centrocampo». Ma la Sampdoria non è solo Cassano. Stendardo la conosce bene. Ha iniziato con Spalletti all'età di 17 anni, in serie A. 

«Ero all'inizio - ricorda - quell'anno feci il campionato primavera e solo qualche panchina in prima squadra. Fu un anno sfortunato, perchè si retrocesse in serie B, ma da allora cominciai ad avere più spazio con Ventura e con Cagni. Sono passato attraverso l'era- Mantovani e poi quella di Garrone che mi pare stia ricalcando le orme del suo predecessore in fatto di solidità e serietà della struttura societaria. Insomma - prosegue il difensore del Lecce - questa è una squadra che gioca la Coppa Uefa, stanno attraversando un momento difficile, ma, a livello di organico, questa è fra le prime sei-sette squadre del campionato». 

Ad ulteriore difficoltà ci sarà il fattore campo che da quelle parti si fa sentire in modo particolare. «Non è un caso - rileva Stendardo - che in casa non abbiano mai perduto una partita e siano riusciti a fermare sia l'Inter che la Juventus. Sono spinti da un pubblico sempre numeroso. È un ambiente caldo, uno degli stadi più belli d'Italia». Tuttavia il Lecce è ancora alla ricerca del suo primo successo esterno della stagione e sa bene che per raggiungere la quota salvezza dovrà vincere qualche partita fuori casa. «Io mi auguro che sia arrivato il momento - prosegue il difensore del Lecce - anche perchè è un po’ che ci andiamo vicino. Sia a Roma con la Lazio, che a Bergamo con l'Atalanta la vittoria l'abbiamo sfiorata. È ora che la squadra vinca in trasferta. Non so se ci riusciremo a Genova, ma ho la certezza che la squadra risponderà in modo positivo. In settimana abbiamo preparato molto bene tatticamente la gara, ci sono tutte le premesse per offrire una prestazione di alto livello». Ripetere insomma, la stessa gara col Milan, almeno come determinazione, è possibile. 

«Non ci saranno cali di concentrazione - sostiene Stendardo - quando sai di giocare contro una delle squadre più forti d'Italia come il Milan la concentrazione viene quasi automatica, ma giocare a Marassi, in quello stadio, contro la Sampdoria che in casa è veramente forte, le motivazioni verranno spontanee. Sarà opportuno un buon approccio alla partita per far capire subito che siamo motivati a fare risultato». Che partita dovrà fare il Lecce quale la percentuale fra difesa e offesa? «Dovremo stare molto attenti a contenere le loro ripartenze - sostiene il difensore del Lecce - loro dal centrocampo in su sono pericolosissimi, ma dovremo anche sfruttare quelle poche occasioni che ci saranno e cercare di concretizzarle». 

Non saranno molte, quindi, le opportunità che potranno presentarsi al Lecce. «Effettivamente ho detto poche, perchè indietro la Sampdoria non ci lascerà spazi. Vengono da un momento difficile, per cui la loro preoccupazione primaria sarà quella di non prendere gol per non compromettere la partita. In definitiva penso che ci saranno poche occasioni sia da una parte che dall'altra, perchè anche noi siamo concentratissimi a non lasciare spazio all'avversario». Ma per Stendardo questo non è uno "scontro diretto". 

«La Sampdoria farà un altro tipo di campionato - dice - la sua classifica non è veritiera. Ho visto anche la partita che ha fatto domenica scorsa a Napoli dove non meritava di perdere».

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