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Sabato 21 Ottobre 2017 | 15:39

Il presidente della Lega calcio Matarrese «Basta con le intromissioni della politica»

Intervenuto durante un convegno, ha affermato: «Negli ultimi anni abbiamo assistito sempre di più a un rapporto perverso. La politica entra nel nostro mondo, in quello del calcio, con continui controlli»
Il presidente della Lega calcio Matarrese «Basta con le intromissioni della politica»
Antonio Matarrese ROMA – «Negli ultimi anni abbiamo assistito sempre di più a un rapporto perverso tra sport e politica. La politica entra nel nostro mondo, in quello del calcio, con continui controlli e limitazioni. Tutto questo è sbagliato, quando la politica invade un altro campo sbaglia». Lo ha dichiarato il presidente della Lega calcio Antonio Matarrese durante il convegno «Politica nello sport o politica dello sport?' tenutosi presso la sala del Cenacolo della Camera dei deputati.
Sempre facendo riferimento all’intromissione della politica nello sport, Matarrese ha voluto precisare che «questo rapporto è evidente ogni domenica, visto che i potenti della politica si recano nelle tribune degli stadi non certo per assistere alla partita, ma per discutere dei problemi del Paese, insomma per la politica lo stadio è diventato una sorta di grande Transatlantico».

Riferendosi alle limitazioni imposte dal ministero dell’ Interno in relazione al problema della violenza negli stadi, Matarrese ha ribadito che «è troppo facile gestire questo problema limitandosi ad adottare misure di costrizione. Poi non dobbiamo lamentarci se gli stadi continuano a essere vuoti e se non si fanno decisi passi avanti per l’ammodernamento degli impianti e delle strutture». «Noi vogliamo l’autonomia vera – ha proseguito il presidente della Lega – ma non possiamo dirlo. E l’esempio è quello del presidente del Coni Gianni Petrucci, che non può esporsi altrimenti rischierebbe di veder aumentare i tagli per il Coni e di conseguenza per tutte le federazioni. Così non si cresce, serve un tavolo di lavoro per non affondare, le chiacchiere non servono a nulla».

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