Cerca

Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 07:42

Entro cinque giorni Mastrangelo saprà se può giocare

Il pallavolista di Mottola ha un contratto con Roma (A2 maschile), ma è stato licenziato per giusta causa. Ha chiesto il reintegro in squadra. Oggi ha esposto davanti al giudice ordinario del lavoro le argomentazioni. Rischia una squalifica da parte della Fipav
di G. FLAVIO CAMPANELLA

Il tarantino Luigi MastrangeloBARI - Entro cinque giorni Luigi Mastrangelo, 33 anni, tarantino di Mottola, centrale della Nazionale italiana, saprà se potrà a tornare a giocare. Il pallavolista, che ha un contratto con Roma (A2 maschile), dopo aver inoltrato un'istanza con cui ha chiesto il reintegro in squadra, ha esposto oggi nella Capitale davanti al giudice ordinario del lavoro le argomentazioni in seguito alla decisione della società romana di licenziarlo per giusta causa.

La controversia ha avuto origine nel momento in cui, conclusa la scorsa stagione agonistica, la società della famiglia Mezzaroma ha deciso di non iscriversi più nella serie A1 maschile per questioni economiche. Mastrangelo si era dichiarato disposto a scendere di categoria, mantenendo però inalterate le condizioni contrattuali. Lo scopo del club era invece proprio quello di rivedere al ribasso i costi di gestione complessivi, contando probabilmente anche sui soldi della cessione del centrale.

Secondo Roma il giocatore avrebbe rifiutato qualsiasi ipotesi di trasfertimento. Ad ammetterlo, è lo stesso Mastrangelo. «Voglio far valere i miei diritti da professionista». Anche quello di voler onorare un contratto. Ma è proprio questo il nocciolo della questione. Professionisti di fatto, i giocatori di pallavolo hanno uno status da dilettanti. Cosicché la vertenza Mastrangelo s'ingarbuglia perché rimanda a un quadro legislativo da riconsiderare che coinvolge anche la (ritenuta da tutti) obsoleta legge 91 del 1981.

«In questo momento - spiega Luca Ferrari, legale di Mastrangelo - puntiamo a un provvedimento cautelare che consenta al giocatore di tornare all'attività agonistica. Per entrare nel merito si dovrà aspettare. Di certo, è la prima volta che si pone la questione nella pallavolo. Non essendoci il professionismo, non esiste un giudice sportivo che possa risolvere una controversia di questo tipo».

Il regolamento giurisdizionale della Fipav, approvato dal Coni nel 2006, prevede la possibilità che ci si rivolga in prima istanza alla Commissione Tesseramenti (competente anche in materia di vincolo) e in seconda istanza alla Commissione d'Appello Federale. Peraltro sembrerebbe che la Fipav abbia già fatto sapere che Mastrangelo rischia un procedimento disciplinare e una squalifica. «Sì, la Federazione - spiega Ferrari - tende a ritenere che ci sia una violazione della clausola compromissoria (il compromesso sta nel fatto che un'atleta, un tesserato in genere o anche un club si impegnano a non ricorrere alla giustizia ordinaria; ndr). Ma non ravvediamo un rischio di questo tipo perché nella fattispecie la giustizia sportiva non dispone degli strumenti normativi che ci consentano di tutelare la posizione di Mastrangelo. In un caso normale sarebbe competente e risolverebbe il vincolo. Ma in questo caso non risolve l'aspetto contrattuale del giocatore. Non viene cioè adempiuto un contratto, che scade fra due anni, con un professionista, cioè non può risolvere la questione relativa agli emolumenti economici. Peraltro, non si potevano certo aspettare i tempi della giustizia sportiva».

Intanto, Mastrangelo aspetta. «Sono sereno, mi sto allenando in palestra con i pesi. Se sarò reintegrato, bene. Mi aspetto che tutto torni nella normalità (era emersa l'intenzione di poter anche denunciare Roma per mobbing; ndr). Altrimenti, vedremo. E valuteremo. In questo momento non mi va di considerare alternative. Alcune società mi hanno cercato. Ma parlare adesso di Martina Franca, Vibo o Modena non ha senso. Sia chiaro. Non considero la Stamplast una società di seconda fascia. Anzi, hanno una bella squadra. Figuriamoci poi se penso alla Nazionale, visto che non sto giocando. So che l'Italia è stata inserita in un girone di ferro con Serbia, Bulgaria e Repubblica Ceca nella prima fase dell'Europeo in Turchia del 2009. Ma adesso, scusatemi, ho altro a cui pensare».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione